






Blevins ha scritto:E' una storia, secondo me, alla fine dei conti, sulla morte. Un bellissimo e crudele romanzo sulla morte. Ti fa capire come la morte faccia parte della vita, ti dice qualcosa sul rapporto tra chi resta e chi non c'è più. Sul dovere di chi resta, di aver memoria di chi è morto prima.
Ercole ha scritto:...il male viene dall'uomo, che però ha dentro di sé "il fuoco", cioè un desiderio di bene irriducibile. Forse è questo il punto più affascinante della sua opera (ripeto, per quello che ho letto), perché tiene conto realisticamente del limite umano (fino alla bestialità, alla cattiveria, all'obbrobrio compiuto coscientemente), limite che però "contiene" una dimensione che lo vuole sfondare, e che viene richiamato dal segno di ciò che esiste. Solo in questo senso riesco a leggere il lirismo con cui spesso si sofferma a descrivere la natura. Penso che stia qui la dimensione metafisica di CMcC


Rilevo solo che pochi (e sottolineo pochi) dall'affronto del tema si introducono -correttamente, secondo me, perché il mistero è la realtà più evidente nella vita di ciascuno- in una dimensione metafisica. Questo fa lo scarto fra il grande scrittore e l'ottimo romanziere.
Dante
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Melville
Dostojevski
Solgenitzin
Kafka




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