A Berni ha scritto:Direi tuttavia non una "mera" maniera conservativa ma una maniera in stato di grazia, quasi ogni brano di Yanez ha una musa di riferimento nel celeberrimo precedente, Ghost Rider da te citato media le atmosfere de Il Cimino e Lo Sciamano, la bellissima Dove Non Basta Il Mare è una pastiche di mediterraneaità e delle estese arie di landa americana de Il Minatore di Frontale, El Carnival aggiunge festose danze veneziane al folk lacustre dell'autore, bellissimo il respiro nostalgico di Long John Xanax con le sue lievi e sinuose pennellate violinistiche, l'epica drammaticità de Il Reduce è avvincente. Insomma Davide si trova in una fase del suo percorso artistico nel quale vola letteralmente sul pentagramma, la crescita compositiva di Pica è stata quella di un'acquisita sicurezza e padronanza del songwriting (che in tutti i precedenti album da studio andava ad intermittenza), è innegabile che si trovi in un momento in cui "sente" la scrittura delle canzoni con grande lucidità e piglio sicuro. In futuro si vedrà.
assolutamente
il mio è un giudizio ancora molto emotivo/istintivo/affettivo o, se vogliamo, più semplicemente "statistico", ricordo che sia
e semm partii..., sia
Akuadulza e, se possibile, ancor di più
Pica!, dopo l'acquisto li ho ascoltati fino a rigarli dentro il mio lettore CD, questo
Yanez, mah... l'ho campionato nel mio itunes a 192khz, 4/5 ascolti completi e poi via mi sono fissato solo su un paio di pezzi
ciau
Ormai non sono neanche l'ombra di quello che non sono mai stato. (G. Bareuf)