

Cris69 ha scritto:Un post scriptum: pensando a come il cinema ha affrontato il mondo della disabilità

Cris69 ha scritto:Un post scriptum: pensando a come il cinema ha affrontato il mondo della disabilità mi viene in mente "La ragazza del lago", che è un giallo, ma anche un realistico affresco sulla disabilità psichica ( v. il personaggio di Mario, della moglie del commissario, dei genitori del piccolo Angelo...) raccontata senza retorica o sentimentalismo attraverso lo sguardo dolente e umanissimo del commissario Sanzio.
Ciao, mi sa che siete già tutti in vacanza, beati voi!
Cris69






Ciao, se ti è possibile mi dai qualche informazione su "L'Ottavo Giorno"?

Cris69 ha scritto:Ok che non bisogna mai giudicare, però...
Comunque ribadisco il mio giudizio su questo film [..]




Cris69 ha scritto:Mi ha dato però molto fastidio la lettura ideologica che il regista ha voluto dare alla vicenda, scegliendo anzitutto di ambientarla in un collegio che viene fatto passare per cattolico ( e quindi inevitabilmente oppressivo, intollerante ecc.) quando nella realtà il collegio Chiossone di Genova in cui venne mandato Mirco Mencacci era un laicissimo collegio fondato nell'ottocento addirittura da un medico.
Cris69 ha scritto:Attraverso le vicende narrate nel film il regista vuole trasmettere un messaggio di feroce discredito verso le scuole speciali, come è tipico di una certa mentalità di sinistra per la quale ciò che c'era prima della mitica contestazione( non a caso vista nel film come l'elemento decisivo per la " liberazione" di questi bambini) è stato tutto oppressione e oscurantismo ( specie le opere gestite da cattolici...). Siamo sicuri, invece, che anche strutture di questo tipo non abbiamo avuto la loro ragione d'essere e il loro valore?
Cris69 ha scritto:Io ho avuto in famiglia persone che hanno insegnato nelle vituperate scuole speciali e non mi sembravano proprio dei mostri, anzi si dedicavano ai loro piccoli alunni con una passione e un attenzione che farebbe sfigurare molti insegnanti di oggi... Assolutamente negativa, a mio parere, anche la figura dell' insegnante di Mirco, che rispecchia i peggiori luoghi comuni di una mentalità per cui il sacerdote ( che parte, non a caso, " lancia in resta" nella sua azione di opposizione al direttore del collegio quando gli viene suggerito di "pensare con la sua testa".) è bravo solo se è "contro" l'autorità ( laica o ecclesiastica che sia...). Insomma, una vera e propria occasione persa per parlare con serietà e soprattutto onestà storica di disabilità, ma anche una grossa arrabbiatura, da parte mia, nel constatare quanto questi temi siano ancora patrimonio di una certa parte che se ne serve per gettare fango e discredito su chi per secoli, magari anche tra mille sbagli ma con un cuore davvero grande perchè innamorato di Cristo e non del proprio pensiero, si è invece realmente fatta carico (e si fa carico ancora adesso!) dei bisogni di tantissime persone lasciate sole con le loro difficoltà fisiche e psichiche dalla cultura laicista (che fra l' altro, se non sbaglio, le vorrebbe oggi " caritatevolmente" sopprimere): caro Cristiano Bortone e compagnia vi dicono niente i vari Cottolengo, don Orione, don Gnocchi? E le migliaia di ragazzi e ragazze poveri che, come testimonia ad es. la storia straordinaria di Don Bosco, hanno ricevuto un'istruzione da quei preti e da quelle suore che voi trattate con quell'aria di sufficienza nella vostre opere, dove sarebbero finite senza il loro aiuto?

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