Cormac McCarthy

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Cormac McCarthy

Messaggiodi Ercole il mar set 09, 2008 1:33 pm

Bene, ci siamo.
Apro ufficialmente la discussione su CMcC (lo scrivo così per non confonderlo con un famoso Centro Culturale...).
Sono un neofita, ma devo dire che gli ultimi 14 mesi sono trascorsi per molto tempo in compagnia di questo geniale e per nulla banale scrittore.
Il destino, il senso metafisico ma reale del mondo, la presenza del male, il male dell'uomo e la sua contemporanea tensione al bene: sono tutti temi che fondano l'opera di CMcC. Sarebbe splendido cercare di capire insieme qualcosa di più sulle sue opere.

Io non ho letto tutto: sono fermo a Sunset Limited, Non è un paese per vecchi, La strada, Il buio fuori, Meridiano di sangue, Figlio di Dio.

Per iniziare in modo banale, sarebbe bello che chi ha letto qualcosa ci dica cosa gli è rimasto e perché.

Ercole
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Re: Cormac McCarthy

Messaggiodi Cris69 il mer set 10, 2008 11:46 am

Come già detto nell'altro topic, ho da poco terminato Sunset Limited, il romanzo- dialogo che mi ha fatto conoscere questo scrittore. Di Sunset Limited mi ha colpito in particolare il riferimento esplicito a Cristo, riconosciuto dal Nero come persona concretamente presente nell'esistenza dell'uomo ( cito solo una battuta, tra le tante sparse nel testo: B. "Lei pensa che in questa stanza ci sia Gesù? N. : "No. Non lo penso B. : "Ah no?" N. : "LO SO che c'è Gesù in questa stanza. E, più avanti, al professore che gli obietta che Cristo sia solo un prodotto della sua mente il Nero risponde : "La prima cosa che devi sapere è che io, nella testa, non ho manco un pensiero originale. Se non ha dentro la scia del profumo della divinità non mi interessa" )
Volevo chiedere agli amici forumisti se hanno qualche informazione sul percorso esistenziale di Mc Carthy, giusto per capire meglio la genesi di questa opera che racconta in modo così profondo il dramma della libertà dell'uomo.
Grazie e a presto!
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Re: Cormac McCarthy

Messaggiodi Ercole il mer set 10, 2008 3:28 pm

Quello che ho capito io della sua vicenda è che lui ha una fissa per la realtà e quello che ti provoca, secondo una apertura illimitata. E' uno che ha uno sguardo che cerca il nocciolo delle questioni, non i fronzoli. E' andato a scuola in istituti cattolici americani, per cui presumo che la famiglia fosse cattolica (ma posso sbagliarmi, ovviamente).

E' nato in una cittadina del Tennessee (per i dettagli biografici vedi qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Cormac_McCarthy) e mentre faceva le scuole ha capito che quello che voleva fare era scrivere. Ma il punto è che su questo ha scommesso tutto, come se fosse la cosa più naturale del mondo (come se dicesse: "Io come mestiere voglio scrivere, non importa se non ho i soldi neanche per mangiare", cosa che è successa nella sua vita, se si legge la famosa intervista a Oprah Winfrey lo racconta lui stesso).

Per capire "di cosa parla" quando scrive, mi sembra che si debba tenere presente quello che lui dice: "le uniche cose interessanti di cui parlare sono Dio e la realtà". Per questo passa le sue giornate nei famosi laboratori di Los Alamos (dove costruirono la bomba di Hiroshima all'interno del progetto Manhattan): perché, a suo dire, gli uomini di scienza hanno la peculiarità di andare alla ricerca dell'essenziale. Questo è quello che gli interessa.

Sunset è l'unico dei suoi romanzi (ma qualcuno mi corregga) che parla esplicitamente e unicamente del problema della fede, ma il tema trapassa letteralmente tutte le sue opere.

Altro per ora non riesco a produrre.
Sotto qualcun altro (per esempio Marione, o Walter).

Ercole

PS: esiste una specie di "Cormac McCarthy society", di cui c'è il sito: http://www.cormacmccarthy.com/
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Re: Cormac McCarthy

Messaggiodi Cris69 il gio set 11, 2008 11:24 am

Oggi ho comprato "La trilogia della frontiera", così metto un po' più di carne al fuoco... Vista la mole dell'opera mi ci vorrà un po' di tempo per la lettura, ma ti farò sapere le mie impressioni... Ciao e grazie per il post, mi è stato molto utile!
A presto !
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Re: Cormac McCarthy

Messaggiodi Ercole il gio set 11, 2008 11:40 am

...'azz, Cris... Mi costringi a iniziare la trilogia anche io.... Confesso che ne avevo un po' paura.... Ho un amico che letteralmente "divora" i libri e che però non è riuscito a finire Cavalli selvaggi... per la violenza...

Ma la mia paura -e questo è un aspetto rilevante di CMcC- è legata all'impegno che bisogna mettere in campo per leggere CMcC: la qualità della prosa è elevatissima (segnalo su tutti "Meridiano di sangue": ci ho messo più di un mese per leggere 260 pagine...) e il suo incedere è solo a prima vista scarno ed essenziale: in realtà è veramente difficile. Basta pensare ai paragoni che infila spesso quando descrive situazioni che sembrano banali: per esempio, qualcuno cammina sulla sabbia del deserto, e lui ti dice che stanno camminando sopra un parte di quello che sembra essere il ventre del mondo, che ha le sue profondità, i suoi abissi oscuri ecc.. ecc.... andando a creare delle immagini che penso nessun film potrà mai rendere adeguatamente, ma che in un certo senso costringono a sforzi ulteriori rispetto a quello -già non banale- di seguire bene la storia (e sottolineo il "bene").

A presto,
Ercole
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Re: Cormac McCarthy

Messaggiodi Cris69 il gio set 11, 2008 2:42 pm

Beh, io ci provo, se poi vedo che l'impresa è ardua .. mi fermo e mi prendo una pausa!!! Del resto qualcuno ci ha dato delle scadenze? No, mi sembra, e poi il bello di avere libri " personali" ( e non presi in prestito dalla biblioteca, cosa che io odio fare) è proprio quello di familiarizzare con gli autori piano piano, secondo tempi assolutamente nostri, non ti pare?
Ciao, alla prossima! :)
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Re: Cormac McCarthy

Messaggiodi Ercole il mer set 17, 2008 10:30 am

Cara Cris69 (mi rivolgo a te in quanto unica utente attiva del topic), è un paio di giorni che mi frulla in testa qualcosa relativo al nostro CMcC.
E' la questione del male. Vado al dunque: mi sono accorto, ripensando alle cose che ho letto, che la sua concezione è fondamentalmente evangelica: tutto è buono, il male viene dall'uomo, che però ha dentro di sé "il fuoco", cioè un desiderio di bene irriducibile. Forse è questo il punto più affascinante della sua opera (ripeto, per quello che ho letto), perché tiene conto realisticamente del limite umano (fino alla bestialità, alla cattiveria, all'obbrobrio compiuto coscientemente), limite che però "contiene" una dimensione che lo vuole sfondare, e che viene richiamato dal segno di ciò che esiste. Solo in questo senso riesco a leggere il lirismo con cui spesso si sofferma a descrivere la natura. Penso che stia qui la dimensione metafisica di CMcC.

A presto per altri spunti.

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Re: Cormac McCarthy

Messaggiodi Cris69 il mer set 17, 2008 11:18 am

Ciao Ercole!
Io per ora sono all'inizio di Cavalli Selvaggi e devo ancora abituarmi a questa scrittura così scarna, essenziale, che non permette alcuna distrazione... una novità senza dubbio affascinante per una come me, abituata ai romanzi in cui tutto è descritto nei minimi particolari. Comunque quelle poche pagine che ho letto mi hanno impressionato tantissimo: come si sente chiaro e profondo il dolore dei protagonisti, che potente senso di solitudine e di attesa emana dalle loro scarne parole, dai gesti del loro quotidiano! Se devo essere sincera, faccio un po' fatica nella lettura anche perchè non è semplice affrontare un dolore raccontato senza sconti e in modo così diretto...
Mi fermo qui, per ora, perchè vorrei andare avanti un po' nella lettura e avere un po' più di materiale per la discussione... Grazie comunque del tuo intervento!
Alla prossima!
Cris69 :D
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Re: Cormac McCarthy

Messaggiodi Walterino il mer set 17, 2008 11:55 am

Beh, non ero attivo su questo thread, ma ero stato attivo in quello di partenza...

Quindi mi riattivo e vi dico che ho incominciato a rileggere IL BUIO FUORI.

Mi pare che l'analisi fatta da Ercole sia precisa,

concezione è fondamentalmente evangelica: tutto è buono, il male viene dall'uomo, che però ha dentro di sé "il fuoco", cioè un desiderio di bene irriducibile. Forse è questo il punto più affascinante della sua opera (ripeto, per quello che ho letto), perché tiene conto realisticamente del limite umano (fino alla bestialità, alla cattiveria, all'obbrobrio compiuto coscientemente), limite che però "contiene" una dimensione che lo vuole sfondare, e che viene richiamato dal segno di ciò che esiste. Solo in questo senso riesco a leggere il lirismo con cui spesso si sofferma a descrivere la natura. Penso che stia qui la dimensione metafisica di CMcC


appena avrò riletto quel libro, che è quello che mi aveva più colpito, cerco di dire qualcosa anche io

a presto
:walterino:
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Re: Cormac McCarthy

Messaggiodi Ercole il mer set 17, 2008 1:56 pm

Sto fremendo di impazienza....

Io invece sono in ritardo sulla trilogia, ma a breve conto di rifarmi.

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Re: Cormac McCarthy

Messaggiodi Ercole il ven gen 30, 2009 10:07 am

Non sono stato un fulmine di guerra, ma il Natale ha portato con sé la Trilogia della Frontiera (oltre, cosa più importante. al mio terzo pargolo Lorenzo).

Anyway: ho letto la prima parte di Cavalli selvaggi. Solito livello elevatissimo di scrittura. Direi un ritmo ipnotico, ma non ho trovato la violenza di cui mi hanno detto... vuoi vedere che chi mi ha detto 'sta cosa si è confuso con il grande "Meridiano di sangue" (che rileggerò sicuramente)....?

E' molto molto interessante la prefazione di Alessandro Baricco. C'è una cosa che lui dice che descrive perfettamente lo stile di CMcC: "la sua scrittura è gelida, ma scotta".

A presto, dopo aver finito le altre tre parti del primo romanzo.

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Re: Cormac McCarthy

Messaggiodi Ercole il lun feb 23, 2009 3:09 pm

Finito "Cavalli selvaggi".
Non so: mi ha lasciato un po' spaesato, tutta questa mancanza di violenza....
:brille: :shock: :brille: :shock: :bado:

Ancora una volta il tema è il giusto e l'ingiusto, il vero e il falso, la cattiveria e la bontà, l'amore e l'odio. Il mondo di McCarthy è triste, a volte bestiale e infernale, ma NON disperato. Ancora una volta alla fine di un suo libro si fa esperienza del fatto che anche nel momento in cui non si trovasse un compimento reale e concretamente sperimentabile, ciò che alberga nel fondo del cuore non permette la rassegnazione. Direi quasi che il problema dei romanzi di CMcC (tutti, nessuno escluso, fino a oggi: mi mancano "il guardiano del frutteto", "oltre il confine" e "città della pianura") è uno solo: la speranza, nei termini di un titolo del Meeting di qualche anno fa "c'è un uomo che vuole la vita e desidera giorni felici?". Dio (e Gesù Cristo, non altro in CMcC) è la grande ipotesi. Dio come senso e significato, ma anche come destino e "potere" che governa il mondo, c'è un po' da tutte le parti, nelle sue pagine.

Altro tema è -in estrema sintesi-: qualcuno può perdonare il mio peccato? Non saprei svolgere meglio questo tema, ma mi sembra che ci sia.

Cris69, aiutami: se hai altre idee, parliamone. Intanto nei prossimi giorni inizio Oltre il confine.

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Re: Cormac McCarthy

Messaggiodi Ercole il mer mar 25, 2009 1:11 pm

Oltre il confine: sono ancora sulla prima parte.
La storia è essenziale nello svolgimento, ma parecchio strana.
Non ho ancora ben capito dove mi vuole condurre.
Si legge più facilmente di Cavalli Selvaggi.
Sembra una favola (per ora).

Una nota: non avevo mai letto un autore che entra nella testa di un animale e per alcune pagine descrive quello che fa. Si capisce che l'animale ha un certo grado di volontà ma non una piena coscienza. Grande genio di scrittore...

Ercole

PS: Cris? CRIIIIISSS?? Ci sei?
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Re: Cormac McCarthy

Messaggiodi air-one il mer mar 25, 2009 10:49 pm

Scusate l'intromissione, mi sembra di partecipare a una conversazione privata, ma dato che mi interessa non mi fermo...
Ho letto "Sunset Limited", ho trovato molti dialoghi come sospesi, senza conclusione (forse sarebbero più scorrevoli in lingua originale), mentre la sostanza si sente quando parla di Cristo e quando il Nero fa capire che comunque non molla e non si arrende, almeno fino alla fine del libro.
Ho visto il film di "Non è un paese per vecchi" (mi si perdoni di non aver letto il libro - non so se c'è corrispondenza - o è un crimine come il film del "Signore degli anelli", dove più si avvicinava formalmente al libro più si annientava il cuore), e ho avuto la stessa sensazione: (io scrittore in ognuno dei miei personaggi) non vorrei arrendermi, ma alla fine il peccato è troppo grande.
Ho iniziato a leggere "La strada", ma dopo poco righe penso a mio figlio maschio di nove anni, che in quarta elementare tornando da scuola a piedi mi prende ancora la mano, e ... se non è questo commuoversi per una paternità non meritata.
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Re: Cormac McCarthy

Messaggiodi Walterino il gio mar 26, 2009 10:36 am

No, non è una conversazione privata, caro air-one,
quindi non fermarti affatto,
credo solo che sia un momento in cui pochi hanno tempo di leggere e commentare,
e quindi la discussione si era un po' fermata.

Pur essendo Cormac Mc Carthy e i suoi libri un argomento molto interessante.
Io stesso vorrei rileggere la strada un'altra volta,
e me lo sono comprato pure in inglese, ma non so quando lo riuscirò a fare...

Su non è un paese per vecchi, ti consiglio di leggere il libro,
perchè è assolutamente un altro spessore, rispetto al film, che pure è bello.

La psicologia dei personaggi è molto più dettagliata, e soprattutto emerge come un gigante
lo sceriffo, che invece nel film resta un po' schiacciato. Non dico altro per non spoilerare,
anche se su questo forum è già stato detto quasi tutto...

ciaociao
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