Al di Meola e Blue Note

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Al di Meola e Blue Note

Messaggiodi legolas il dom dic 30, 2007 9:12 pm

http://www.bluenotemilano.it/

Vorrei sapere se qualcuno di voi c'è stato...
dal 15 al 19 gennaio c'è Al Di Meola

ciao
Laura
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Re: Al di Meola e Blue Note

Messaggiodi pelo il lun dic 31, 2007 4:37 pm

Se c'è stato dove? Al Blue Note?

Io si, ma pur avendo ascoltato grande musica, il Blue Note di Milano non mi è piaciuto molto.
Spade verranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate.
Gilbert Keith Chesterton


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Re: Al di Meola e Blue Note

Messaggiodi legolas il lun dic 31, 2007 5:00 pm

cos'è? l'ambiente?
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Re: Al di Meola e Blue Note

Messaggiodi pelo il lun dic 31, 2007 5:21 pm

E' il fatto che il Blue Note di Milano non è un posto per sentire del jazz. E' un ristorante per gente con i soldi.

Mentre ci sono i jazzisti che suonano e cantano, si sente gente che parlotta, ridacchia, fa tintinnare posate e quant'altro. Dopo un po' comincia a essere assai fastidioso.

Poi ci sono altri difetti: il prezzo troppo elevato e la brevissima durata dei concerti. Tutte le volte che sono andato (mi pare 4 in tutto) il concerto era terminato dopo un'ora. Forse anche meno.

Altro difetto è a mio parere la programmazione. Se il locale ha cominciato con nomi importanti di jazz, sempre più spesso si inseriscono artisti che con il jazz non hanno nulla a che fare. Nessun problema, per quel che mi riguarda, però non è un vero Blue Note.
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Re: Al di Meola e Blue Note

Messaggiodi legolas il lun dic 31, 2007 7:42 pm

infatti ero perplessa proprio per qs
mi piacerebbe sentire dal vivo Al Di Meola, ma come si fa mangiando ... mi pare un controsenso uno così che dve suonare mentre la gente mangia e pensa a tutt'altro.
i costi: sarebbero 35 euro del biglietto più la cena...ma bisogna mangiare per forza? tutt il pubblico è ai tavoli oppure c'è anche una zona ascolto?
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Re: Al di Meola e Blue Note

Messaggiodi Walterino il mar gen 01, 2008 7:08 pm

Ciao a tutti

confermo quello che dice Pelo sul Blue Note, locale che fa buona musica ma
ormai rinomato per essere un posto per fighetti o per famiglie danarose.

Molto spesso questi due elementi non si sposano con l'avere rispetto della musica,
si potrebbe quasi dire che questo tipo di persone prendono quel locale,
(magari mentre sul palcoscenico c'è una star internazionale)
come un piano bar di lusso,
che quindi da loro il diritto di continuare a fare i loro comodi mentre gli artisti suonano,
chiacchiere comprese.

Sulla progammazione, nel giudizio di Pelo credo si senta la zampata del purista :pelo:
è vero, talvolta indulgono ad artisti piuttosto commerciali,
ma in ogni caso lo spettro del jazz si è molto ampliato negli ultimi 15-20 anni...

In genere (per quello che è capitato a me) ho trovato un pubblico un po' più attento quando sono
andato ai secondi spettacoli, dove in genere c'è molta meno gente che mangia.
Ma non è detto... in ogni caso non è obbligatorio nè mangiare nè bere, per quello che ne so io.

A presto
:walterino:
Una fiamma scalda ancora il nostro vecchio cuore di terrestri.
E in noi è ancora più forte la speranza che la paura.
Grazie a Dio.
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Re: Al di Meola e Blue Note

Messaggiodi pelo il mar gen 01, 2008 9:18 pm

Walterino ha scritto:Sulla progammazione, nel giudizio di Pelo credo si senta la zampata del purista :pelo:
è vero, talvolta indulgono ad artisti piuttosto commerciali,
ma in ogni caso lo spettro del jazz si è molto ampliato negli ultimi 15-20 anni...


La mia non vuole essere la classica zampata da purista, non essendo certo un profondo conoscitore del Jazz.
Volevo solo dire che il nome "Blue Note" ispira un certo tipo di locale e di musica. Invece al Blue Note di Milano, oltre ai numerosi nomi Jazz, sempre più spesso occhieggiano artisti pur bravi, che non fanno del Jazz.
Esempi? Antonio Ballista, Quintorigo, Air Supply, Paola Turci, Arlo Guthrie, Big One, Bobby Solo, Punk Funk All Stars...
Basta dare un'occhiata agli artisti che hanno suonato, comunque.
Non c'è niente di male che vadano a suonare gente di varia estrazione musicale, però "Blue Note" alle mie orecchie rimane un nome mitico e che associo ormai ai Blue Note americani, e non a quello milanese.

Walterino ha scritto:In genere (per quello che è capitato a me) ho trovato un pubblico un po' più attento quando sono
andato ai secondi spettacoli, dove in genere c'è molta meno gente che mangia.
Ma non è detto... in ogni caso non è obbligatorio nè mangiare nè bere, per quello che ne so io.


Sono d'accordo: anche a me è capitato che al secondo spettacolo il pubblico fosse più attento, l'atmosfera più raccolta, la musica più convincente.
Credo tuttavia che la consumazione sia d'obbligo (non ne sono sicuro, io avevo la consumazione gratis... :bado:)

:pelo:
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