Ciao a tutti!
Volevo aprire la discussione proponendo un film che io personalmente amo tantissimo : Anna dei miracoli. Il film, in bianco e nero, è del 1962 ed è diretto da Arthur Penn. Racconta la vera storia di Helen Keller, una bambina americana rimasta cieca e sorda in seguito a una malattia contratta da piccolissima e condannata perciò a vivere la sua esistenza nel buio e nel silenzio. I suoi genitori, come ultimo tentativo di aiutarla prima dell'inevitabile approdo all'istituto per ciechi, contattano la giovane Annie Sullivan, un'insegnante di Boston, perchè insegni a Helen, nel suo ambiente domestico, quello che in famiglia non è finora riuscita ad apprendere. Annie, che ha appena riacquistato la vista e ha alle spalle una terrificante infanzia e adolescenza trascorse in un ospizio per orfani disabili, accetta la proposta e si reca in casa dei Keller per fare da istitutrice alla bambina: è l'inizio di un viaggio faticoso e commovente alla scoperta della realtà (che a Helen, a causa della sua malattia, è sempre stata preclusa) e verso la comunicazione (Annie insegna a Helen a esprimersi digitandole l'alfabeto sul palmo della mano.) Assolutamente straordinaria la sequenza finale in cui la bambina, costretta dalla sua maestra ad andare alla fontana ad attingere l'acqua, impara finalmente a riconoscere il nesso tra ciò che l'insegnante le ha sempre digitato sul palmo delle mani e la realtà concreta ( in questo caso quell'acqua che le scorre tra le mani e di cui riesce anche a pronunciare faticosamente il nome). Segnalo questo film perchè lo ritengo assolutamente importante per due motivi: il primo è che è una parabola bellissima di cosa sia l'educazione (un accompagnamento dell'alunno, disabile o no, DENTRO la realtà concreta con un giudizio a priori positivo sulla stessa). La seconda cosa che mi ha colpito è la tenacia con cui Annie combatte la posizione dei genitori di Helen i quali si accontentano che la bambina abbia imparato a tenersi pulita. Ritengo importantissima, dal punto di vista educativo, questa insistenza di Annie nel credere nelle potenzialità umane e intellettive di Helen, perchè ho verificato che spesso con questi bambini si tende, anche in buona fede, a "volare bassi" e così facendo li si riduce come persone (ma il loro cuore è ESATTAMENTE come quello di tutti, nonostante le ferite che portano nella mente nel corpo).Bene, credo di aver detto abbastanza su questo film e quindi mi fermo. Mi piacerebbe aprire una discussione su "cinema e disabilità", magari con l'aiuto di qualche insegnante e genitore del forum che hanno esperienza in questo campo (anche perchè, a parte il film che ho citato e che ritengo un capolavoro insuperato)sono rimasta finora sempre delusa dalle storie proposte dai registi sul tema dell'handicap ( ultimo in ordine di tempo "Rosso come il cielo", ma ne riparleremo...).
Grazie a tutti dell'attenzione!
Cris69



