Strasburgo e i crocefissi

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Strasburgo e i crocefissi

Messaggiodi Cris69 il mar nov 03, 2009 12:22 pm

Dal Corriere di oggi : La Corte Ue dei diritti umani: " No al Crocefisso in classe". Da Strasburgo la sentenza sul ricorso presentato da una cittadina italiana. Il simbolo religioso " è una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di culto degli alunni".

E questa sarebbe una corte dei diritti umani?! E questa sarebbe la civile Europa?!
:badword:
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Re: Strasburgo e i crocefissi

Messaggiodi Walterino il mar nov 03, 2009 1:02 pm

Si,
è la civile Europa senza Cristo.
ciao
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Re: Strasburgo e i crocefissi

Messaggiodi Professore il mar nov 03, 2009 1:07 pm

L'Europa ritiene che pluralismo significhi innanzitutto rimozione di tutto ciò che è tradizione. Questo lo sappiamo da anni, purtroppo. E sarà sempre così, perchè ci sono paesi europei dove questo è stato spazzato via (Scandinavia, Paesi Bassi,...) e gli effetti si vedono. Non passeranno mai le radici cristiano-giudaiche dell'Europa perchè troppi in Europa le hanno già rimosse dal proprio tessuto culturale. E questa sentenza non mi sorprende affatto.
Per questo è necessario che l'Europa diventi un organismo economico-commerciale-monetario e non politico-legislativo. Cioè libero scambio di merci, collaborazione commerciale e moneta unica, ma non leggi e politiche (soprattutto quelle sociali). Altrimenti finiremo per uniformarci a questo tipo di mentalità.
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Re: Strasburgo e i crocefissi

Messaggiodi Cris69 il mar nov 03, 2009 4:56 pm

In che modo, a tuo parere, i paesi Europei potrebbero svincolarsi da questa sudditanza da Strasburgo per quanto riguarda la sfera sociale e politica? C'è qualcosa che i semplici cittadini potrebbero fare per evitare l'ormai sistematica interferenza di questa vera e propria casta nella vita di tutti? ( decidono cosa dobbiamo mangiare, cosa dobbiamo comprare, quanti figli dobbiamo avere e come dobbiamo educarli... bacchettano i nostri parlamentari se osano esprimere opinioni politicamente non in linea con il loro pensiero " gaio" ...se non è uno scenario orwelliano questo...)
Ciao e grazie
Cris
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Re: Strasburgo e i crocefissi

Messaggiodi Professore il mar nov 03, 2009 7:10 pm

Non so se noi possiamo qualcosa. Sinceramente, non credo. A parte eleggere politici che siano portavoci di questo messaggio.
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Re: Strasburgo e i crocefissi

Messaggiodi Arca il mer nov 04, 2009 12:04 pm

Politicamente non possiamo niente, mi sembra che le possibilità per una risposta concreta del nostro governo ci siano già.
Personalmente invece possiamo far sì che questa occasione rimanga un episodio per battaglie politiche (molto spesso ideologiche, anche da parte di chi combatte con le ragioni della fede).
Il punto non è infatti appena difendere la libertà religiosa o un simbolo appeso sui muri, ma difendere con l'esistenza il contenuto di quella libertà, il significato di quel simbolo. Lo possiamo fare solamente vivendo l'esperienza che ha prodotto libertà e simbolo.
Il contenuto del volantino di CL in occasione della morte di Eluana Englaro mi pare più che esaustivo nel descrivere questo percorso.


«L’esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque» (Enzo Jannacci, Corriere della Sera, 6 febbraio 2009).
Ma una vita come quella di Eluana si può riempire di senso? Ha ancora significato?
La morte di Eluana non ha chiuso la porta a queste domande. Anzi. Non è tutto finito, come un fallimento della speranza per chi la voleva ancora in vita, o come una liberazione per chi non riteneva più sopportabile quella situazione. Proprio ora la sfida si fa più radicale per tutti.
La morte di Eluana urge come un pungolo: come ciascuno di noi ha collaborato a riempire di senso la sua vita, che contributo ha dato a coloro che erano più direttamente colpiti dalla sua malattia, cominciando da suo padre?
Quando la realtà ci mette alle strette, la nostra misura non è in grado di offrire il senso di cui abbiamo bisogno per andare avanti. Soprattutto, di fronte a circostanze dolorose e ingiuste, che non sembrano destinate a cambiare o a risolversi, viene da domandarsi: che senso ha? La vita non è forse un inganno?
Il senso di vuoto avanza, se rimaniamo prigionieri della nostra ragione ridotta a misura, incapace di reggere l’urto della contraddizione. Ci troviamo smarriti e da soli con la nostra impotenza, col sospetto che in fondo tutto è niente.

Possiamo «riempire di senso» una vita quando ci troviamo davanti a una persona come Eluana? Possiamo sopportare la sofferenza quando supera la nostra misura? Da soli non ce la facciamo. Occorre imbattersi nella presenza di qualcuno che sperimenti come piena di senso quella vita che noi stessi invece viviamo come un vuoto devastante.

Neanche a Cristo è stato risparmiato lo sgomento del dolore e del male, fino alla morte. Ma che cosa in Lui ha fatto la differenza? Che fosse più bravo? Che avesse più energia morale di noi? No, tanto è vero che nel momento più terribile della prova ha domandato che gli fosse risparmiata la croce. In Cristo è stato sconfitto il sospetto che la vita fosse ultimamente un fallimento: ha vinto il Suo legame col Padre.
Benedetto XVI ha ricordato che per sperare «l’essere umano ha bisogno dell’amore incondizionato. Ha bisogno di quella certezza che gli fa dire: “Né morte né vita… potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù” (Rm 8,38-39). Se esiste questo amore assoluto con la sua certezza assoluta, allora – soltanto allora – l’uomo è “redento”, qualunque cosa gli accada nel caso particolare» (Spe salvi 26).

La presenza di Cristo è l’unico fatto che può dare senso al dolore e all’ingiustizia. Riconoscere la positività che vince ogni solitudine e violenza è possibile solo grazie all’incontro con persone che testimoniano che la vita vale più della malattia e della morte. Questo sono state per Eluana le suore che l’hanno accudita per tanti anni, perché, come ha detto Jannacci, anche oggi «ci vorrebbe una carezza del Nazareno, avremmo così tanto bisogno di una sua carezza», di quell’uomo che duemila anni fa ha detto, rivolgendosi alla vedova di Nain: «Donna, non piangere!».
http://www.radiosonora.it/it/programmi/101-leksvik.htm
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Re: Strasburgo e i crocefissi

Messaggiodi Walterino il gio nov 05, 2009 12:04 am

Questo è il giudizio firmato Compagnia della Opere
sulla questione. Ve lo riporto, da http://www.cdo.it/

Scholz sulla sentenza contro il crocifisso nelle scuole
Dichiarazione del presidente CDO sulla sentenza di Strasburgo che ordina di togliere i crocifissi dalle aule scolastiche

Compagnia delle Opere condivide pienamente il giudizio espresso dalla Santa Sede e dalla Cei sulla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo che ordina di togliere i crocifissi dalle aule scolastiche, e ritiene giusta la decisione del Governo italiano di presentare ricorso contro la decisione.

«Con questa sentenza si tenta di imporre una irreligiosità ed un laicismo estremista che non appartengono alla storia e alla tradizione dei paesi europei» ha dichiarato il presidente di CDO, Bernhard Scholz. «Al contrario, la croce è sempre stata simbolo di una concezione dell’uomo e di una storia che hanno portato l’Europa stessa al riconoscimento della dignità inviolabile di ogni persona e della positività ultima della sua vita.

E’ paradossale che la Corte per i diritti dell’uomo voglia negare e osteggiare il segno più importante di quella tradizione senza la quale i diritti fondamentali dell’uomo, come li conosciamo oggi, non sarebbero mai entrati nella coscienza dei nostri popoli europei.
Gli stessi giudici che dichiarano la presenza della croce come una “violazione”, impongono ai giovani cittadini di accettare il “nulla” come primo riferimento. Anche da chi non crede, la croce viene accolta come rimando a una storia e a una identità che hanno sempre favorito la libertà personale e la pluralità, e hanno combattuto il rischio di un relativismo etico.

Nelle scuole il crocifisso è il richiamo a una proposta che nasce dalla storia e dall’identità di un popolo, una proposta con la quale il giovane si può confrontare, che favorisce e non sminuisce la sua libertà.
Togliere un tale riferimento da un ambito educativo come la scuola, non aiuta certamente una risposta all’emergenza educativa».

04 novembre 2009
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Re: Strasburgo e i crocefissi

Messaggiodi Bado il Cinico il ven nov 06, 2009 9:55 am

Due interessanti (e sorprendentemente simili) interventi sulla questione:

da Tracce NEWS (http://www.tracce.it/default.asp?id=376&id_n=12956)

CROCIFISSO L'illusione del nulla
05/11/2009


La decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo è talmente assurda e irragionevole da sembrare surreale.
Sulla sua assurdità sono intervenuti in molti, usando una gamma di argomenti che vanno dall’antico e solenne «non possiamo non dirci cristiani» di Benedetto Croce al puro «buon senso vittima del diritto» evocato dal leader del maggiore partito della sinistra italiana.
In quel crocifisso c’è la nostra storia e la nostra cultura. Basterebbe questo a rendere contraddittoria l’idea di tirarlo via a forza dalle aule dove si tramandano storia e cultura.
E la contraddizione arriva al paradosso, se si pensa che è proprio da quella tradizione cristiana che è nata l’idea stessa di “laico”. Prima di Cristo, la laicità non esisteva. Cesare e Dio erano la stessa cosa. E fuori dal cristianesimo, in grandissima parte, continuano ad esserlo, con tutte le storture e le violenze che questo porta nella storia.
Contraddittorio, quindi. Ma anche irragionevole. Perché il crocifisso non è "solo" cultura. È segno del Mistero. Ha a che fare con il senso della vita e con il dramma del dolore. Offre a tutti un'ipotesi che va oltre il nulla in cui tutto andrebbe a finire. Estirparlo dalle aule scolastiche, eliminare questa dimensione e questa ipotesi vuol dire – questo sì – soffocare l’idea stessa di educazione. A meno che non si pensi all'educazione come a qualcosa che non c'entra con il nostro cuore, con le sue esigenze ed evidenze, con il desiderio di infinito che rende uomo un uomo. A meno che non si riduca ai minimi termini la sua ragione.
Per questo il crocifisso è un fatto che riguarda tutti. È un segno religioso, chiaro. Ma di una fede che abbraccia, non esclude. Che si offre alla libertà dell’uomo e la sollecita. Di ogni uomo, qualsiasi tradizione abbia.
«Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino», scriveva vent’anni fa un'autrice di padre ebreo e cultura di sinistra come Natalia Ginzburg, in un articolo sull’Unità che varrebbe la pena di rileggere per intero, e magari spedire a Strasburgo.
Perché c’è un altro dato che colpisce di questa vicenda. La sentenza arriva nello stesso giorno in cui, di fatto, nasce la nuova Unione europea, con l’ultima firma sotto il Trattato di Lisbona. Coincidenza, certo: la Corte non è emanazione diretta dell'Unione. Ma coincidenza infelice. Su queste basi, l'Europa non può fare molta strada.
C’è qualcosa di insano – e non da oggi – in questa tensione della cultura occidentale a recidere le sue radici, a tagliare i ponti con ciò che l'ha generata e ne sostiene, tuttora, il tessuto sociale e civile. È l’utopia di poter vivere i valori che fondano la nostra società – la libertà, l'uguaglianza, la democrazia, la stessa educazione – svuotandoli dalla loro origine viva e reale, da ciò che li ha generati: il cristianesimo. Anzi, Cristo.
Questo, in fondo, è il nichilismo. Al posto di Dio, il nulla. Pensare che su questo nulla si possano costruire dei rapporti umani, una società, un’intera civiltà, è un'illusione. E non c'è illusione di cui la realtà, prima o poi, non presenti il conto.




Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano del 5 novembre 2009
Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi, se fosse per quelle, lo leverei anch’io.

Fa ridere Feltri quando, con ignoranza sesquipedale, accusa i giudici di Strasburgo di “combattere il crocifisso anziché occuparsi di lotta alla droga e all’immigrazione selvaggia”: non sa che la Corte può occuparsi soltanto dei ricorsi degli Stati e dei cittadini per le presunte violazioni della Convenzione sui diritti dell’uomo. Fa tristezza Bersani che parla di “simbolo inoffensivo”, come dire: è una statuetta che non fa male a nessuno, lasciatela lì appesa, guardate altrove. Fa ribrezzo Berlusconi, il massone puttaniere che ieri pontificava di “radici cattoliche”. Fanno schifo i leghisti che a giorni alterni impugnano la spada delle Crociate e poi si dedicano ai riti pagani del Dio Po e ai matrimoni celtici con inni a Odino. Fa pena la cosiddetta ministra Gelmini che difende “il simbolo della nostra tradizione” contro i “genitori ideologizzati” e la “Corte europea ideologizzata” tirando in ballo “la Costituzione che riconosce valore particolare alla religione cattolica”. La racconti giusta: la Costituzione non dice un bel nulla sul crocifisso, che non è previsto da alcuna legge, ma solo dal regolamento ministeriale sugli “arredi scolastici”.

Alla stregua di cattedre, banchi, lavagne, gessetti, cancellini e ramazze. Se dobbiamo difendere il crocifisso come “arredo”, tanto vale staccarlo subito. Gesù in croce non è nemmeno il simbolo di una “tradizione” (come Santa Klaus o la zucca di Halloween) o della presunta “civiltà ebraico-cristiana” (furbesco gingillo dei Pera, dei Ferrara e altri ateoclericali che poi non dicono una parola sulle leggi razziali contro i bambini rom e sui profughi respinti in alto mare).

Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. È, da duemila anni, uno “scandalo” sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione. L’immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all’ingiustizia, ma soprattutto di laicità (“date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”) e gratuità (“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”).

Gratuità: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all’asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu proprio l’ideologia più pagana della storia, il nazismo – l’ha ricordato Antonio Socci - a scatenare la guerra ai crocifissi. È significativo che oggi nessun politico né la Chiesa riescano a trovare le parole giuste per raccontarlo.

Eppure basta prendere a prestito il lessico familiare di Natalia Ginzburg, ebrea e atea, che negli anni Ottanta scrisse: “Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente… Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli.

A me sembra un bene che i bambini, i ragazzi lo sappiano fin dai banchi di scuola”. Basterebbe raccontarlo a tanti ignorantissimi genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia - si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso. Ma, all’uscita della sentenza europea, nessun uomo di Chiesa è riuscito a farlo. Forse la gerarchia è troppo occupata a fare spot per l’8 per mille, a batter cassa per le scuole private e le esenzioni fiscali, a combattere Dan Brown e Halloween, e le manca il tempo per quell’uomo in croce. Anzi, le mancano proprio le parole. Oggi i peggiori nemici del crocifisso sono proprio i chierici. E i clericali.

da Il Fatto Quotidiano n°38 del 5 novembre 2009
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L'uomo sputò un grumo di catarro e sangue sulla strada.
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Re: Strasburgo e i crocefissi

Messaggiodi paola il ven nov 06, 2009 10:44 am

Impressionante. Ma è lo stesso Travaglio che conosciamo tutti?
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Re: Strasburgo e i crocefissi

Messaggiodi Walterino il ven nov 06, 2009 11:18 am

Bado il Cinico ha scritto:Due interessanti (e sorprendentemente simili) interventi sulla questione:



Beh, simili non proprio...
diciamo che dicono alcune piccole cose in comune...
non mi pare che Travaglio veda la Chiesa come la risposta...

a presto

Walter
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Re: Strasburgo e i crocefissi

Messaggiodi Bado il Cinico il ven nov 06, 2009 11:37 am

Walterino ha scritto:
Bado il Cinico ha scritto:Due interessanti (e sorprendentemente simili) interventi sulla questione:



Beh, simili non proprio...
diciamo che dicono alcune piccole cose in comune...
non mi pare che Travaglio veda la Chiesa come la risposta...

a presto

Walter


Certamente.
Ho sottolineato le inaspettate similitudini che mi hanno colpito, ma le differenze ci sono e sono sostanziali.
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Re: Strasburgo e i crocefissi

Messaggiodi paola il ven nov 06, 2009 11:48 am

Non so Walter, a me sembra che le cose in comune non siano tanto piccole. Personalmente anche a me stride la maniera con cui i politici stanno opponendosi a questa sentenza, posso sbagliarmi, ma l'impressione è che lo facciano ideologicamente, probabilmente per tenersi buoni i cattolici.
Io faccio fatica a dire a uno che vuole togliere il crocifisso da un'aula: lo devi lasciare, perché il Cristianesimo è la risposta alla tua vita. Perché lui probabilmente non ha fatto questa esperienza. Di fronte a fatti come questo, io credo che quello che possiamo fare è far vedere la convenienza umana di quello che difendiamo, tenendo in conto che non viviamo più in una società cristiana. Per questo motivo il punto da cui partire mi sembra quello che sottolinea Arca, che dobbiamo iniziare a vivere quell'esperienza di libertà di cui il crocifisso è simbolo. O forse non ho capito cosa volevi dire, Walter, nel qual caso, ti chiedo di spiegarlo meglio.
Grazie!
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Re: Strasburgo e i crocefissi

Messaggiodi Walterino il ven nov 06, 2009 11:54 am

Più che altro è strano che Travaglio dica qualcosa
che una volta tanto appare minimamente sensato... :mrgreen:

Volevo dire di stare attenti a capire bene quale è lo scopo anche di Travaglio
nel dire quello che dice.
Come i politici, come tu giustamente dici Paola, affrontano la cosa ideologicamente,
mi pare lo faccia anche lui.
Che del Crocifisso prende solo quello che lui reputa buono, rendendolo valido per tutti
(come del resto Gesù Cristo è) ma senza mai citare che è Dio.
Tant'è che va bene sia per chi crede alla resurrezione che per chi non ci crede.
E allora cosa crediamo a fare?

E tant'è che stride come una frenata a 200 all'ora la parte finale del suo scritto,
dove riprende il livore solito contro la Chiesa.

Non che non abbia detto niente di giusto, ma stiamo attenti.

ciao
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Re: Strasburgo e i crocefissi

Messaggiodi pelo il ven nov 06, 2009 12:58 pm

sono d'accordo con Walter: Travaglio dice anche cose giuste, ma fa impressione che per lui Gesù Cristo non sia altro che un eroe.
Un eroe perché non scende a compromessi col potere, come vorrebbe apparire agli occhi del mondo anche lui.

E infatti poi violentemente va contro il potere della Chiesa, senza preoccuparsi di Cristo...




viene da chiedersi perché difenda il crocefisso e non altri simboli.
Spade verranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate.
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Re: Strasburgo e i crocefissi

Messaggiodi paola il ven nov 06, 2009 2:17 pm

Io quello che non capisco molto bene è proprio questo: come posso dire a uno che non è cristiano che la ragione per cui io credo che tenere il crocifissso nelle scuole è un bene per tutti è che Cristo è Dio. Mi sembra ovvio che lui mi dica: io non credo che sia Dio, quindi non lo voglio.
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