







cri ha scritto:Sul sito di AVSI come indicazione per la prevendita da
- C.D.O. Monza e Brianza
Via Toscanini, 13 - Tel. 0362.328825
alcor ha scritto:Grande podcast! chiaro e documentato! Ho saputo che avrebbero dovuto partecipare anche due eminenti firme del giornalismo musicale ma che hanno poi dato forfait per l'esiguo compenso pattuito...è vero? se sì, facciamo qualcosa! (fine OT)
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Sunday, May 25, 2008
Lacrime in paradiso
Uno sfracello di canzoni bellissime. Non che uno non lo sapesse già, ma è il primo pensiero che ti viene in mente dopo essere stato "assalito" per quasi tre ore dalle canzoni di Claudio Chieffo, ascoltate in questo concerto tributo di stasera, 23 maggio 2008, a Desio. E poi, senza nulla togliere agli straordinariamente bravi interpreti, Giovanni Fasani e Benedetto Chieffo, la percezione netta che una voce come quella di Claudio Chieffo, per arrampicarsi senza alcuna evidente fatica come lo abbiamo visto fare per anni su quelle arditissime melodie, era davvero di un altro mondo. Inarrivabile.
Una voce che pensavamo di aver perso, ma che abbiamo ritrovato questa sera, grazie al coraggio e alla determinazione di Benedetto Chieffo, che l'ha celebrata con consapevolezza e con lui un gruppo di musicisti semplicemente straordinari. Da Walter Muto che ha curato gli arrangiamenti e diretto la super band sul palco, a Carlo Pastori, che ha guidato la produzione di un evento che sulla carta sembrava impossibile portare a termine. Invece ce l'hanno fatta e i sorrisi che questi musicisti (impossibile citarli tutti: andate sui dischi di Chieffo, leggete un nome dei suoi accompagnatori in studio, e lo troverete là, su quel palco) si scambiavano non erano solo di complicità per quanto riuscivano a fare, ma erano di sorpresa per loro stessi: sorprendersi a suonare canzoni così belle. Ma come potremo mai dimenticarle,adesso? sembravano dirsi tra di loro.
Momenti di pura commozione, come quando sullo schermo dietro alla band si legge il titolo del prossimo brano, Martino e l'imperatore, e sul palco sale proprio lui, Martino Chieffo, a cui quel brano fu dedicato quando veniva al mondo, trent'anni fa circa.
E davanti un popolo, pronto a lasciarsi andare a un canto virile seppur commosso quando il pezzo lo richiede, senza che nessuno glielo dicesse loro, evidentemente educati per tanti anni a quelle canzoni da lui, "il capobanda": "Ma non avere paura", che era quello che Chieffo ci aveva sempre detto, basta affidarsi a un Altro e che paura allora possiamo avere? Oppure a rimanere in un silenzio fatto di preghiera, quando viene cantata Stella del mattino.
Uno sfracello di grandissime canzoni, una dopo l'altra. Per uno che nei lontani anni 70, come me, aveva mandato a memoria un brano come Il viaggio ascoltandolo dal disco La casa (era il 1977) sognando di vederla un giorno eseguita dal vivo così, con tutti quegli straordinari musicisti: eccoli lì, adesso, da Massimo Bernardini che percuote il suo basso allo straordinario Marcello Colò alla batteria che ci danno dentro ebbri di musica.
Will the circle be unbroken? si chiedono gli americani in una delle loro canzoni popolari più belle, e ieri il "cerchio si è ricomposto". Quando ad esempio Fabrizio Scheda, accompagnatore e arrangiatore di Chieffo per decenni, ha attaccato con forza, quasi strappando le corde della sua chitarra - come a dire: Claudio eccomi qui ancora una volta - Il popolo canta la sua liberazione; Flavio Pioppelli, intenso come sempre, oppure quel geniale pazzo incontenibile di Mark Harris a fuggire sui tasti di pianoforte ancora una volta, come ai vecchi tempi.
Perché, certo, come ai vecchi tempi a ogni inizio canzone tutti aspettavamo di vedere da un momento all'altro spuntare sul palco la sua figura, imponente, quella di Claudio Chieffo. Che comunque era lì, naturalmente, più presente che mai, a consegnarci le sue canzoni perché nessuno le dimentichi e sempre più gente le possa conoscere.
Uscendo, vedo tra la folla vedo il viso di Marta, moglie di Claudio a cui tante, tantissime delle canzoni sentite stasera sono state dedicate o ispirate. Una volta Chieffo mi disse di aver un giorno capito che "era lei la persona con cui ero destinato a passare la mia vita quando ho capito che senza di lei non arrivavo a Lui e senza di Lui non arrivavo a lei. È di questo che parlano canzoni come La ballata dell’amore vero e Come la rosa".
Le stringo con un po' di imbarazzo la mano e l'unica cosa che mi viene da dirle è "hai dei figli stupendi". Lei sorride, si schernisce e dice "Abbiamo fatto del nostro meglio per crescerli. Adesso vanno per la loro strada". La loro strada, perché è bella la strada.
Ci sono lacrime stasera a Desio, e ci sono lacrime in paradiso. Ma nessuno, né quaggiù né lassù, sta piangendo di tristezza. Tutt'altro.


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