Ho avuto modo di andare a vederli a Berna il 17 giugno scorso e dovrei andare anche in quel di Roma il 14 luglio prossimo. Di seguito la recensione.
"Solida prestazione in quel di Berna del grande gruppo inglese.
Lasciate perdere la malintesa mancanza di energia che parrebbe emergere dalle performance "attutite" presenti su youtube perch? la band ? in forma crescente e la performance offerta ha regalato la tradizionale energia, irruenza esecutiva ed eleganza di tratto sempre al centro delle esecuzioni dei nostri.
Si ? trattato senze dubbio della migliore selezione mai offerta dalla band inglese nel dopo 1982, da quando l'ammiccamento al pop da chart ? diventato cruciale ed ha caratterizzato con esiti e manifestazioni differenti i vari Invisible Touch e We Can't Dance.
Uno straodinario percorso che muove dal tripudio di accordi banksiani di Behind the Lines, all'espressivit? drammatica di una In The Cage aggrappata alle tematiche ed alle "toccate" dello stesso Banks che incanta anche nella travolgente narrazione classica di Cinema Show o di una pi? elettronica e apocalittica Duke's Travels.
Ma non sfigurano neppure le sempre pi? solide e rocciose Home By The Sea e Mama, la successione perentoria tra Firth of Fifth e I Know What I Like, la grazia acustica di Ripples e quella sofferta e solenne di Afterglow, o ancora l'efficacia della marmorea Domino.
Per arrivare a una Los Endos che rappresenta l'ultimo magnifico richiamo alle escursioni che (allo stesso modo della Cage suite) coniugano in maniera esemplare eleganza e nuda energia. Il tutto si corona con una Carpet Crawlers, commosso commiato con chi ha condiviso tutto con la band in questa serata di arte varia. Dove per inciso ne sono state contagiati positivamente anche gli episodi pi? morbidi o sornioni da Land of Confusion a No Son of MIne a I Can't Dance.
La maestria nel dosare sapientemente gli ingredienti di una lunga ed estesa performance musicale ? prerogativa dei tre nostri e di pochi altri grandi. Un'amalgama impossibile eppure vera tra potente intuizione drammatica e ironia talvolta garbata talaltra malandrina.
La band ? in continua crescita di affiatamento ed emerge con evidenza che di qui a poco precisione, tempi ed amalgama raggiungeranno il livello d'eccellenza.
Phil e Chester sempre centrati e potenti quando occorre e, nonostante le scansioni siano in alcuni casi pi? controllate che in passato, in Los Endos contribuiscono egregiamente alla grande potenza espressiva dell'insieme. Phil ben ispirato e motivato al canto a dispetto dell'oggettiva diminuzione delle possibilit? vocali. Le tonalit? scelte gli hanno concesso di giocarsi alla grande la sfida sui brani celebri e i risultati sentiti gli danno piena ragione.
Daryl Stuermer magnifico performer e immarcescibile nel perseguire, ma con classe, la strada della scorribanda di sapore fusion.
Mike eccellente come da tradizione al basso e alla doppio manico, buono alla lead guitar, nonostante alcune imperfezioni in entrambe le aree sparse in corso di esecuzione.
Tony. Il solista delle trame essenziali, il virtuoso sempre elegante e misurato - ha regalato una performance pressoch? impeccabile. Non sempre perfetto in alcuni attacchi ma gi? autorevole e sicuro nelle rapide escursioni di In The Cage, Cinema Show e Los Endos nonch? nella squisita geometria di Firth of Fifth.
Una questione molto dibattuta in merito alla rivisitazione delle opere soprattutto strumentali del gruppo ? quella dei suoni scelti nei "solo" dello stesso Banks. Il lead synth di "In the Cage", nonostante la tonalit? abbassata, consiste in un suono che rende magnificamente l'altezza delle note e - come sostanza - ? un fascinoso trait d'union tra il sinfonico sontuoso del Quadra nell'80-82 e quello pi? allucinato del Pro Soloist del 74-75.
Quello di Cinema Show (strumentale eseguita nella sua tonalit? originale a seguire in The Cage come in Three Sides Live) recupera magistralmente lo splendido effetto "portamento" nelle due velocissime scale separate del riff di Riding The Scree e nelle progressioni finali.
Lo stesso vale per parti importanti di Los Endos (in particolare il rientro del tema di Dance on a Volcano e la reprise di Squonk nel finale). Sensazionale l'effetto coro/mellotron del Korg Oasys nello stesso finale.
Discorso diverso per Firth of Fifth (l'incipit painistica ripetuta al synth) che soffre del suono asettico e poco pungente architettato da Banks nel 92 e confermato in seguito pur con qualche aggiustamento che per? non recupera adeguatamente la sostanza del delizioso suono dolce e flautato del Pro Soloist (che si pu? sentire in Seconds Out). Ci? non toglie nulla all'eccellenza dell'esecuzione e al grande effetto archi del Korg Oasys nei crescendo sulla lead guitar di Stuermer nell famoso tema di flauto traverso scritto in origine da Banks per l'intervento di Gabriel nella prima versione da studio."
Setlist completa:
Behind The Lines / Duke?s End
Turn It On Again
No Son Of Mine
Land Of Confusion
In The Cage / The Cinema Show / Duke?s Travels
Afterglow
Hold On My Heart
Home By The Sea / Second Home By The Sea
Follow You Follow Me
Firth Of Fifth / I Know What I Like
Mama
Ripples
Throwing It All Away
Domino
Drum Duet
Los Endos
Tonight Tonight Tonight
Invisible Touch
I Can?t Dance
The Carpet Crawlers
A.B.


