Ho ripreso questo libro che è stato per un anno tema delle "lezioni di lettura" alle medie - un po' come si fa con "I Promessi Sposi" o "La Divina Commedia" al liceo.
Buzzati scriveva molto bene, stilisticamente è molto affascinante. Come è affascinante la sua apertura al Mistero, che irrompe in ogni suo racconto e che di certo lo contraddistingue anche nel "Deserto dei Tartari".
Il punto su cui m soffermo è il seguente: ma siamo sicuri che Buzzati parli proprio di Mistero? Perchè in molti casi la reazione di terrore e di ansia dei personaggi sembra riflettere più l'ignoto, mentre il Mistero dovrebbe generare stupore (cit.). Al di là del richiamo ad un titolo del Meeting e a questioni lessicali, mi sembra che a Buzzati questo Mistero più che attrarre spaventa.
Avete letto anche voi questi racconti?



