U2 360° Tour a San Siro/ Non sarà un concerto come tutti gli

Per proporre e/o discutere concerti

U2 360° Tour a San Siro/ Non sarà un concerto come tutti gli

Messaggiodi cri il mar lug 07, 2009 8:30 pm

Cari amici,
vi propongo l'articolo scritto da Paolo sul sussidiario.net: è bellissimo.
Grazie Paolo.

    U2 360° Tour a San Siro/ Non sarà un concerto come tutti gli altri
    Paolo Vites

    martedì 7 luglio 2009

    Un giornalista americano, tempo fa, se ne uscì con una delle migliori descrizioni della patologia da rock star. «A Mick Jagger piace essere adorato dal pubblico» scrisse. «A Bruce Springsteen piace essere amato. A Bob Dylan - concluse - del pubblico non frega niente».
    Citando tre dei più grandi e influenti performer della storia di questa musica, quel giornalista individuò perfettamente cosa c’è dietro una persona che ogni sera si mette in gioco davanti a decine di migliaia di persone. Ognuna a modo suo.

    Bono, il cantante degli U2, che vedremo in azione questa sera a San Siro, ha dato una spiegazione diversa del motivo dietro il suo mettersi a nudo su un palco, una motivazione che dice bene perché lui è così distante dai cliché di tanti, se non di tutti i suoi colleghi.
    «Bisogna avere un problema affettivo enorme - ha detto - per reclamare ogni sera l’amore di 50 mila spettatori». Ecco. C’è un gran problema affettivo, cioè il desiderio di riempire il proprio desiderio di pienezza del cuore, ma, a ben vedere, è lo stesso problema che hanno quei 50 mila che corrono allo stadio - sborsando cifre proibitive, tanto costano oggi i concerti rock - sopportando ore di caldo, disagio, fatica, per una manciata di canzoni che, spesso e certamente in uno stadio, si ascoltano con un suono orribile. E non c’è nulla di male, perché il problema affettivo, cioè cercare di riempire il gran buco che abbiamo nel cuore e che nulla, apparentemente, riesce a soddisfare, è il problema dell’uomo da quando esiste la razza umana.

    Gli U2 sono sempre stati, sin dall’inizio, un gruppo rock “diverso”. Niente storie di droga (anche se, siamo irlandesi, la birra è sempre corsa a fiumi), niente storie di sesso, groupie, tradimenti. Niente eccessi, insomma. Bravi ragazzi, tanto che a inizio carriera, quando cominciavano ad assaporare il primo successo, andarono così in crisi che si chiesero seriamente se non fosse stato meglio andare a fare i missionari in Africa invece che le rock star vanesie.

    E poi quelle magliette di Solidarnosc indossate in modo ostentato ai tempi del colpo di stato contro Lech Walesa in Polonia, e una canzone intera, una delle loro più belle, New year’s day, dedicata proprio al leader di quel sindacato. In un ambiente, quello rock, dove ci si è sempre schierati contro “l’imperialismo” stelle e strisce e mai una volta che fosse una contro quello vero e reale che proveniva da Mosca. Gli U2 sono stati qualcosa di unico e di nuovo. Hanno introdotto nel mondo della musica nuove regole e grazie alla loro onestà e passione le hanno imposte.

    Partiti come punk band quando il punk era già bello che finito (la fine dei Settanta, gli inizi degli Ottanta) di quell’etica musicale adottarono praticamente una sola regola: che cioè non è importante saper suonare per salire su un palco o incidere un disco. Ce ne hanno messi di anni gli U2 per imparare a suonare, ma dischi come "Unforgettable Fire" o "War" e naturalmente "The Joshua Tree" restano come le migliori testimonianze in un decennio che cercò in tutti i modi di eliminare il concetto stesso di musica rock. Poi, all’alba degli anni Novanta, come succede in ogni miglior storia rock, anche gli U2 hanno perso la strada, dopo un ultimo, bellissimo disco, "Achtung baby". Si sono ammalati di gigantismo, di sfida all’impossibile (il che, a guardare bene, fa anch’esso parte della natura dell’uomo tanto quanto il problema affettivo: la vita è più grande di noi, ci supera da ogni parte, e allora, in questa sfida dove partiamo già sconfitti in partenza, tentiamo in ogni modo di apparire grandi come la vita stessa. Ci provarono anche i faraoni con le loro piramidi, e quella cosa straordinaria che ancora c’è a Roma si chiama Colosseo non a caso).
    Oppure, per dirla con il classico humour british (anche se lui è irlandese puro sangue proprio come gli U2) che ha usato una volta il giornalista John Waters, «gli U2 sono il Manchester United del rock’n’roll». Cioè vogliono, sono condannati a essere sempre i più grandi di tutti.

    La loro, da un decennio, è una competizione. Non contano più i dischi che fanno (piuttosto mediocri negli ultimi anni, compreso l’ultimo), contano i concerti. Sempre più all’insegna del faraonico dispiegare tecnologie e palcoscenici immensi. Che devono superare in grandezza e trovate quelli dei loro colleghi. Per il palco che vedremo sul prato di San Siro si batte ogni record. Le torri sono alte 27 metri e l’intera struttura quasi il doppio: lo stage che deteneva il record di più alto del mondo, quello dei Rolling Stones nel Bigger Bang Tour del 2006-07, gli entrerebbe dentro tranquillamente.

    Si chiama U2 360° Tour perché il palco si trova in mezzo allo stadio e gli spettatori possono guardare e ascoltare da qualunque posizione. Tranne quelli che, un tempo, come nei migliori concerti rock, andavano là sotto, ai piedi dei loro eroi perché il palco riempie praticamente tutto lo spazio del campo da calcio. «Ai concerti degli U2 - ha detto Bono - si sente un rombo, come un 747 che decolla».

    In tutto questo, ovvio, quello che paga il prezzo più alto è il concetto stesso di musica. Sarà un rombo, appunto, il concerto degli U2, ma resterà qualcosa delle vibrazioni belle e compassionevoli di una Pride (In the Name of Love), Where the Streets Have no Name o di una Bad, che nel 1985 al Live Aid consacrò gli U2 proprio come band “diversa”: quando Bono saltò in mezzo al pubblico e si mise a ballare con una ragazzina in lacrime, alla faccia del divismo delle rock star. Oggi Bono non potrebbe neanche scendere dal palco, se anche lo volesse.

    La paura è che della musica, come espressione di una comunione tra l’artista sul palco e lo spettatore là sotto, non resti praticamente più niente. Resta lo stordimento per uno spettacolo che concede ormai tutto alla scenografia, alla spettacolarità, al “rumore” appunto. Quel momento unico che accade durante certi concerti, quando è possibile incrociare lo sguardo del cantante sul palco e chiedergli, con il nostro sguardo, il motivo del suo essere lì, con noi, tra noi, forse dovremo andare a cercarlo in qualche scalcinato palco di periferia piuttosto che a San Siro.

    Per trovare il cuore di Bono, invece, quel cuore affamato di affettività, dovremo sfogliare le pagine di una qualche rivista di qualche anno fa, sfuggita tra le tante in edicola. Era il 2005, e il giornalista di World Magazine, pensando di essere lui a porre questioni a Bono, si trovò invece nel ruolo opposto. Si trovò a cercare risposte. Quando gli chiese se non pensava che essere una persona religiosa è solo una scelta dettata dalla paura, Bono rispose che «è un concetto sconvolgente l'idea che il Dio che ha creato l'universo stia cercando compagnia, ovvero una relazione vera con le persone. Quello che mi fa inginocchiare è la differenza tra la Grazia e il Karma. Al centro di tutte le religioni è l'idea di Karma, cioè il fatto che tutto quello che uno fa gli ritorna indietro. Un po' come occhio per occhio o dente per dente; oppure come la legge fisica che dice che a un'azione ne corrisponde una uguale e contraria. Con il cristianesimo invece è entrata l'idea chiamata Grazia che finisce con tutto questo. L'amore interrompe, se vuoi, le conseguenze delle tue azioni, e nel mio caso realmente sono buone notizie perché io ho fatto molte stupidaggini».

    Continuando nell'intervista affermò: «Io avrei problemi seri se il Karma fosse il mio giudice. Non che io giustifichi i miei errori, ma accolgo la Grazia. Accolgo il fatto che Gesù prese i miei peccati sopra la Croce, perché io so chi sono, e spero di non dipendere dalla mia religiosità». A questo punto l'intervistatore, meravigliato dice: «Il Figlio di Dio che ha preso su di sé i peccati del mondo. Vorrei credere in questo». Bono replica:«Cristo ha preso su di sé il peccato del mondo così che quello che facciamo non torni a nostro svantaggio e che la nostra natura peccaminosa non ci faccia sperimentare la morte».
    Sempre più a disagio, il giornalista chiede a Bono se non è incredibile che Cristo si dichiari Figlio di Dio. Bono gli risponde che la risposta che la gente dà a questa osservazione è sempre la stessa «"Era un gran profeta, ovviamente un tizio molto interessante, aveva molto da dire, era nella linea degli altri profeti come Elìa, Maometto, Budda o Confucio". Ma la realtà è che Cristo non ti permette di dire questo. Non ti lascia uscire dalla questione così. Cristo dice: "No, non dico sono un maestro, non mi chiamate maestro. Non sto dicendo sono un profeta. Sto dicendo sono il Messia. Io sto dicendo sono Dio Incarnato". Così o tu accetti che Cristo è quello che dice di essere, il Messia, o era un pazzo completo. L'idea che l'intero corso della civiltà di almeno metà pianeta è cambiato, che si è rovesciato, per un pazzo, per me questo sì che è incredibile».

    A sentire un cantante rock dire queste cose, verrebbe proprio da dire, «Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia».
    Forse, il gigantismo dei concerti degli U2 è proprio il desiderio di voler mostrare la nostra piccolezza di uomini davanti al Mistero che ci fa.
"Se Dio ti chiama, bambina mia, se Dio ha dei progetti su di te, le vie di Dio sono insondabili, e le intenzioni di Dio sono segrete; i progetti di Dio sono eterni, i progetti di Dio sono infiniti, i progetti di Dio sono straordinari; se Dio ti chiama, se Dio ha delle intenzioni su di te, tu non troverai mai riposo, il pane quotidiano del riposo, il riposo come gli altri, il riposo di tutti, il riposo su questa terra".
da Il mistero della vocazione di Giovanna d'Arco di C. Péguy
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Re: U2 360° Tour a San Siro/ Non sarà un concerto come tutti gli

Messaggiodi Rdrock il mer lug 08, 2009 5:23 am

grazie paolo!
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Re: U2 360° Tour a San Siro/ Non sarà un concerto come tutti gli

Messaggiodi bore il mer lug 08, 2009 8:51 am

mi hanno detto che Bono ha parlato troppo...
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Re: U2 360° Tour a San Siro/ Non sarà un concerto come tutti gli

Messaggiodi Walterino il ven lug 10, 2009 3:08 pm

Butto giù, tanto per non perderli, due pensieri su questo concerto
(io sono andato il 7, la prima sera). Sono impressioni in ordine sparso.

Mi piacerebbe che dicesse qualcosa anche Marione, mio vicino di spalto,
per poi riprendere magari il commento con un po' più di tempo.

1 - innanzitutto un grande show, che come notato da Paolo nel suo articolo,
cambia un po' il concetto stesso di concerto (ma questo gli U2 lo stanno facendo
da un certo numero di anni. Non si può più parlare di palco, ma la struttura gigante che
riempie quasi tutto il prato di San SIro è una specie di astronave, che trasforma la fruizione
stessa del concerto. Il light show non è sulla band, ma perlopiù verso l'esterno dello spazio scenico,
il mega screen cilindrico che ad un certo punto si sgrana a nido d'ape e scende sulla band
non è solo un accessorio, è una parte dello show.
Oserei dire, forse esagerando: niente è accessorio, tutto è sostanziale.

L'inizio del concerto dal prato (audio pessimo)


Link


Una visione d'insieme su Magnificent:


Link


E lo schermo sceso e illuminato su Vertigo:


Link


2 - L'esecuzione musicale - Bono non impeccabile, ma grandissima voce ritrovata e grandissima energia,
alcune canzoni abbassate di diversi semitoni (su tutte I still haven't found, quasi funebre...)
e qualche stonatura, una delle quali purtroppo su Ultraviolet, una delle cose migliori della serata (ma su questo pezzo
ritornerò al punto 3)

The edge è un capitolo a parte: ritmica possente, il grande suono di sempre, ma in almeno 3 punti,
degli errori davvero CONSISTENTI.
Nel video che segue potete riguardarvi l'inizio del concerto con Breathe da un'altra angolazione.
Se non volete guardarlo tutto, andate intorno a 9:00 ed ascoltate la stecca clamorosa sulla frase
finale già suonata e ripetuta due volte, che c'è a 9:10. Davvero imbarazzante.


Link


Ed almeno altri due punti con erroracci simili (gli accordi di in a little while ed
un altro punto che adesso non ricordo. Non so, per ora non commento ma
mi sembrano errori inaccettabili...

3 - ed ultimo per ora: su Ultraviolet io e Marione eravamo in piedi in uno stato di eccitazione
ed invece mezzo stadio era seduto senza neanche cantare...
Anche questa la metto lì, per ora, ma mi ha fatto pensare il fatto che molta gente
scalmanata per altri pezzi, certo coinvolgenti,
nemmeno conoscesse una simile pietra miliare.

Alla prossima
e via alla volta di torino
ciao
Wal-torino
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Re: U2 360° Tour a San Siro/ Non sarà un concerto come tutti gli

Messaggiodi Walterino il ven lug 10, 2009 3:09 pm

Ah no scusate, un'ultima cosa:

non c'è niente di più triste del flusso di gente che sciama da un concerto all'uscita...
mi ricordava vagamente la delusione di me bambino dopo l'ultimo fuoco d'artificio...

così
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Re: U2 360° Tour a San Siro/ Non sarà un concerto come tutti gli

Messaggiodi bore il ven lug 10, 2009 3:28 pm

non riesco a capire la stecca a 9.10
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Re: U2 360° Tour a San Siro/ Non sarà un concerto come tutti gli

Messaggiodi marione il lun lug 13, 2009 11:53 am

I commenti di Walter sono molto puntuali.

Giusto per la cronaca l'altro scivolone di The Edge è stato su Moment of Surrender (cnazone di chiusura, peraltro) su cui con lo slide ha mancato il tasto giusto...

Commenti e riflessioni in ordine sparso che meriterebbero un po' di approfondimento (o forse no...):
- non trattasi più di concerto, ma di show complessivo in cui la musica è solo una parte. Come ho detto ad alcuni amici: grande show, ma non un grande concerto.
- mi sono sorpreso in alcuni momenti a dimenticarmi della loro presenza dal vivo mentre mi guardavo il super-mega-ultra-schermo. Questo, secondo me, è un aspetto interessante. Il palco gigantesco in mezzo allo stadio anzichè avvicinarli alla gente, li allontana. Pensandola in positivo -per certi aspetti- sembra quasi che non vogliano mettere le loro persone al centro dell'attenzione. Di sicuro stanno portando all'estremo l'idea di 'media' cioè di mezzo per comunicare.
- il rischio sincretismo è sempre fortissimo. Su One lo schermo si è colorato di verde e sono state fatte scorrere scritte in arabo, mentre alla chiusura del concerto la gente defluiva sulle note dell'Ave Maria (un colpo veramente non banale e sicuramente più significativo delle scritte in arabo su One, a mio parere). Da verificare, ma dal nostro punto di osservazione sembrava che in cima alla mega 'guglia' del palco ci fosse una piccola croce.
- la voce di Bono alla fine ha retto, ma di brividi se ne sono sentiti pochi. In molti tratti (soprattutto sulle vecchie canzoni) è spesso sembrato che svolgessero il compitino al minimo sindacale. Anche quando era evidente che la gente aveva voglia di continuare a cantare, la canzone inesorabilmente finiva, proprio lì dove te lo aspettavi, manco fosse l'album in studio
- Brividi e energia sicuramente ce ne sono stati su Breathe, Magnificent, (personalmente direi Unknown Caller, a me piace molto), Sunday bloody Sunday, Vertigo, City of Blinding Lights e soprattutto Ultra Violet. Premetto che Ultra Violet (Baby, light my way) è una canzone che ho amato dal primo ascolto di Achtung Baby: in un album di grandi canzoni e di capolavori riesce comunque a spiccare per bellezza, potenza, semplicità, efficacia... vabbè, si è capito che sono di parte. Però dico, su un intero settore dello stadio, saremo stati in dieci/quindici in piedi a urlare come dei dannati!!!! Io e Walter con le mani a megafono davanti alla bocca in direzione delle orecchie dei carciofoni che se ne stavano seduti e inebetiti!!! (sorvolando su quella che ha passato tutto il tempo a sculettare e quella che ha fatto il polipo per tutto il tempo sul suo fidanzato...).

Se mi viene in mente altro vi dirò... intanto buone vacanze a chi non sentirò prima!!!

Ciao,

:marione: M.
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it's the quest we're taking on together...
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Re: U2 360° Tour a San Siro/ Non sarà un concerto come tutti gli

Messaggiodi bore il lun lug 13, 2009 1:16 pm

da quello che raccontate e da altri racconti decudo che ho fatto bene a investire 40 euro vs 60 minimo per andare a vedere la DMB...
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Re: U2 360° Tour a San Siro/ Non sarà un concerto come tutti gli

Messaggiodi Walterino il lun lug 13, 2009 1:20 pm

bore ha scritto:non riesco a capire la stecca a 9.10


Allora sei sordo :)

A parte gli scherzi il motivo per cui la stecca non è così avvertibile
è che molto probabilmente insieme alla parte di chitarra
suonata live da the Edge, ce n'era un'altra in sequenza
(procedimento abbastanza comune per 'ingrossare' il suono).

Credo di poter dire che questo è il motivo
per cui la 'stecca' è mascherata,
ma a me sembra decisamente avvertibile.

Altri?
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Re: U2 360° Tour a San Siro/ Non sarà un concerto come tutti gli

Messaggiodi bore il lun lug 13, 2009 5:05 pm


Link


qui si sente decisamente meglio
paurosa :shock:
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Re: U2 360° Tour a San Siro/ Non sarà un concerto come tutti gli

Messaggiodi Rdrock il lun lug 13, 2009 9:54 pm

bore ha scritto:da quello che raccontate e da altri racconti decudo che ho fatto bene a investire 40 euro vs 60 minimo per andare a vedere la DMB...

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Re: U2 360° Tour a San Siro/ Non sarà un concerto come tutti gli

Messaggiodi sbarzolo il lun lug 13, 2009 10:51 pm

io sono stato la seconda sera, e restando in tema di errori ce n'è stato uno molto udibile di the edge durante Stuck in a moment, intorno ai 2' :50". mi sembra che abbia sbagliato gli accordi. si è sentito bene perchè quella canzone l'hanno fatta solo chitarra e voce.

Link


marione ha scritto:- il rischio sincretismo è sempre fortissimo. Su One lo schermo si è colorato di verde e sono state fatte scorrere scritte in arabo, mentre alla chiusura del concerto la gente defluiva sulle note dell'Ave Maria (un colpo veramente non banale e sicuramente più significativo delle scritte in arabo su One, a mio parere). Da verificare, ma dal nostro punto di osservazione sembrava che in cima alla mega 'guglia' del palco ci fosse una piccola croce.
:marione: M.

la seconda sera invece si defluiva sulle note di "MA IL MIO MISTERO E' CHIUSO IN ME .... VINCERO' VINCERO'"
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Re: U2 360° Tour a San Siro/ Non sarà un concerto come tutti gli

Messaggiodi delo il lun lug 13, 2009 11:33 pm

io su Stuck in a Moment sento un errore su un accordo a 2.10
guardando le mani di the edge sembra che cambi in fretta accordo.

povero Edge lo stiamo massacrando...


OT
la qualita' dei video fatti dal pubblico inzia a diventare significativa mentre l'audio e' non e' ancora accettabile...

ciao
delo
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Re: U2 360° Tour a San Siro/ Non sarà un concerto come tutti gli

Messaggiodi delo il mar lug 14, 2009 12:12 am


Link


5.59 con stecca evidente...

ot
scusate ma ho riso per un'ora...
a circa 0'44''
c'e' uno del pubblico che si chiede "come ha fatto quella a farsi cantare tanti auguri e a salire sul palco!!"
??!?!?!
ma e' la figlia di Bono!!! che domande!?!?
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Re: U2 360° Tour a San Siro/ Non sarà un concerto come tutti gli

Messaggiodi sbarzolo il mar lug 14, 2009 5:24 pm

delo ha scritto:io su Stuck in a Moment sento un errore su un accordo a 2.10
guardando le mani di the edge sembra che cambi in fretta accordo.

in effetti è quello il punto. in diretta era molto evidente, anche perchè la chitarra si sentiva di piu', in questo video si sente molto la voce
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