










Ebbene sì, lost è finito.
Quello che è stato per molti un viaggio straordinario, per altri una ragione di vita, per alcuni la possibilità di stringere nuove amicizie, per qualcuno solo un racconto appasionante, è arrivato al suo atto conclusivo!
Tuttavia, posto che niente potrà mai svilire le emozioni che questo telefilm (perchè in fondo non era nient'altro che un telefilm) ci ha fatto vivere, si rende necessario ora fare 2 riflessioni su questo finale che tanto ha fatto discutere!
(il giudizio complessivo su lost sarà rimandato ad altra mail, per ora ci limitiamo a capire questo finale enigmatico).
Chi ha visto qualche film con me, specialmente al cinema, sa che sono ipercritico ed è esattamente quello che farò con lost.
Ammetto che, come tutti credo, sono rimasto sconcerato dal finale.
Non perchè mi avesse deluso ma semplicemente perchè non l'avevo capito, almeno, non immediatamente.
Non sono rimasto disgustato come è capitato a tanti.
semplicemente non risucivo a capire se era uno spendido finale che ancora non comprendevo o se era un non-finale per cui non mi deludeva in pieno perchè non era una pessima soluzione, ma solo una non-soluzione.
Credo che sia questo il dilemma.
Così, tornato a casa, invece di andare a dormire, come avrei dovuto, sono andato a vedere i commenti in internet.
con mio sommo dispiacere non ho trovato nessun commento motivato (forse era solo troppo presto).
La gente si limitava a criticare la serie perchè non aveva soddisfatto le loro attese (molto comodo). frasi come "mi aspettavo di più", "banale", si sprecavano.
Ma gente che fa commenti del genere evidentemente ha sempre guardato lost senza impegno, come guardavano friends o la vita secondo jim, ricavando qualche emozione settimanale (e bisogna dire di ottima qualità) senza che però questo permettesse un lavoro di cervello.
Non biasimo questa gente, ma non sono queste le persone a cui mi rivolgo e con cui voglio discutere (se rientrate in questo campo la vostra mail finisce qui).
Allo stesso modo vi erano persone che invece elogiavano la serie perchè avevano pianto, perchè avevano provato emozioni incredibili, perchè se la erano goduta.
Nessuno che provasse a motivare questo apprezzamento.
(questa esaltazione durerà qualche giorno fino a che non si affezionaranno ad un'altra serie o fino a che uno della prima categoria non gli sbatterà in faccia tutte le insensatezze di lost, e le loro grandi emozioni saranno sostituite da dubbi e frasi del tipo "era solo un telefilm, non dovevi aspettarti troppo" o da un fanatismo accanito che farà sostenere la bellezza della serie contro ogni ragione)
anche questo genere di persone non sono il mio obiettivo
(se rientrate in questa categoria mollate subito perchè non è mia intezione mettere in discussione la vostra esaltazione e neppure di darvi qualche motivo per fomentarla).
Così, ancora senza una idea chiara sul finale e deluso dai commenti banali della gente sono andato, finalmente a dormire, lasciando spazio al mio cervello per meditare e meditare e meditare.
ecco cosa ho partorito.
premessa: non pretendo che la mia spiegazione sia la più giusta, la più completa, la più interessante. è semplicemente la mia spiegazione. potrete essere d'accordo o meno, e di questo si potrà discutere. nessuno vi contringe ad essere d'accordo con me e a legger l'intera mail. potete annoiarvi subito e tornare al vostro lavoro, leggerla tutta e rimanere comunque della vostra opinione!
Ci siamo.
vorrei iniziare confutando quelle che sono le reazioni e le critiche più diffuse e che mi hanno infastidito.
1. NON TUTTI I MISTERI DELLA SERIE VENGONO SVELATI!
Questo è un punto decisivo!
C'è un ragazzo che vive in un paesino insignificante nella periferia di Terni. Non è particolarmente bello e neppure affasciante. potremmo dire che è insignificante tanto quanto il paese in cui abita. Questo nostro personaggio passa il suo tempo a studiare le costellazioni (di cui è molto appasionato) e a chiedersi perchè la sua vita sia così complicata. Perchè abbia quel naso a patata, perchè sia ricoperto di brufoli, perchè così pochi capelli, perchè così pochi amici. Un giorno mentre se ne sta seduto su di una panchina provando a risolvere tutte queste problematiche, si avvicina una ragazza. Di una bellezza straziante. Si siede di fianco al ragazzo e dice: "Sai, è un po' che volevo dirtelo, ti amo!". Il ragazzo al guarda, scoppia a piangere e in un attimo tutti i misteri sul suo aspetto e sulla sua pochezza sono travolti e sconvolti da un mistero più grande che non li sostituisce, ma tutti li comprende. Quella ragazza lo ama! come è possibile?
La vita è esattemante così, un infinito numero di misteri superati solo da un mistero più grande.
Perchè gli "altri" parlano in latino? cos'è la fonte? chi è il fumo nero? da dove vengono jacob e suo fratello? come è possibile che si spostassero nel tempo?
sono d'accordo che sono cose interessanti che valeva la pena spiegare, ma valeva così la pena saperle?
la domanda che emerge su tutte ora è DI COSA SI TRATTA? cioè, qual'è il punto?
non mi interessa capire il meccanismo del mio orologio. come le rotelle al suo interno interagiscano, mi basta saperne lo scopo e la sua utilità!
Noi siamo abituati a cercare soluzioni ed ancora soluzioni e non arriviamo mai al punto.
Ipotizzate di prendere un 2 di picche, subito iniziate ad analizzare il perchè di questo rifiuto. studiate la situazione, le vostre mosse, provate a capire cosa avete sbagliato, indagate su di lei. finchè non scoprite che è innamorata di un altro. benissimo, soluzione trovata! Siete a posto?
Ecco perchè il più grande detective della letteratura non è uno scienziato (scherlok holmes) ma un prete (padre brown).
Uno cerca di analizzare gli eventi, l'altro analizza gli uomini.
2. SCONTATO, LORO SONO TUTTI MORTI
La morte è decisamente la cosa più scontata della terra! Sicuramente tutti prima o poi moriremo, non si scappa. Quindi possiamo non preoccuparcene? possiamo vivere rilassati senza sentirene tutti il tragico mistero?
Pirma di essere la cosa più scontata del mondo la morte è quella più misteriosa.
Definire lost banale perchè i protagonisti alla fine sono morti mi sembra proprio infantile.
Tanto che il punto chiave non mi sembra proprio che sia il fatto che sono tutti morti ma piuttosto il fatto che pur essendo tutti morti, non lo erano!
3. IL FINALE APERTO PERMETTE DI FARMI UNA SPIEGAZIONE DA SOLO
Che ci sia un finale aperto così che ognuno possa farsi una propria spiegazione su misura è proprio una bella puttanata.
A quel punto ci si poteva evitare l'ultima puntata. usciva jj su sfondo nero che diceva "vale tutto!" e a quel punto la gente iniziava a delirare su quello che secondo ognuno sarebbe stata la migliore soluzione.
4. LA SPIEGAZIONE MISTICA COCCIA CON GLI INTERROGATIVI FANTASCIENTIFICI
Che tua mamma ti voglia bene coccia con il fatto che tu sei una persona repellente!
se volevate vedere una puntata infinita di "come è fatto" dovevate andare su discovery channel.
"il logico pretende di chiudere l'universo nella testa, e la testa scoppia!"
ma non volgio dilungarmi su questo argomento che mi sembra evidente. se avete domande vi risponderò più avanti.
5. LOST STA TUTTO NEL VIAGGIO E NEI PERSONAGGI.
Sicuramente il percorso che fanno i personaggi è uno dei punti decisivi, perchè ognuno si è ritrovato in qualcuno, ha amato alcuni e odiato altri, si è emozionato quando hugo e charlie fanno partire il pulmino sprezzanti della morte e si è annoiato quando jack viveva delle sue turbe mentali. Insomma abbiamo vissuto, riso e pianto con i personaggi e con loro abbiamo fatto questo incredibile viaggio. Abbiamo fatto ipotesi e ci siamo confrontati su questa storia. ma da qui a dire che il finale non è importante, ciò che conta solo le emozioni provate durante la serie sarebbe come dire che si possono fare 6 ore di preliminari e mai scopare tanto è bello lo stesso!
6. QUINDI ALLA FINE L'ISOLA E' IL PURGATORIO...
Questo deve essere chiaro da subito. l'isola non è il purgatorio. i personaggi non sono morti nello schianto dell'aereo. tutto quello che è successo sull'isola (per quanto inspiegabile) è successo veramente.
7. E' UNA NON-SOLUZIONE
Non credo che jj e company per tutto il tempo abbiano pensato solo ai soldi ed arrivati alla fine abbiano deciso di buttare lì un finale un po' pasticciato che esulasse dal rispondere ai mille interrogativi che si erano aperti.
Mi ricollego qui al primo punto. Il finale non mi sembra semplicemente un mistero che sostituisce gli altri. non ho mai avuto questa impressione.
piuttosto è un mistero che permette di guardare sotto un'altra luce tutti i misteri precedenti. senza cioè lo stressante desiderio di capirli tutti e di avere una spiegazione scientifica, (in quel caso dovevate fermarvi alla 4 serie ed essere schifati già dai viaggi nel tempo), ma per il reale valore che hanno. cioè di mezzo per raggiungere un fine. non dico che sono inutili! ma quanto è più liberante sapere che non c'è bisogno di capire che cazzo fosse la fonte sapendo che jack è diventato finalmente un bel personaggio decidendo di difenderla. Quanto è bello vedere richard che è contento di vivere perchè inizia ad invecchiare senza dover per forza capire da dove venisse perchè gli altri parlassero latino.
Non so se riesco a spiegarmi ma l'idea che mi sono fatto di lost parte proprio da questo presupposto.
La vicenda
Da quanto presentato nell'ultima puntata potremmo dividere la storia in 3 momenti:
1. la vita iniziale dei personaggi
2. l'isola
3. il "limbo"
1. ognuno dei personaggi vive un vita normale. non particolrmente bella, per molti sofferta, piena di problemi. insomma una vita qualsiasi.
2. incidente aereo. tutto quello che succede, tra "altri", dharma, viaggi nel tempo, botola, orsi bianch, i sei della oceanic, secondo aereo etc si sviluppa una vicenda dove ognuno è costretto a rimettersi in discussione, riaffrontare il proprio passato e diventare quello per cui è fatto.
3. una volta morti i personaggi si trovano in questo "limbo" (lo chiamerò così) il cui obiettivo è quello di farli reincontrare, ricordare e così proseguire! (immagino verso il paradiso)
La vita dei personaggi è caratterizzata da qualche evento nei confronti del quale essi non sono in pace. (questo era chiaro fin dall'inizio). l'isola si presenta quindi come una possibilità di affrontare questo tipo di situazioni e di farci i conti. Tutta la storia sull'isola ruota intorno a questa tematica. Parallelamente a questo si inserisce la questione di jacob e quel babbo di suo fratello. ed è proprio in funzione della vicenda "fonte di luce e fumo nero" che i personaggi possono fare questo percorso di "redenzione" e di realizzazione! Mi spiego meglio le due storie si intrecciano a doppio filo. jacob ha bisogno di loro per sistemare le questioni con il fumo nero e i personaggi hanno bisogno delle vicende che riguardano jacob (perchè alla fine tutto è collegato a lui: ben, dharma, widmore etc) per potersi redimere e realizzare.
Questo a mio modo di vedere avviene in maniera perfetta per tutti i personaggi. da questo punto di vista ogni storia e ogni problema legato ai personaggi è affrontato e in maniera soddisfacente. sia dal punto di vista del passato (prima parte) sia dal punto di vista di quello che uno è (seconda parte) che emerge piano piano per tutti. (da jack a locke a sawer, kate etc).
Per alcuni questo percorso porterà alla morte, per altri no (almeno non subito), perchè (e questo è molto chiaro e molto interessante) uno sta vivo finchè il suo compito non è finito.
Analizziamo ora la questione limbo
la prima stortura rigurda il fatto che questo posto sembrano esserselo creato i personaggi. (questa è proprio una cazzata induista che potevano risparmiarsi) tuttavia rimane interessante la sua funzione. questa situazione di stallo che si è vista per l'intera sesta serie ha come obiettivo quello di far reincontrare i personaggi perchè essi possano ricordare (e questo processo lo mette in moto desmond "la costante"), perchè una volta ricordate tutte le vicende dell'isola essi possano finalmente dirigersi verso il paradiso.
Questa idea del ricordare personalmente mi ha entusiasmato. mi spiego.
La cosa pazzesca è che tutti loro in questo limbo, stanno bene, hanno più o meno risolto le loro questioni, stanno in pace! eppure sono davvero felici solo quando ricordano tutto quello che hanno passato sull'isola (e oggettivamente ne hanno passate di ogni, tanto che il loro obiettivo è sempre stato di andarsene). cioè, per quanto terribile e faticoso sia stato il periodo sull'isola essi non possono prescindere da esso per poter davvero andarsene in pace, proprio perchè è stato in quel periodo che loro hanno capito chi erano. Non che il limbo fosse brutto, ma non era pieno!
Cioè, non solo la vita acquista gusto e passione solo quando è vissuta con l'obiettivo di realizzare quello per cui si è fatti, ma questa vita diventa condizione necessaria per poter morire. il problema non è mettersi a posto la vita, ma compierla.
e questo è davvero splendido.
Ho sempre sofferto molto leggendo alla fine del signore degli anelli della dipartita di frodo ai porti grigi. continuavo a dirmi: " ma perchè diavolo deve andarsene? ha buttato l'anello, ha sistemato tutto. perchè non può restare con sam e gli altri alla contea?"
ma il suo compito era finito.
LA VITA E' FATTA PER RISPONDERE AD UN COMPITO!
questo è quello che per me emerge pur in mille contraddizioni, in mille ambiguità, in mille equivoci da questi sei anni di lost.
anche se il compito non è chiaro, difendere una fonte di luce?, essere il numero due dell'isola?, allevare un bambino non tuo? etc, rispondere riempie la vita. Magari lo capirai dopo, magari molto dopo, ma tu sei fatto per quello e solo quello di permetterà non solo di vivere ma anche di morire.
è vero che magari il modo di rendere questa cosa non è il migliore ma rimane il fatto che una roba così l'ho sentita dire davvero da poche persone.
o meglio (faccio fatica a spiegarlo perchè non ce l'ho ancora ben chiaro) uno vive per adempiere al suo compito ma non finisce lì la questione, perchè una volta completato non può accantonarlo da qualche parte ma quello diventa la materia di cui è fatto, diventa la dote che tu porti.
faccio un esempio semplificativo. non è che ad un uomo arrivano una lista di cose da fare ed una volta fatte quelle può finalmente accedere al next level come se nulla fosse. uno riceve un compito e spende la sua vita per riuscire a compierlo al punto che la sua vita si rimodellerà ed egli non solo avrà adempiuto al compito ma avrà ritrovato sè stesso. ed è esattamente quello che succede ai personaggi di lost. non solo adempiono ognuno al loro compito (compreso locke) ma il fatto di averlo adempiuto gli permette di trovare sè stessi. questo è reso magistralmente dal fatto che loro devono ricordare quello che hanno fatto per poter andare avanti. essere finalmente se stessi è la condizione per proseguire...
spero di essermi spiegato.
e spero di non avervi annoiato troppo.
forse esagero, questo me lo direte voi, e forse nessuno degli sceneggiatori aveva in mente questo concetto, ma non posso dirmi deluso, per niente!
cmq Giovedì sarò in cattolica e se ne potrà discutere!
ammetto che rimane la presenza di alcune puttanate all'interno di tutto lost, ed alcuni concetti davvero pericolosi dal punto di vista umano e teologico (magari ve li presenterò prossimamente) e che la mia spiegazione magari è un po' ottimista. Ma è davvero troppo facile parlare dei punti che non vanno, quindi mi piace partire dal positivo che vi ho trovato.
P.S. Concordo ad esempio con bargi sul fatto che la chiesa con la vetrata con tutti i simboli religiosi molto pilitically correct è decisamente pietosa così come il padre di jack che kate fa notare che il nome significa "pastore cristiano". ma questo è tipico degli americani (non so se avete visto l'hard rock caffè a new york).
In cattolica dopo la visione della puntata il professore ha definito il finale: INNOVATIVO.
è come se scopate con una tipa e lei dopo vi chiede "come è stato?" e voi "efficiente".
giudizio senza senso!
Sarò lieto di fornire delucidazioni riguardo a tutti i dubbi che avete anche perchè ho iniziato stamattina alle 10 a scrivere la mail e la concludo ora!
non so dirvi se ho riflettuto a sufficienza e forse qualcosa l'ho scritto un po' di getto senza pensarci troppo, magari ho pasticciato e ripetuto le cose troppe volte, non ho un buon italiano, ma ho fatto il meglio che ho potuto per ora.
garantisco che nel caso mi accorgessi che ci sia qualche cosa mancante o di troppo sarò il primo a scusarmi e risistemare il mio pensiero.
per adesso è tutto!

Tutto quello che segue è una ricostruzione desunta da notizie e interviste autentiche, e mai smentite.
Abrams e Lindelof avevano originariamente concepito Lost come una miniserie di 12 episodi. Non ci sarebbero dovuti essere né Others, né gemelli immortali. Solo un gruppo di naufraghi su un'isola che (un po' come Solaris) materializzava i loro incubi.
Quando Lost fu riconfermato per altri 12 episodi, e poi per una 2° stagione, sorpresi L e A chiamarono come rinforzo Cuse, che aveva lavorato con Lindelof in Nash Bridges.
Mentre Lindelof inventava la Dharma, Cuse decise che i losties avrebbero dovuto affrontare anche un Antagonista più concreto del ''Mostro'', e più figo di Mr. Friendly. Avendo visto Emerson nel ruolo di William Hinks (un diabolico serial killer maestro di inganni e manipolazione) Cuse decise di provare a inserirlo nel cast attraverso un piccolo ruolo di copertura, ''Henry Gale'': se fosse piaciuto al pubblico, sarebbe stato rivelato come leader degli Others, altrimenti sarebbe morto da Redshirt.
Il pubblico fu entusiasta di Emerson, e così nacque Ben.
Alla fine della 2° stagione Abrams ricevette una grossa offerta dalla Paramount, e lasciò Lost. Rimasti i soli showrunners, per la 3° stagione L e C decisero di ridisegnare gli Others sul modello del nuovo leader, li tolsero quindi dalla jungla e dagli stracci, li ripulirono, e li piazzarono a Dharmaville, e all'Hydra, un set ispirato proprio al film Saw interpretato da Emerson. Sempre sul modello di Saw, fu introdotto un fantomatico burattinaio senza volto, chiamato Jacob in sarcastico omaggio a J Jacob Abrams, il creatore che aveva abbandonato a se stesse le sue creature.
Il fulcro della narrazione fra i losties sarebbe dovuto essere la disputa fra Locke ed Eko per la conquista del ruolo di leader spirituale dell'isola. Ma AAA lasciò la parte, Eko dovette così essere ucciso, il piano saltò, e la serie cominciò ad andare alla deriva.
La ABC convocò L e C, e gli annunciò l'intenzione di cancellare la serie. Dopo una lunga trattativa, L e C ottennero circa altri 48 episodi, da suddividere in due stagioni regolari, o tre brevi, e scelsero le 3 brevi.
Il finale della terza stagione introduceva così quello che sarebbe dovuto essere il capitolo finale della serie: il difficile e traumatico ritorno dei losties a casa, e la soluzione di qualcuno dei misteri dell'isola strada facendo.
Il piano per la 4°stagione però saltò in aria per via dello sciopero degli sceneggiatori.
L e C si resero conto che l'unica possibilità rimastagli era quella di rilanciare, cioè aumentare la posta, e rimandare tutto alla stagione successiva. Così Cuse passò i picchetti, inventò le Regole (un altro omaggio a Saw) e ripescò il personaggio di Widmore dai flashback di Desmond, per farne un nuovo misterioso antagonista sia dei losties, che di Ben, promosso da villain ad antieroe a causa della sua popolarità. Smokey allora restava soltanto un sistema di sicurezza, che poteva essere attivato da un ripostiglio.
Ormai a corto di trovate originali, L e C decisero di fare della 5° stagione una versione pantografata dell'episodio che aveva riscosso maggiore successo della 4°: The Constant. Tutti i personaggi sull'isola si sarebbero messi a saltare su è giù per il tempo, più o meno come Desmond, mentre quelli a casa finivano rispediti sull'isola dalla misteriosa Eloise, più o meno com'era successo a Desmond in FBYE.
Il tutto mentre il vero Desmond - H I Cusick - veniva allontanato dal set fino alla conclusione della sua causa per molestie sessuali.
La svolta sci-fi fu però considerata dal pubblico troppo sci-fi, troppo inverosimile e incasinata, inoltre la sfigata Dharma vista nella S5 risultava molto deludente, e incongruente con quella degli affascinanti vecchi filmati di Orientamento, e i plotholes si moltiplicavano come virus.
Gli ascolti precipitarono.
L e C dovettero così ancora una volta invertire la rotta, e uccisero la svolta sci-fi, insieme a Faraday che la incarnava.
Ormai bruciata la possibilità di spiegare le centinaia di misteri accumulati, compreso il replicante di Locke, attraverso la sci-fi, per la 6° stagione a L e C non restava che il fantasy. Memori delle accuse ricevute, decisero stavolta per una storia semplicissima: il Buono Un Po' Tonto, contro il Cattivo Con Un Po' Di Ragione.
Pescarono dalla mitologia i due elementi più adatti, Jacob, e Smokey, e li infilarono nei ruoli.
A tutti gli altri personaggi non restava semplicemente che schierarsi di qua o di là, (o prima di qua, e poi di là) a tutte le domande non restava semplicemente che rispondere è Magia.
Il premio finale per i losties sarebbe stato stavolta una nuova vita in un piccolo mondo da sit-com, dove tutti sono ben vestiti, e si vogliono tanto bene, compresi Locke e l'uomo che l'aveva strangolato, cioè Ben, redento dalla perdita del potere, e premiato da una figliastra rediviva.
Le critiche alla svolta fantasy furono ancora più feroci delle precedenti.
Ma ormai per un'altra inversine di rotta non c'era più tempo...
Se Lost fosse durato solo 12 episodi sarebbe stato più sensato?...
Così, è stato più divertente




2678 ha scritto:mi permetto di citare una mail che mi ha inviato il mio amico marco, con cui ho visto ieri sera la puntata finale e che mi trova perfettamente in linea con il suo pensiero:Ebbene sì, lost è finito.
per adesso è tutto!


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