di Walterino il dom dic 18, 2005 7:02 pm
come sempre cercando di etichettare inevitabilmente si riduce. Americana pu? voler dire tutto e niente, e sicuramente la musica di Dave Matthews Band travalica numerosi generi. Ma per cominciare a esporre qualche mia considerazione su questo gruppo, ne analizzerei un attimo gli ingredienti.
Ma prima solo due note storiche, dal sito ufficiale:
The Dave Matthews Band formed in Charlottesville, Virginia, in early 1991, when vocalist/guitarist Dave Matthews decided to put some songs he had written on tape. Instead of simply recording himself with a guitar, he opted to bring in some instrumental help to give his musical ideas more depth. Dave found assistance in drummer Carter Beauford and saxophonist LeRoi Moore, who were both accomplished jazz musicians in the local Charlottesville music scene. Based on the recommendation of distinguished local jazz guru John D?earth, 16-year-old musical prodigy Stefan Lessard came on board to play bass. Completing the band was keyboard player Peter Griesar, who left the band after a couple of years, as well as the talented and classically trained violinist, Boyd Tinsley.
Abbiamo dunque la cosiddetta sezione ritmica, Stefan Lessard al Basso elettrico e Carter Beauford alla batteria. Non temo di dire che il batterista sia fra i migliori 10 al mondo come tecnica, creativit?, inventiva e groove. Il bassista, essenziale ma potente e continuo, accompagna con puntualit? e si integra precisamente al drumming.
Poi naturalmente c'? Dave Matthews, autore delle canzoni, valido chitarrista ritmico (anzi pi? che valido) e cantante dalla voce impastata, che facilmente perde in concerto. Impressionante l'abilit? di cantare pur sostenendo con la chitarra acustica degli accompagnamenti molto impegnativi.
Paradossalmente i due che dovrebbero essere i solisti (e quindi come in genere accade, i virtuosi) sono invece i musicisti pi? scarsi del quintetto. Il sassofonista LeRoi Moore (molto meglio al Sax Soprano e caratteristico al Sax Baritono ma normalissimo al Tenore) ? molto valido nei riff e nelle varie sottolineature, ma non ? certo un virtuoso negli assoli. Cos? pure il violinista, Boyd Tinsley, mai perfettamente a tempo, si salva con una convincente arcata ed un fraseggio spesso tendente al country.
Quindi ecco finalmente AMERICANA: batterista e bassista assicurano una base funky, con sprazzi di jazz, il violinista ci aggiunge il suono ed il colore del country, la chitarra acustica attinge a tutta la tradizione dei songwriter americani, la vocalit? spesso e volentieri ha venature blues ed il sassofonista fa da ponte fra il jazz e l'uso dello strumento anche nel pop e nel rock (vedi la E-street band su tutte).
Alla prossima