Questa antica ricetta si perde nella notte dei tempi, se ne sono ritrovate tracce fin dal basso medio evo e alcuni scritti in greco fanno credere che la provenienza di tale pietanza abbia delle origini elleniche.
comunque, qui da noi, spesso lo si consuma alla fine dell' estate, quando le giornate calde cominciano ad accorciarsi lasciando il posto al tepore autunnale e a quel pallido sole che scalda ancora ma fatica sempre più a respingere le tenebre lasciando il passo e il posto alla notte che melanconica si avvicina e pervade e lascia che i pensieri e i ricordi di quello che è stato il tempo delle vacanze e della ristrutturazione umana inebriino le serate passate con gli amici in un bar o in una trattoria semideserta e fumosa.
è il momento in cui si tirano delle righe, si gettano i progetti per l'anno che verrà, si comincia a pensare a cosa fare a Natale o a dove andare a capodanno, si prendonmo delle gravi decisioni, qualcuno cambia anche il lavoro, qualcuno la macchina che si è fusa nel viaggio di ritorno dalla calabria...
ecco, è in un momento come questo che si consuma gli sfrizzoli zigrinati alla buscadera.
io ho avuto ed ho la fortuna di avere come amico un grande musicista e al tempo stesaso un grande comico e attore (Carlo Pastori), ma ho scoperto che è anche un grande cuoco; la ricetta in questione, infatti, gli appartiene e sono orgoglioso di poter, oggi, divulgare il verbo e condividere con tutti voi la gioia e il gusto di tanta bontà.
Prendete degli sfrizzoli, zigrinateli e cucinateli alla buscadera.
ciao




