"Universal: niente più cd dal 2011"

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"Universal: niente più cd dal 2011"

Messaggiodi Rdrock il lun mar 16, 2009 10:22 am

Di Mariella Venegoni (fonte: http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/g ... n+the+road)

Il mio collega milanese Luca Dondoni è un segugio, uno che trova notizie che gli altri non vorrebbero divulgare. L'altro giorno, si è imbattuto in Marco Masini a Scalo 76, e quello gli ha raccontato di aver firmato con la Universal un contratto che prevede un album di inediti, con la canzone di Sanremo "L'Italia", un greatest hits per i vent'anni di carriera che uscirà nel 2010, e un altro "contratto per 24 canzoni". Lui ha chiesto spiegazioni, che sono arrivate così: "Dal 2011 non distribuiremo più cd. Non useremo più il supporto fisico". "Insomma - ha proseguito Masini parlando con Dondoni - ho firmato un contratto dovendo fare il calcolo di un tanto a canzone". Scrive ancora Luca: "La gente, scaricando musica negli scaffali virtuali di un mercato digitale tipo I-Tunes, deciderà che canzoni comprare, i pezzi con i quali costruirsi il proprio album". E' allo studio a pochi centesimi un servizio fotografico, per poter stampare la propria copertina di quel disco di Masini che ti sei messo insieme tu: e potrai dargli il titolo che vorrai.

A leggere le confessioni di Marco Masini, il futuro è già domani. Molto più vicino di quanto potevamo immaginare, quando prefiguravamo per il cd «d''artista» una dolce morte, accompagnata da un nuovo supporto perché, come mi diceva qualche tempo fa Peter Gabriel, pare impossibile che si possa fare a meno della fisicità della musica: «Sarà una statua, una fontana, ma qualcosa ci dovrà pur essere, per contenere le canzoni», ragionava l''artista inglese pensando a un tempo ancora indefinito, certo più lontano di quel che effettivamente sarà, almeno nelle intenzioni di una major come la Universal.

La prima cosa che viene in mente, per la nuova realtà, è la scomposizione della creatività che la scomparsa del cd fisico si porterà dietro: un vero salto mortale delle cellule cerebrali degli artisti veri, costretti all''improvviso a sfornare elenchi di canzoni, a diventare oggetto passivo nelle mani di consumatori che a loro piacimento tagliano e titolano. E'' come se uno scrittore si dovesse d''ora in avanti limitare soltanto a racconti brevi, eliminando la possibilità di un romanzo. Come se un film dovesse diventare necessariamente un videoclip.

La storia della musica popolare moderna è segnata da album che hanno prodotto storie e suoni: non si possono nemmeno immaginare i grandi, dai Beatles ai Led Zeppelin, dai Pink Floyd agli U2, da Guccini a De Gregori, senza quei volumetti sonori che dipanano la loro ispirazione attraverso una serie di proposte concatenate, inconfondibili per epoche, suoni, copertine.

La fretta con la quale la discografia vuole ora liquidare questa storia, pare un po'' sospetta. Privilegiare la tecnologia rispetto alle decisioni artistiche, è come buttare via il bambino con l''acqua sporca. Senza contare che rimarrà privo di musica chi è rimasto indietro con la tecnologia: un mondo davvero poco auspicabile, che creerà fenomeni carsici e libererà altre idee (speriamo).
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Re: "Universal: niente più cd dal 2011"

Messaggiodi alcor il lun mar 16, 2009 11:36 am

Commento a caldo: CHE TRISTEZZA!!! :cry2:
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Re: "Universal: niente più cd dal 2011"

Messaggiodi Bado il Cinico il lun mar 16, 2009 11:52 am

Va beh, ma scusate: capisco il fascino delle copertine di cd tutte una di fianco all'altra nel negozio di dischi, la bellezza del proprio porta-cd con tutta la nostra collezione ben ordinata, la fisicità del libretto dentro la custodia...ma l'importante è che un artista possa decidere di proporre comunque un "album" (ossia una raccolta di canzoni con un ordine e una razionalità ben precise e volute), per quanto virtuale sia il supporto.

Perchè comunque già oggi chi vuole farsi la sua compilation in casa può scaricarsi qui e là (più o meno legalmente) le singole canzoni e crearsi le playlist personali. Chi invece vorrà dare credito al lavoro e alla produzione di un artista, potrà scaricarsi l'intero album e goderselo sul supporto che preferisce.

O no?
Ultima modifica di Bado il Cinico su ven feb 26, 2010 9:33 am, modificato 1 volte in totale.
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Re: "Universal: niente più cd dal 2011"

Messaggiodi Rdrock il ven feb 26, 2010 6:21 am

Riesumo il topic in questione, perchè ho letto una affermazione di Brian Eno che condivido: «Penso che i dischi siano stati solo una piccola parentesi nello scorrere del tempo e quelli che hanno potuto guadagnarci da vivere sono stati fortunati. Non c’è ragione per cui qualcuno avrebbe dovuto accumulare tanto denaro vendendo musica, a parte il fatto che quella era la cosa giusta in un certo periodo storico. E ora è finito».
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Re: "Universal: niente più cd dal 2011"

Messaggiodi alcor il lun mar 01, 2010 12:09 am

Rdrock ha scritto:Riesumo il topic in questione, perchè ho letto una affermazione di Brian Eno che condivido: «Penso che i dischi siano stati solo una piccola parentesi nello scorrere del tempo e quelli che hanno potuto guadagnarci da vivere sono stati fortunati. Non c’è ragione per cui qualcuno avrebbe dovuto accumulare tanto denaro vendendo musica, a parte il fatto che quella era la cosa giusta in un certo periodo storico. E ora è finito».


Da un artista come dovrebbe essere Brian Eno mi sarei aspettato osservazioni più legate ai contenuti e alla sostanza, piuttosto che a moralistiche opinioni economiche... A me non interessa chi ci ha guadagnato, in fondo fare il musicista mi risulta sia anche un mestiere... e non penso che qualcuno smetterà di guadagnare nel momento in cui passeremo alla totale fruizione virtuale della musica...
Mi permetto poi di osservare che il collezionista di dischi (come io sono o sono stato, visto che li compro più di rado...) non è uno sprovveduto spendaccione che butta via i soldi. Proprio oggi mostravo a un amico con ammirazione ed entusiasmo due cd dal packaging superlativo: No Code dei Pearl Jam, copertina in cartone con doppia apertura e due buste, l'una contenente il disco e l'altra con una decina di polaroid (!) sul cui retro sono stampati i testi delle canzoni. e Abattoir Blues e The Lyre of Orpheus di Nick Cave, doppio album, copertina stile box in tela con inserite due buste porta cd e un bellissimo booklet con testi e note di copertina... Certo, il collezionismo ai tempi degli lp dava più soddisfazione in termini di dimensioni...certe copertine erano vere e proprie opere d'arte. In ogni caso, siano vinili, cd, audiocassette, il sapore e l'emozione del disco "fisico" con il suo libretto, i testi, gli artwork più vari e strani, le note di copertina, etc. è qualcosa di impareggiabile che non va assolutamente perso!!!
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Re: "Universal: niente più cd dal 2011"

Messaggiodi Rdrock il lun mar 01, 2010 6:23 am

Se guardiamo alla storia della musica dagli albori ad oggi (penso dal medioevo, ma forse anche prima), chi faceva musica non è che navigava sempre nell'oro... anzi! un Mozart, per quanto grande fosse, è morto con così tanti debiti che la moglie l'ha fatto sepellire in una fossa comune... ma in linea generale, sia i compositori che i menestrelli, tranne casi eclatanti come un Farinelli, se erano bravi guadagnavano bene, ma non di certo le cifre esorbitanti che ci sono state con la nascita del vinile e successivamente dei CD. Credo che semplicemente Eno voglia dire che con il passaggio al digitale i musicanti e company, se saranno bravi, continueranno a guadagnare, ma non le cifre pazzesche di qualche decennio fa... Non ci vedo nulla di moralistico, se non una considerazione storica. ;)

Per i collezzionisti, è una storia a parte che non riguarda la musica: un collezzionista è affezzionato all'oggetto, che comprende anche il contenuto ma al quale è interessato in maniera marginale. Per esempio: ho un collega che si compra i vinili di tutte le pubblicazioni moderne di successo, poi li mette via senza farli suonare una volta... se è interessato al contenuto, si compra anche il cd o si scarica le canzoni... ma quello che gli interessa è "avere" l'oggetto, più che sentirlo... e parlando di musica, se non si ascolta, l'oggetto non fa il lavoro per cui è stato creato...
In ogni caso i collezzionisti sono una percentuale minima, quasi irrisoria, rispetto a tutto mercato discografico... :bado:
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Re: "Universal: niente più cd dal 2011"

Messaggiodi Bado il Cinico il lun mar 01, 2010 9:40 am

L'album No Code è il più bello che esista, sono d'accordo. :sisi:

Rdrock ha scritto:Per i collezzionisti, è una storia a parte che non riguarda la musica: un collezzionista è affezzionato all'oggetto....
In ogni caso i collezzionisti sono una percentuale minima


Hai usato abbastanza "z" per i prossimi 3 o 4 messaggi, golosone. 8)
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Re: "Universal: niente più cd dal 2011"

Messaggiodi Rdrock il lun mar 01, 2010 9:49 am

Bado il Cinico ha scritto:L'album No Code è il più bello che esista, sono d'accordo. :sisi:

Rdrock ha scritto:Per i collezzionisti, è una storia a parte che non riguarda la musica: un collezzionista è affezzionato all'oggetto....
In ogni caso i collezzionisti sono una percentuale minima


Hai usato abbastanza "z" per i prossimi 3 o 4 messaggi, golosone. 8)


E' il mio fioretto per la quaresima... usare di più le lettere meno frequenti per dare loro la stessa visibilità delle altre lettere... :varcor:
Grazzie! :mrgreen:
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Re: "Universal: niente più cd dal 2011"

Messaggiodi alcor il lun mar 01, 2010 1:59 pm

Rdrock ha scritto:Per i collezzionisti, è una storia a parte che non riguarda la musica: un collezzionista è affezzionato all'oggetto, che comprende anche il contenuto ma al quale è interessato in maniera marginale. Per esempio: ho un collega che si compra i vinili di tutte le pubblicazioni moderne di successo, poi li mette via senza farli suonare una volta... se è interessato al contenuto, si compra anche il cd o si scarica le canzoni... ma quello che gli interessa è "avere" l'oggetto, più che sentirlo... e parlando di musica, se non si ascolta, l'oggetto non fa il lavoro per cui è stato creato...
In ogni caso i collezzionisti sono una percentuale minima, quasi irrisoria, rispetto a tutto mercato discografico... :bado:


I collezionisti come il tuo collega sono certamente una percentuale minima...
Il collezionista come me è interessato a tutto il contenuto che non è solo la musica, ma anche i testi, le informazioni rispetto a chi ha suonato cosa etc. etc. Io i cd li scarto, li ascolto e li leggo. E mi arrabbio molto quando il packaging o il libretto dei cd è scarso e approssimativo perchè lo considero parte integrante dell'opera.
Ribadisco che, di un file audio asettico e buttato lì non saprei proprio che farmene...
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Re: "Universal: niente più cd dal 2011"

Messaggiodi Rdrock il lun mar 01, 2010 2:16 pm

Ma caro Alcor, mica metto in dubbio la qualità della tua passione... il discorso di Eno è sulla musica, di cui la tua passione è un particolare... che la musica sia su un supporto, su un file audio, o anche solo un ritornello nella tua memoria, quello che dice Eno è che i guadagni che la musica ha prodotto negli ultimi 50/60 anni sono stati una cosa eccezzzzionale, dove c'è stato chi ha guadagnato e chi no. Tu non sei molto diverso dal mio collega se quel che ti interessa è il libretto, la copertina, che sia stampato bene, ect... il mio nteresse invece dovrebbe essere rivolto alla musica. A me non interessa che il piatto si presenti bene, ma che il cibo che contiene mi soddisfi. Pensa alla musica popolare, ai canti degli alpini, alle arie delle opere, a tutta quella musica che è sempre esistita e che si è tramandata senza esser messa su un supporto fisico. Quella musica di certo non avrà dato tanto da mangiare, ma la cosa importante era la musica. Esser collezzzionisti di dischi è una buona cosa se ti soddisfa. Non c'è nulla di male. Ma non è il punto del discorso di Eno. E in ogni caso, anche il tuo modo di esser collezzzionista è una piccola percentuale di un mercato cmq ormai piccolo.
Io di un file audio asettico me ne faccio eccome se è quello che mi permette di sentire - dico un brano a caso che non ho da nessuna parte - un "Io se fossi Dio" di Giorgio Gaber. Mi spiego? chissenefrega se è stampato su un cd d'oro, o se ha una copertina figa, o se ha un packing dell'altro mondo... a me interessa la musica... e se ho quella, ben venga qualsiasi supporto! O anche nessun supporto, se è l'unico modo per ascoltare... :mrgreen:
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Re: "Universal: niente più cd dal 2011"

Messaggiodi beren il lun mar 01, 2010 3:42 pm

Linn ha dichiarato di non produrre più CD player negli anni a venire...
http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/scotland/8368895.stm
"Nessuna realtà di questo mondo - nè riuscita, nè amico, nè capacità - può evitare alla vita di conoscere la disperazione della perdita, del non-senso. Occorreva l'inserzione dell'eterno nel tempo, perchè i giorni provassero il gusto di vivere."
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Re: "Universal: niente più cd dal 2011"

Messaggiodi Walterino il mar mar 09, 2010 1:15 am

Se posso, vorrei aggiungere qualcosa rispetto alla discussione sopra:
credo che la questione culturale più importante sia non tanto nella questione
oggetto-disco o oggetto-cd, ma nel passaggio
ALBUM - SCARICAMENTO SINGOLO E RANDOM.

Cerco di spiegarmi: è vero come dice Ivo, che uno può ascoltare la musica che
vuole, su qualunque supporto, e anche un pezzo alla volta,
però con l'avvento del download è proprio completamente cambiata la fruizione della musica.

Si dà sempre meno importanza all'album come prodotto dell'artista e
si scarica sempre di più il pezzo singolo, talvolta senza nemmeno sapere chi è l'artista.

Con il vinile anche saltare una traccia era quasi tabù, per non rischiare di rovinare il disco,
e comunque finita la facciata A dovevi alzarti, girare il disco e sentire la B.
Ricordiamoci che non esistevano nemmeno i telecomandi o remote controllers.

Poi il cd ha modificato certe regole, ma l'album aveva ancora il suo valore.
Ora questa cultura si sta perdendo sempre più.

Con questo cosa voglio dire? Non lo so, ma è un dato di fatto con cui fare i conti.

apresto
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Re: "Universal: niente più cd dal 2011"

Messaggiodi bore il mar mar 09, 2010 4:36 pm

Anche io la penso come Walter sulla questione album Vs singolo (ne parlavamo tra l'altro oggi a pranzo con i colleghi).
Infatti ultimamente artisti come Vasco hanno prodotto canzoni singole da proporre proprio per il download.
Secondo me si perde un sacco: io per esempio ho comprato moltissimi album per un singolo che poi si sono rivelati fenomenali per gli altri pezzi (quasi il primo sembrava fastidioso alla fine)!
Bore

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Re: "Universal: niente più cd dal 2011"

Messaggiodi Rdrock il mar mar 09, 2010 4:44 pm

Sono d'accordo con voi, però il discorso "singolo" va inserito in un contesto artistico/creativo/marketing e quant'altro... il singolo, o meglio, la canzone è cmq un qualcosa che perde il suo "supporto" fisico, che tra qui e qualche annoper il mercato globale non avrà più alcuna pubblicazione su CD o altro, tranne alcuni aspetti collezzzzionistici o da amarcord, o questioni tecniche...
Qui i barbari hanno già saccheggiato e violentato, e i loro figli sono già nati...... le regole del gioco sono cambiate, ma c'è chi ancora gioca con le vecchie regole...(chi ha letto "i barbari" di Baricco sa cosa intendo...)
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Re: "Universal: niente più cd dal 2011"

Messaggiodi Walterino il mar mar 09, 2010 7:15 pm

Io credo che il concetto di ALBUM non sparirà mai, comunque,
si trasformerà, magari non sarà più il cd,
ma uno spazio - non necessariamente concept - dove un autore possa mettere
più di una singola canzone rimarrà,
per dare più respiro alla comunicazione.

Si parla tanto anche della scomparsa dei libri, no?
Mi pare che resistano ancora...

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