Ristorantino di media montagna subito sopra Verbania (subito sopra ? un eufemismo, sono 20 minuti di tornanti stretti…digerite bene prima di tornare a casa) in un paesino di 100 abitanti al massimo; a picco sui monti, ottima vista verso il lago sottostante, fantastico contorno di castagni gi? dai colori autunnali. Il nome significa “va a caccia” e non la vaccaccia come si potrebbe pensare…
Entrando si ? un po’ presi dallo sconforto: sembra una delle pi? tristi trattorie anni 60 con tovaglie di plastica a quadretti sui tavoli, ma svoltato l’angolo si entra nella sala: bella stufa con fuoco a vista, un plastico della chiesa del paese, abbondanza di stoviglie di rame lucidissime.
Il men?
Esiste un men? alla carta, ma abbiamo lasciato dare allo chef che ci ha proposto involtini in foglia di verza con un ripieno molto saporito, mortadella di fegato molto delicata rispetto al solito, filetto stagionato di cervo; per i primi tagliolini con funghi alla crema di castagne e un altro piatto dai toni dolci ossia ravioli di zucca con grattata di amaretto.
Si riprende gusto con un filetto di vitello al Barolo e fegato d’oca con fagiolini saltati e patate duchessa, molto saporito.
Piatto di formaggi con abbinamento provocatorio ossia 5 diversi formaggi a crescere di sapidit? e stagionatura con miele aromatizzato al tartufo.
Per finire strudel di mele caldo con (unica nota un filo stonata per l’eccessiva dolcezza) crema di amarena.
Il tutto accompagnato da Nobile Montepulciano “La Braccesca” 1999 di Antinori.
Sorpresa molto gradita il pane fatto in casa ancora tiepido: crosta compatta, croccante e stuzzicante con mollica leggera.
Buona offerta di grappe (bottiglia sul tavolo!) di un distillificio (Monterosa mi pare) con due monovitigni: Arneis e Bonarda.
Prezzo sconosciuto perch? ho mangiato a scrocco
Da morosa!



