Finito settimana scorsa. Considerando che l'ho comprato ai morti, fanno due mesi tondi...
Qualche impressione.
Non è scorrevolissimo, ma non tanto per la scrittura, che in verità mi sembra per esempio più scorrevole di Meridiano di Sangue o di Oltre il Confine, quanto per la trama. Semplicemente è inesistente... Sono tanti quadri uno dietro l'altro (anche cronologicamente) che raccontano la vita di questo spiantato. Cose terribili sono accadute nel suo passato, cose terribili accadono nel racconto del libro, e accanto a esse, cose esilaranti (vi sottolineo il personaggio di Gene Harrogate, che va in carcere per un motivo incredibile....)
è uno stupratore di... cocomeri! ("svergina" un intero campo, poi lo arrestano per "furto di frutta")
.
Ci sono alcuni episodi eccezionali, nel dramma, nell'azione, nella comicità, ma si fa fatica a rintracciare un filo: semplicemente perché la trama non c'è come costrutto. Il filo che lega tutto è Suttree, il quale vaga di qua di là come una foglia sbattuta dal vento.
Grande immenso affresco sul limite della realtà, Suttree è solo apparentemente diverso dagli altri romanzi di Cormac, per gli argomenti che tratta e le situazioni che descrive. Tutto anela a qualcosa che la vita stessa e la realtà stessa non può darsi. Si capisce essere la sua opera più "autobiografica" e misteriosa. La lettura di Suttree fa capire molto di più la personalità di Cormac McCarthy e -dico io- anche la sua evoluzione stilistica e il percorso che ha fatto nella vita. Si vede che l'opera è stata scritta in vent'anni. La lettura di Suttree dà maggiore profondità a tutta la sua opera.
Ci devo pensare ancora, comunque.
Sul sito di Diesse avevo trovato una lunga recensione di uno che conosco (
http://www.diesse.org/detail.asp?c=1&p=1&id=2903 : ci sono un po' di spoiler, ma mi trova concorde in tutto).
A presto.
Ercole
"Uhaaah! Mi auguro in cuor mio ottimi nemici e lo sguardo benevolo, anche se corrucciato che meriterebbe meglio e di più, di Dio."
Giovanni Lindo Ferretti