
Costruire
Niccolò Fabi
Album NOVO MESTO – 2006
Chiudi gli occhi ed immagina una gioia/molto probabilmente penseresti a una partenz”. Bisogna riconoscere che un attacco così è già molto convincente, entra subito in medias res e senza preamboli né esitazioni ci fa subito capire il tema della canzone. Pur con il limite di tutte le canzoni-elenco (una serie di immagini ed attributi a spiegare lo stesso concetto – Bella di Jovanotti ne è l’esempio più eclatante), che generalmente non mi entusiasmano, tuttavia le immagini che Fabi trova per illustrare tutta una serie di inizi sono davvero efficaci. Il tutto poi accompagnato da un incedere da medium ballad in 6/8 rende ancora di più: quel momento in cui tutto ti sorprende e nulla ti appartiene ancora, recita il testo, come gli odori di nuovo, il primo abbraccio, un regalo ancora incartato, l’inizio della primavera. Poi una frase, per la prima volta introdotta dall’avversativa ‘ma’ introduce il ritornello: ma tra la partenza e il traguardo/nel mezzo c’è tutto il resto. Ma aspettiamo a considerare il ritornello, tanto tornerà uguale, come dice il suo stesso nome. E andiamo alla seconda strofa. Che stavolta parla non di inizi, ma di finali; e talvolta la fine si ricorda meglio. L’inchino alla fine di un concerto, l’ultimo bicchiere, la conclusione di una storia. Ma fra l’attesa e il suo compimento/fra il primo tema e il testamento che cosa c’è? Non possiamo più scappare dal ritornello: nel mezzo c'è tutto il resto / e tutto il resto è giorno dopo giorno /e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire /e costruire è sapere e potere /rinunciare alla perfezione.
Ma allora, come si usa dire, caliamo le braghe? Questa era la prima interpretazione della rinuncia alla perfezione, ed era venuta fuori prepotente nelle prime discussioni con alcuni amici su questa canzone. A me sembra invece una coscienza realista, nell’ottica del proverbio popolare ‘Il meglio è nemico del bene’. Credo sia esperienza comune (o comunque a me è capitato diverse volte) che talvolta per costruire qualcosa di solido occorre fare un passo indietro, lasciare spazio all’altro e guardare le cose un pochino a distanza. Ecco, in questa canzone mi pare ci sia tutto questo. E molto delicata e poetica è anche la conclusione, forse un po’ romantica, ma secondo me ci sta:
Ti stringo le mani, rimani qui / cadrà la neve a breve. Raramente ascoltiamo canzoni che provano a dare una visione positiva del futuro, includendo qualcosa che dura. Questa è una di quelle.
Walter Muto

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