[ARK]L'anticristo abita al 53° piano

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[ARK]L'anticristo abita al 53° piano

Messaggiodi cri il lun set 22, 2008 7:39 pm

Vi riporto un articolo pubblicato su Il Foglio venerdì scorso. Il titolo orginale era "Perchè i grattacieli nonp ossono dirsi cristiani" ma è stato pubblicato con il titolo "L'anticristo abita al 53° piano".
Inserisco nel testo alcune immagini perchè non tutti credo conoscano le architetture che vengono citate.

Vorrei sapere cosa ne pensate.

    L'anticristo abita al 53° piano
    di Camillo Langone

    C’è una nuova religione che sta innalzando i suoi templi in Europa, e non sto parlando di moschee. I politici e gli elettori, poveri, credono siano grattacieli, musei, università, sedi di banche e di parlamenti, teatri, centri commerciali, e invece sono templi. Spesso pagati coi soldi dei contribuenti, gente perbene o anche permale però con moderazione, persone che non metterebbero mai la crocetta sull’otto per mille al fine di sostenere un culto dichiaratamente nichilista ma che, senza saperlo, versano ogni anno un obolo alla chiesa dell’Architettura Antiumana. Come ogni chiesa che si rispetti anche questa ha dei testi sacri, ovvero intangibili, sconosciuti non perché segreti (sono anzi diuturnamente proclamati dai sommi sacerdoti sui mezzi di comunicazione di massa) ma perché, storia e saggezza popolare insegnano, non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere. Così come pochi non-nazisti negli anni Trenta lessero davvero il Mein Kampf, per poter continuare a pensare che Hitler si sarebbe accontentato di un pezzetto di Cecoslovacchia, così come pochi non-musulmani oggi leggono davvero il Corano, per poter continuare a figurarsi le religioni tutte uguali e ugualmente protese all’amore universale, allo stesso modo pochi non-architetti leggono davvero le interviste agli architetti antiumani, per poter continuare a immaginarseli come professionisti al servizio del funzionale e del razionale.

    * * *

    Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall’oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese del Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l’un l’altro: “Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco”. Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. Poi dissero: “Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome”. (Genesi 11, 1-4)

    * * *

    “Non esiste né il buono, né il vero, né il bello. Sono un relativista. Sono un nichilista” dichiarò Philip Johnson, il re dei grattacieli, poco prima di rendere l’anima al diavolo. Omosessuale e nazista, il passaporto Usa gli evitò di fare la fine dell’omologo Ernst Röhm e continuò a lavorare per la propaganda del partito nazionalsocialista fino al 1939, quando descrisse estasiato l’incendio di Varsavia, anzi fino al 1940, anno in cui la posizione di americano crociuncinato divenne insostenibile perfino per un polivalente del suo livello, a proprio agio ai vernissage mondani del Moma di New York così come alle cerimonie pagane di Norimberga immortalate da Leni Riefenstahl. Se un nazista non può più fare il nazista può cominciare a fare l’architetto o meglio (essendo com’è ovvio un ardente ammiratore di Nietzsche) il super-architetto, l’architetto al di là del bene e del male. Nel ’49 costruisce la Glass House per distruggere l’idea di casa come guscio degli affetti.

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    Philip Johnson, Glass House 1949

    Dentro quattro pareti di vetro può vivere un’esibizionista, non una famiglia: l’assenza di intimità e la totale visibilità sarebbero piaciute all’orwelliano Grande Fratello ma pure a Jeremy Bentham, l’inventore del panocticon, il carcere dove si vede tutto, “un nuovo modo per ottenere potere sulla mente”. La Glass House è un incunabolo dell’Architettura Antiumana che però offre il meglio di sé nel fuoriscala. Nel seguito di carriera Johnson si è dato ai grattacieli, il più famoso dei quali è l’At&t building di New York, riconoscibile fra mille per il timpano forato (oggi si chiama Sony Tower perché commissionare grattacieli non porta benissimo, anche a Milano c’è sempre il Pirellone ma non si sa dove sia finita la Pirelli).

    Immagine
    Philip Johnson, At&t building 1984

    Eppure il Sony è ancora troppo basso, solo 197 metri, poteva andar bene negli anni Ottanta ma oggi per farsi un nome bisogna spingersi oltre. “Per essere moderni bisogna progettare in verticale. Sopra i 400 metri” ha sentenziato Massimiliano Fuksas dall’ambone di Repubblica, nerovestito come Daniel Libeskind, come Rem Koolhaas, come Jean Nouvel (anche dal punto di vista degli abiti sacerdotali la chiesa dell’Architettura Antiumana è molto più rigida della chiesa cattolica, i cui preti vestono come gli pare e infatti hanno ormai meno ascendente degli adoratori del grattacielo). Il comandamento dell’altezza è una sfida malriuscita a Dio e un’aggressione riuscitissima alla sua creatura: più il grattacielo sale, più l’uomo si rattrappisce, ridotto al rango di formica laggiù sul marciapiede. Un grattacielo di 400 metri dialoga con la Muraglia Cinese, la Piramide di Cheope, le Linee di Nazca, non con bipedi 250 volte più piccoli e meno che meno con cuccioli di bipedi. Quando non si capisce se qualcosa è a misura d’uomo basta pensare se è a misura di bambino, e subito risulta evidente l’umanità o la disumanità dell’oggetto analizzato. E’ straziante solo immaginarlo, un bambino costretto a vivere in un appartamento al cinquantatreesimo piano. Secondo me Eric Clapton ancora si sveglia la notte per domandarsi come mai, quel maledetto giorno del 1991, suo figlio Conor fosse affacciato alla finestra di un edificio manhattaniano di altezza assurda e non giocasse invece con le papere davanti a un cottage negli Hamptons. Il teorico dell’architettura Nikos Salingaros ha individuato nel gigantismo il primo dei fattori disumanizzanti. Nemmeno facendosi venire il torcicollo si possono apprezzare forma e dimensioni di un grattacielo con mezzi naturali, c’è bisogno come minimo di un elicottero. Per innalzare e gestire centinaia di migliaia di metri cubi non bastano gli uomini ma occorrono società quotate in borsa e fondi di investimento meglio se degli Emirati Arabi perché il grattacielo è ritornato alle sue origini orientali, bibliche, e infatti nella lingua del culto non si chiama più building ma tower, come nel libro della Genesi: i primi sei edifici più alti del mondo si trovano in Asia(Dubai, Taipei, Shanghai, Kuala Lumpur…).

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    I grattacieli di Dubai, Taipei, Kuala Tmapur, Chicago e Shanghai

    All’ombra della maggior parte di essi non esiste libertà religiosa: il dispotismo asiatico blandisce gli architetti, sempre al servizio del potere, e perseguita i preti, che servono i servi. Quando supera una certa dimensione l’architettura diventa totalitaria di per sé, indipendentemente dall’ideologia dell’architetto, del costruttore e perfino del regime politico del luogo. Il grattacielo babelico di Dubai è costruito da operai indiani, pachistani e bengalesi ridotti in semischiavitù, impossibilitati a tornare a casa per il fenomeno dell’indebitamento obbligatorio e il relativo sequestro dei passaporti, pagati un decimo degli impiegati arabi, senza diritti di alcun genere, falcidiati da incidenti sul lavoro il cui numero è tenuto segreto come segreta è l’altezza che sarà raggiunta dallo spaventoso edificio una volta completato (700 metri?). Sacrifici umani e misteri iniziatici: ecco altri due ingredienti tipici delle religioni precristiane.

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    Grattacieli a Dubai, al centro il Burj Dubai che sarà il grattacielo più alto del mondo 850m
    * * *

    Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: “Ecco, essi sono un popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro”. (Genesi 11, 5-7)

    * * *

    Un’esaustiva collezione di dogmi della chiesa dell’Architettura Antiumana è stata recentemente pubblicata da Mondadori Arte. L’autore, o meglio il raccoglitore, si chiama Christian de Poorter (deve trattarsi di un convertito: a giudicare dal nome è nato in ambiente cristiano). Il libro si intitola “Atlante dell’architettura contemporanea in Europa” ma qui più delle foto, tragiche e bellissime, è la prefazione che ci interessa.
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    Oltre alla completezza e all’apparato iconografico, il valore di questo testo divulgativo risiede nella sua trasparenza. Ci fu in tempo in cui gli architetti cercavano di nascondere grandi masse di cemento e di metallo dietro il dito dell’ideologia: Renzo Piano si atteggiava a benefattore e demoliva antichi palazzi di Parigi in nome della partecipazione sociale. Vecchie fisime anni Settanta.

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    Renzo Piano e Richard Rogers, Centro Pompidou, 1977

    Oggi gli alibi non servono più e De Poorter espone senza falsi pudori i malvagi obiettivi dei progettisti alla moda. “L’architettura contemporanea seduce, stupisce e conquista”. Insomma vuole stordirci, invaderci, come una droga, come una metastasi. “Il contenitore diventa più attrattivo del contenuto”. L’architetto è quindi un vampiro capace di svuotare di senso qualsiasi tipologia edilizia, anche una chiesa del culto concorrente vale a dire una chiesa cristiana (non è difficile: basta sabotare l’incarnazione mimetizzando l’esterno, come Piano a San Giovani Rotondo, o rendendo astratto l’interno, come Meier a Tor Tre Teste).

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    Renzo Piano, La Chiesa del pellegrino di San Giovanni Rotondo, 2004

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    Richard Meier, Chiesa Dives in Misericordia, Roma 2004


    “Il Kunsthaus di Graz, un’enorme bolla blu aliena atterrata nel cuore della città austriaca”. Finalmente ammesso che i capolavori dell’architettura contemporanea in Europa altro non sono che elefanti in cristalleria.

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    Colin Fournier e Peter Cook, Kunsthaus, Graz 2003

    “Rogers nel progetto della nuova sede londinese del Lloyd’s Register of Shipping estremizza il concetto della trasparenza offrendo una sorprendente leggerezza visiva, al limite della fragilità psicologica”.

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    Richard Rogers, Lloyds' Register of Shipping, Londra 2000

    Così De Poorter dà ragione a Salingaros, secondo il quale i sacerdoti dell’antiumano stanno operando “una deliberata aggressione ai nostri sensi che usa il meccanismo percettivo per generare ansietà fisica e angoscia”. Io per esempio se per uno scherzo del destino fossi costretto ad abitare nel Turning Torso disegnato da Santiago Calatrava in Svezia, 190 metri dall’aspetto poco stabile, sicuramente mi imbottirei di psicofarmaci.

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    Santiago Calatrava, Turnig Torso, Malmo 2005

    Poi De Poorter cade in alcune ingenuità devozionali, tipiche dei neofiti o degli adepti di scarsa cultura. In Olanda gli edifici nevrotizzanti si espandono senza freni e allora la si definisce un “piccolo paese dinamico e anticonformista” quando a prescindere dall’architettura vi impera un conformismo terrorizzato, dove non si possono proiettare film critici verso il Corano, dove gli anticonformisti giacciono per lo più sotto terra (vedi Pim Fortuyn e Theo Van Gogh). Il vocabolario formale di Frank Gehry è descritto come “nutrito e variegato” a pagina 11 ma De Poorter si smentisce da solo, con il suo stesso libro: basta andare alle pagine 220 (Berlino), 242 (Dusselforf) e 310 (Praga) per constatare la monotonia dell’architetto canadese, sempre le stesse finestrelle esoftalmiche.

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    Frank Gehry , DZ Bank, Berlino, 1999

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    Frank Gehry, Neuer Zollhof, Dusseldorf 1996

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    Frank Gehry, Dancing Haus, Praga, 1992
    * * *

    Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra. (Genesi 11, 8-9)

    * * *

    Gesù discende da Davide, il piccolo Davide che abbattè il gigante Golia. Nel discorso della montagna, che era poi una collinetta, Gesù non abolisce la Legge e non rinnega la punizione toccata a Babele (fra parentesi, nemmeno quella a Sodoma e Gomorra). Gesù proclama la beatitudine degli uomini miti. Gesù invita a imparare da lui, umile di cuore. Gesù dice che per convertirsi bisogna diventare come bambini. Gesù dice che per entrare nel regno dei cieli bisogna farsi piccoli. Gesù dice che gli ultimi saranno i primi e i primi ultimi. Gesù entra a Gerusalemme su un asinello. L’Antico Testamento colpisce la superbia con una spada di fuoco, il Vangelo testimonia la modestia e la misura in ogni pagina, quasi in ogni versetto. Per questo i grattacieli non possono dirsi cristiani. Anzi, ogni edificio più alto di un campanile è un assalto all’incarnazione, alla presenza di Dio nella storia e nella città.

    * * *

    Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori. (Salmo 127, 1)

    * * *

    Sul Corriere della Sera ho letto un articolo di Pierluigi Panza, vi ho colto uno stile (dote rara in chi si occupa di architettura) e quindi ho cercato notizie su di lui. Vagando per la rete ho trovato uno spezzone in cui Panza viene intervistato da un signore dal cranio perfettamente lucido che poi ho scoperto chiamarsi Pier Moro. Moro cerca di strappare a Panza un giudizio favorevole sui grattacieli della Fiera di Milano firmati Hadid, Isozaki, Libeskind, ed è penoso vedere l’intervistato barcamenarsi per cercare di salvare l’anima senza però scontentare l’intervistatore, un chierichetto del grattacielismo.

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    Daniel Libeskind, Arata Isozaki, Zaha Hadid, City Life, Milano

    Per ridicolizzare gli avversari dei tre moloch antiumani e antimilanesi, Moro la butta sul caratteriale: forse ce l’hanno con Libeskind perché è antipatico. Sarebbe una triste vicenda se una scritta alle spalle dei due interlocutori non la rendesse tristissima: Radioformigoni.it. No, non sto per cominciare un discorso morale, qui siamo tutti simoniaci. Come dice Julián Carrón, un prete che il presidente della Regione Lombardia immagino conosca meglio di me, “il problema non è l’etica, il problema è l’ontologia, è il rapporto con il reale”. Nella fattispecie il problema è rispondere alla domanda messa da Eliot in bocca alla Straniera: “Qual è il significato di questa città?”. Sconfortato mi chiedo: Formigoni è ancora cristiano o è passato armi e bagagli all’anticristianesimo militante e architettante? No? E allora: Avrà mai letto il filosofo Roger Scruton secondo il quale le opere di Libeskind sono fra le più arroganti espressioni del nichilismo contemporaneo, costruite “come in assenza di gravità, stabilità e comunità”? Terza domanda: E’ consapevole che Libeskind rigetta pubblicamente qualsiasi nozione di sacro, di inviolabile, e sta all’urbanistica come Jack Kevorkian, il dottor Morte, sta alla medicina? Io capisco che un politico non abbia il tempo di leggere filosofi e poeti, quei perdigiorno, ma i giornali richiedono meno impegno. Basta sfogliarli distrattamente per capire dove ci vuole portare il sinedrio dell’Architettura Antiumana. L’architetto Paolo Caputo, concelebrante del grattacielismo milanese, quando viene intervistato sguinzaglia la hybris: “Le torri andranno a dichiarare nuove centralità urbane”. Sono parole chiarissime che significano il progetto di strappare Milano a Milano, portando il suo cuore lontano da Piazza Duomo e Piazza Sant’Ambrogio, in nuovi quartieri dove i bambini cresceranno senza mai vedere un crocifisso, senza mai ascoltare le campane, e umiliando ulteriormente la Madonnina, via via sminuita a partire dal 1954 quando il grattacielo di Piazza della Repubblica superò per la prima volta la guglia maggiore della cattedrale. Ma non voglio più parlare, io non sono nessuno, dispero di poter convincere colui che la domenica va a messa e il lunedì guarda la Madonna dall’alto in basso, dal suo ufficio al Pirellone. La superbia è il peccato del primo uomo e lo sarà anche dell’ultimo. Io taccio per lasciar parlare qualcun altro.

    * * *

    Un discepolo gli disse: “Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!”. Gesù gli rispose: “Vedi queste grandi costruzioni? Non rimarrà qui pietra su pietra che non sia distrutta”. (Vangelo di Marco 13, 1-2)
"Se Dio ti chiama, bambina mia, se Dio ha dei progetti su di te, le vie di Dio sono insondabili, e le intenzioni di Dio sono segrete; i progetti di Dio sono eterni, i progetti di Dio sono infiniti, i progetti di Dio sono straordinari; se Dio ti chiama, se Dio ha delle intenzioni su di te, tu non troverai mai riposo, il pane quotidiano del riposo, il riposo come gli altri, il riposo di tutti, il riposo su questa terra".
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Re: [ARK]L'anticristo abita al 53° piano

Messaggiodi Ben il lun set 22, 2008 9:39 pm

Bello bello, davvero interessante.

E' da tempo che mi chiedo che fine faranno i vari Ghery, Libeskind, etc.
PIù guardo le loro opere più vedo nulla. Davvero sono slegate dalle città dalla loro storia.

A volte penso che sia un'esagerazione di creazionismo umano, un dover fare qualcosa di diverso, che in questo caso significa astorico, astratto, assurdo.
Son tutti figli poveri di Dalì.

Eppure la Natura è sempre la migliore, è a lei che si deve guardare per far cose belle. E Gaudì lo capì veramente bene.
Altro che questi cinici-nichilisti d'oggi.

Grazie Cri per l'articolo, è proprio bello, complimenti a Camillo.
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Re: [ARK]L'anticristo abita al 53° piano

Messaggiodi Bado il Cinico il mar set 23, 2008 8:26 am

Articolo molto interessante.
Le recenti notizie di architetti sempre più arditi mi avevano già provocato un senso di malessere per questo vana rincorsa a chi ce l'ha più alto, ma devo dire che questa lettura "religiosa" mi ha abbastanza colpito.
Condivido anche il parere finale sul progetto milanese, un po' meno l'attacco personale a Formigoni.

Langone più lo leggo e più mi colpisce per come sa essere maledettamente scomodo: non cerca mai di scrivere in modo da risultare accomodante o da rincuorare il lettore.
Lo stimo. Un po' lo malsopporto, ma lo stimo.
Immagine




Qual è la cosa più coraggiosa che tu abbia mai fatto?
L'uomo sputò un grumo di catarro e sangue sulla strada.
Alzarmi stamattina, disse.
(cit.)
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Re: [ARK]L'anticristo abita al 53° piano

Messaggiodi bore il mar set 23, 2008 11:25 am

lo stesso senso di angoscia per la Pechino rifatta per le Olimpiadi...
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Re: [ARK]L'anticristo abita al 53° piano

Messaggiodi Walterino il mar set 23, 2008 5:06 pm

L'articolo è veramente interessante sotto molti punti di vista,
fino all'orrenda sgommata in curva finale, che mescola una serie di elementi
dando giudizi affrettati e non motivati, non giustificati.

Mi spiace per Langone, che reputo un grande scrittore e giornalista,
ma non riesce a finire un articolo senza dire cose a sproposito.

Personalmente, e in breve, credo che 3 torri non aiutino più di tanto la città a risollevarsi,
ma nemmeno ne distruggano il cuore più di quanto è già stato fatto
negli anni 80 dalla milanodabere
negli anni 90 dalla fotocopia della generazione x
e in questi ultimi anni dal qualunquismo e dalla perdita di radici ormai diffusa a pioggia.

Molto bello su questo tema il Libro di Luca Doninelli
Il crollo delle aspettative. Scritti insurrezionali su Milano
uscito per Garzanti. Credo serva un'analisi un pochino più approfondita di quella di Langone
per tentare di individuare una strada per questa grande città.

Ma servirà una discussione a parte, solo che mi aveva colpito quella parte finale,
come una nota stonata che ferisce l'orecchio alla fine di una bellissima sinfonia.
A presto
W
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Re: [ARK]L'anticristo abita al 53° piano

Messaggiodi cri il mar set 23, 2008 5:58 pm

Walterino ha scritto:L'articolo è veramente interessante sotto molti punti di vista, fino all'orrenda sgommata in curva finale, che mescola una serie di elementi dando giudizi affrettati e non motivati, non giustificati.


W mi dici quali sono i giudizi affrettati?

Walterino ha scritto:Personalmente, e in breve, credo che 3 torri non aiutino più di tanto la città a risollevarsi,
ma nemmeno ne distruggano il cuore più di quanto è già stato fatto
negli anni 80 dalla milanodabere
negli anni 90 dalla fotocopia della generazione x
e in questi ultimi anni dal qualunquismo e dalla perdita di radici ormai diffusa a pioggia.


E quindi? Continuiamo così?
"Se Dio ti chiama, bambina mia, se Dio ha dei progetti su di te, le vie di Dio sono insondabili, e le intenzioni di Dio sono segrete; i progetti di Dio sono eterni, i progetti di Dio sono infiniti, i progetti di Dio sono straordinari; se Dio ti chiama, se Dio ha delle intenzioni su di te, tu non troverai mai riposo, il pane quotidiano del riposo, il riposo come gli altri, il riposo di tutti, il riposo su questa terra".
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Re: [ARK]L'anticristo abita al 53° piano

Messaggiodi Walterino il mar set 23, 2008 10:14 pm

cri ha scritto:
Walterino ha scritto:L'articolo è veramente interessante sotto molti punti di vista, fino all'orrenda sgommata in curva finale, che mescola una serie di elementi dando giudizi affrettati e non motivati, non giustificati.


W mi dici quali sono i giudizi affrettati?


Beh il primo è questo:

Sconfortato mi chiedo: Formigoni è ancora cristiano o è passato armi e bagagli all’anticristianesimo militante e architettante?


e il secondo è quest'altro

Ma non voglio più parlare, io non sono nessuno, dispero di poter convincere colui che la domenica va a messa e il lunedì guarda la Madonna dall’alto in basso, dal suo ufficio al Pirellone. La superbia è il peccato del primo uomo e lo sarà anche dell’ultimo. Io taccio per lasciar parlare qualcun altro.


Rispetto alla prima citazione, ma chi è Langone per giudicare (o anche solo chiedersi) se Formigoni è ancora cristiano o no? Se solo si rendesse conto (per esempio) di quante famiglie ha aiutato a scegliersi una scuola per i figli con il buono scuola, a quanti progressi sono stati fatti in questi anni in altri campi, non dovrebbe nemmeno porsi una domanda che comunque non spetta a lui porre. Mi stomaca questo continuo appello all'etica senza curarsi della sostanza.

La seconda citazione poi è ancora più bella. Ha appena finito di giudicare la hybris degli altri e poi, fingendo umiltà,
è il più tracotante di tutti. Ma di cosa dovrebbe convincere chi? E a fare cosa? Non capisco perchè debba collegare delle scelte urbanistiche con la fede di una persona, se Formigoni ha fatto o farà degli sbagli chi è Langone per giudicare la sua coscienza? Formigoni se la vedrà con il Padreterno.

Non so se mi sono spiegato un po' meglio.
Un caro saluto, Cri
w
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Re: [ARK]L'anticristo abita al 53° piano

Messaggiodi carlocandio il mer set 24, 2008 3:04 pm

Ma voi, scusate, l'avete guardata l'intervista incriminata?
Basta andare su Radioformigoni.it - sezione video- Metropolis - incontro con Panza
(è divisa in 4 parti)
e poi vi accorgerete come Langone costruisce una polemica dal...NULLA!
Per i pigri,ecco i link:

http://www.radioformigoni.it/playvideo. ... _05_08.wmv
http://www.radioformigoni.it/playvideo. ... _05_08.wmv
http://www.radioformigoni.it/playvideo. ... _05_08.wmv
http://www.radioformigoni.it/playvideo. ... _05_08.wmv

Poi se volete sentire la risposta di Moro...eccola
http://www.radioformigoni.it/listeninte ... _22_09.mp3

Formigoni ha già risposto sul Foglio, e un altro lettore del Foglio è rimasto perplesso dall'articolone e lo ha scritto
(Foglio del 21/09)

Infine : quando si assiste ad una polemica, per giudicare, bisognerebbe andare sempre alla fonte
L'argomento è comunque moooolto interessante!
carlocandio
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Re: [ARK]L'anticristo abita al 53° piano

Messaggiodi cri il gio set 25, 2008 3:14 pm

[OT1]Piccola nota a Radioformigoni.it: cambiate la musica da cardiopalma che fa da intro alle interviste.[/OT1]
[OT2]Arca non ci avevi detto che facevi i jingles per Radioformigoni.it[/OT2]


Detto questo vado per punti.
I toni con cui Langone scrive non sono MAI accomodanti, come ha evidenziato Bado, percui è ovvio che quando viene toccato qualcuno di cui si ha stima ci sia un'immediata reazione di paladina difesa.

Per quanto mi riguarda il tema centrale non è Formigoni, ma, come ho scritto nel 3D dei grattacieli, COSA o ancor meglio CHI stiamo mettendo al centro della nostra vita e quindi del nostro agire (tra cui anche il costruire le nostre città).
Tanto è vero che il titolo originale dell'articolo era "Perchè i grattacieli non possono dirsi cristiani" .

Walter si chiede perchè si "debba collegare delle scelte urbanistiche con la fede di una persona".
Perchè la storia dell'urbanistica ci insegna che è così.

Senza tirarla troppo per le lunghe, fino al Rinascimento ciò che identificava il "potere" di una città era la sua Cattedrale (un esempio su tutti: Siena per dimostrare la sua ricchezza nel momento massimo del suo splendore economico, cominciò a costruire una Chiesa che fosse la più grande di tutte. Peccato che appena costruite le prime volte di una delle navate laterali, queste crollarono rovinosamente e furono costretti a ridurre il progetto al punto che il Duomo attuale è semplicemente il transetto del progetto originale).

Dopo si è passati ad occuparsi solo di costruire grandi viali alberati, abbattendo le mura medievali, per il passaggio delle carrozze, archi di trionfo per l'ingresso di imperatori e parate militari, piazze di rappresentanza ecc ecc.
(scusate la semplificazione).

Il divieto, a Milano, di costruire qualcosa che fosse più alto della Madonnina (che l'arch. Moro ritiene un vincolo da SOTTOSVILUPPATI) ha consentito, fino a quando è stato rispettato, che questa fosse immediatamente visibile e riconoscibile e che la città venisse identificata con questa "statuetta".
Questo NON è un mero fatto estetico, questo incide profondamente sulla coscienza personale di ciascuno di noi.
Non dico che SIAMO ciò che VEDIAMO, ma che ne siamo DECISAMENTE influenzati questo si.

A Firenze fino a pochi anni fa la cupola di Brunelleschi dominava su tutto il resto, lo "abbracciava" quasi, e da qualsiasi punto della città, essendo il Duomo sopraelevato rispetto al piano stradale a causa delle alluvioni, era possibile vederla.
Adesso nella prima periferia nord hanno costruito un orrore che si chiama Palazzo di Giustizia, e il colpo d'occhio su tutta la città, che si può avere dal Piazzale Michelangelo, viene distolto dalla cupola per soffermarsi a capire cos'è quel mostro in lontananza.

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Firenze

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Mostro

Per rispondere a carlocandio dico solo due cose.

1. E' vero Formigoni ha risposto su Il Foglio, talmente distrattamente che ha confuso la Genesi con l'Apocalisse.
2. Pier Moro, che ci tiene a farci sapere tutto sulla sua carriera scolastica (però si è dimenticato di dirci la media dei suoi esami), ha un pò le idee confuse.
Perchè nella seconda parte dell'intervista a Panza commenta seccato che "qua sembra che tutti abbiano il diritto di dire sul mondo dell'architettura", riferendosi a Celentato e Berlusconi, poi però, nella breve marchetta al suo blog, invita casalinghe, medici, benzinai e fruttivendoli (ha dimenticato di citare anche gli a lui cari fabbricatori di boomerang) a dire se l'architettura (non dico il design! cit.) è BELLA o BRUTTA. :shock:
Prima vuole un giudizio semplice e banale. Poi se uno pensa che sia banale si sbaglia.

Termino la mia filippica dicendo che il problema è che in nome di nonsochecosa vengono affidati grandi temi progettuali alle cosiddette archistar che come dive isteriche mollano i progetti a metà strada (l'elenco è lungo) o fanno i capricci affinchè il loro progetto non sia intaccato (Calatrava per non rovinare l'estetica del suo ponte a Venezia ha preteso che i portatori di handicap utilizzino il vaporetto per attraversare il canale).
L'illusione di avere maggior prestigio e visibilità perchè grandi architetti progettano e costruiscono le nostre città è un misero specchietto per le allodole, che fa perdere una quantità di soldi e di tempo impressionanti.
"Se Dio ti chiama, bambina mia, se Dio ha dei progetti su di te, le vie di Dio sono insondabili, e le intenzioni di Dio sono segrete; i progetti di Dio sono eterni, i progetti di Dio sono infiniti, i progetti di Dio sono straordinari; se Dio ti chiama, se Dio ha delle intenzioni su di te, tu non troverai mai riposo, il pane quotidiano del riposo, il riposo come gli altri, il riposo di tutti, il riposo su questa terra".
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Re: [ARK]L'anticristo abita al 53° piano

Messaggiodi Fruttolo il ven set 26, 2008 2:49 pm

Non entro nel merito della discussione però faccio notare un particolare: il tetto del pirellone.

Immagine

La Madonna è sempre nel punto più alto della città (è una copia esatta).
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Re: [ARK]L'anticristo abita al 53° piano

Messaggiodi cri il sab set 27, 2008 6:44 pm

Fruttolo ha scritto:Non entro nel merito della discussione però faccio notare un particolare: il tetto del pirellone.
La Madonna è sempre nel punto più alto della città (è una copia esatta).


A parte che per essere esatta dovrebbe essere alta 4metri e 16 cm e non solo 85 cm, ma il punto non è mettere una statuetta sopra l'edificio per manetenere una tradizione, ma capire con quale criterio si costruisce.

A meno che non si desideri che le nostre città diventino tante Dubai.
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Re: [ARK]L'anticristo abita al 53° piano

Messaggiodi Pier Moro il sab ott 11, 2008 10:38 am

Ciao a tutti,
Sono il "signore dal cranio perfettamente lucido che poi ho scoperto chiamarsi Pier Moro" descritto da Langone.
Non ho mai dato troppo peso a tale articolo di Langone, di certo è da sottolineare che lui non ha accettato l'invito a farsi intervistare.
Ho creato una base di blog da quel giorno http://radiometropolis.wordpress.com/ e credo, in futuro, di collegare anche la rubrica radiofonica che, da più di un anno, racconta settimana per settimana lo sviluppo della nostra "metropoli", se possiamo chiamarla così.
http://www.radioformigoni.it/rubriche.asp?cat=44
Le video interviste fatte a radioformigoni sono solo dei "flash" rispetto alla rubrica settimanale che, probabilmente, pochi ascoltano.
A Voi il giudizio...
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Re: [ARK]L'anticristo abita al 53° piano

Messaggiodi Pier Moro il sab gen 10, 2009 4:39 pm

Mi aspettavo che qualcuno mi rispondesse. Che tristezza!
Comunque, la media dei miei esami è stata di 98/100 laurea il 27 marzo 1995 dopo aver percorso le facoltà di architettura di Genova, Milano ed Helsinki.
Buona polemica a tutti!
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Re: [ARK]L'anticristo abita al 53° piano

Messaggiodi Capitan_Giovy il gio gen 22, 2009 12:09 am

Ma a Milano servono i grattacieli? :headscratch:

Iniziamo per esempio a valorizzare quello che c'è imparando ad illuminare gli edifici. Mi sembra che ultimamente il fine di certi "architetti" si sia ridotto a dimostrare delle capacità, a volte discutibili, fini a se stesse. (Giusto per fare un esempio: il bel ponte di Calatrava a Venezia: cosa serve un ponte così sul Canal Grande? Non è funzionale, non è bello, è solo Calatrava).

Spiegami cosa vuoi dire con la frase con cui hai concluso la rubrica "metropoli" di radioformigoni: "Il divieto di superare la Madonnina, ostacolo per realizzare il Pirellone, oggi, nel 2008, può risultare un vero boomerang per lo sviluppo del paese".

Cordialmente.
Cap^ :pipe:
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