Mar 13 2008

Wond’ring aloud

Published by walterino under Pensieri, Musica

Capita a volte che delle canzoni ti si attacchino addosso, e tu sia quasi costretto ad ascoltarle ripetutamente, e ancora, e ancora. A volte per la musica, a volte per le parole.
Stavolta, per me, per entrambe le cose. Fra l’altro quando accade così, il rapporto con quella canzone è talmente esclusivo che è difficilissimo illustrare o spiegare la faccenda ad un altro. Si perde sempre qualcosa. Eppure di questa canzone devo parlare, magari me ne libero, o comunque ogni altra volta che la ascolterò avrò delle cose che mi ricordo, che ho fissato.  
Potremmo non sapere che la canzone è dei Jethro Tull ed è uscita su disco la bellezza di 38 anni fa. Potremmo non sapere che Ian Anderson introduceva questa canzone dal vivo come ‘canzone d’amore’ (Love song), e che la canzone in questione era contenuta nell’album che consacrò i Jethro come una delle realtà più importanti del folk-rock mondiale. (Aqualung, 1971, Chrysalys).  Potremmo anche non sapere che Ian Anderson stesso è un compositore di tutto riguardo, ed ha scritto canzoni e suites memorabili. Potremmo anche non sapere che la canzone è scritta nel tipico stile Ian Anderson, con l’accompagnamento affidato alla chitarra acustica, in un ambito abbastanza incerto dal punto di vista tonale, assolutamente aperto, infarcito dei caratteristici barocchismi sia nell’accompagnamento che nella parte melodica.  Potremmo non sapere niente. Ma poi la canzone inizia: la tipica chitarra acustica con il capotasto al terzo, un accordo e via, Wondering aloud - pensando a voce alta… ed effettivamente la canzone inizia inaspettatamente, come quando dopo aver pensato a lungo, appunto, si inizia a parlare, come continuando il pensiero. How we feel today - Come ci sentiamo oggi? Si comincia ad intravedere che nella situazione chi racconta non è solo. Last night sipped the sunset my hands in her hair – la notte scorsa ho assaporato il tramonto, con le mie mani fra i suoi capelli. Il quadro di riferimento si precisa. We are our own saviours as we start both our hearts beating life into each other. Siamo i salvatori di noi stessi quando i nostri cuori cominciano a battere infondendo vita uno nell’altro. 49 secondi – seconda strofa, musicalmente uguale alla prima, ma entrano un pianoforte e degli archi: Wond’ring aloud will the years treat us well. -  Mi chiedo pensando a voce alta: gli anni ci tratteranno bene? Vogliamo solo dire che Ian Anderson scrive e incide questa canzone a 24 anni? Poco più di un ragazzo, ma la prospettiva con cui vede la vita insieme alla persona amata è per sempre. As she floats in the kitchen, I’m tasting the smell of toast as the butter runs - Mentre lei fluttua in cucina, assaporo il profumo dei toast, mentre il burro va… Il quadretto diventa leggermente sentimentale e illustra particolari concreti della vita insieme… Then she comes, spilling crumbs on the bed and I shake my head. – Poi lei arriva facendo cadere briciole nel letto ed io scuoto la testa. 1 minuto e 38, tutto sembrerebbe compiuto. Ma improvvisamente un accordo minore annuncia: occhio che la parte importante deve ancora venire. Ci vogliono ancora due frasi e una manciata di secondi: And it’s only the giving that makes you what you are. – Ed è solo il donare che ti rende quello che sei. 1 minuto e 55, il gioiello è finito.   So che a nessuno susciterà la stessa emozione, ma ci dovevo provare. E l’ho fatto. Walter Muto – 25 febbraio 2008  

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Mar 13 2008

James Taylor - Another day

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Ecco a voi una delle canzoni perfette.

Mi sono accorto adesso ripostando questa analisi che il tema

della ragazza che se ne va è praticamente lo stesso di She’s leaving home dei Beatles.

Ma come sono diverse sia le descrizioni che gli ambienti musicali.

http://www.youtube.com/watch?v=In8b1nOiGaw 

Inizio istantaneo, canzone senza alcuna interruzione di testo

Wake up suzy————————————————A - DO # minore

Put your shoes on——————————————-movimento degli accordi ogni mezza battuta

Walk with me into this lightFinally this morning—————————————–AIm feeling whole againIt was a hell of a night 

Just to be with you by my side—————————–B – LA magg. – sensazione di riposo, l’armonia si ferma

—————————————————————-per 2 misure

Just to have you near in my sight————————-DO# min. - idem

Just to walk a while in this light ————————–LA magg

Just to know that life goes on —————————-di nuovo movimento di accordi

Wake up suzy ———————————————–A dimezzato

Put your shoes on ——————————————a chiudere AABA tipico della forma Song

Walk with me into this light

Another night has gone ———————————–C – apertura speranzosa MI maggiore

Life goes on

Another dawn is breaking

Turn and face the sun ————————————C - ripetuto identico

One by one

The world outside is waking

Morning light has driven away —————————D – fuoriuscita sorprendente SOL # m

All the shadows that hide your way

And night has given away ——————————–di nuovo D

To the promise of another day

Another day ————————————————C – apertura speranzosa MI maggiore

Another chance that we may

Finally find our way

Another day ————————————————C - ripetuto identico      

The sun has begun

To melt all our fears away

Another day ————————————————-Ma…

Another day ————————————————-Altra sorprendente variazione armonica sulla ripetizione

—————————————————————-di Another day

Oh wake up suzy ———————————————A – ritorno a casa – contrasto con il testo,                 

Put your shoes on ——————————————–in cui la ragazza non ritorna affatto…

Walk with me into this light ——————————–Accordo finale ‘tendente’ al maggiore anche se la melodia

 —————————————————————–finisce sulla terza minore

 —————————————————————–Apertura finale infinita

Si potrebbero dire un sacco di cose in più, ma intanto ascoltiamo con attenzione…

Ciao

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Mar 13 2008

The Beatles - She’s leaving home

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She’s leaving home - The Beatles

Album Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band

Registrazione: 17/20 marzo 1967

Uscita in Italia: 23 maggio 1967

http://www.youtube.com/watch?v=vCSF-zRW7po

Per inquadrare brevemente la canzone prima dell’ascolto, siamo nel periodo in cui ogni componente dei Beatles comincia a sperimentare strade autonome nella realizzazione dei propri pezzi, pur restando la band ancora unita e facendo uscire gli album a nome The Beatles.

In questo caso la canzone è stata totalmente scritta da Paul Mc Cartney, che pesca nel Daily Mirror la notizia di una ragazza scappata di casa e ci ricama sopra una storia tendente al patetico e allo strappalacrime, ma veramente efficace e riuscita. Secondo alcuni una delle cose migliori dell’intero album.

Ad onor del vero, probabilmente sono da attribuire a John Lennon le frasi che lui stesso canta in quello che potremmo chiamare il ritornello, e che fungono da risposta alla cronaca, raccontata dalla voce di Mc Cartney, con un vocabolario forbito ed immagini potremmo dire dall’effetto cinematografico.

Intrigante e riuscita la rima fra due parole quasi identiche (buy e bye) nel controcanto di Lennon e davvero prezioso, come rimarcato da alcuni critici, l’uso di alcuni vocaboli. “Non trovi più parole come ‘clutching’ nelle canzoni” ebbe a dire il compositore Nick Heyward nel 1993.

Vediamo brevemente testo e struttura:

STROFA 1 – VERSE 1 Wednesday morning at five o’clock as the day beginsSilently closing her bedroom doorLeaving the note that she hoped would say more 

STROFA 2 – VERSE 2 She goes downstairs to the kitchen clutching her handkerchiefQuietly turning the backdoor keyStepping outside she is free 

RITORNELLO 1 – CHORUS 1 She (We gave her most of our lives)Is leaving (Sacrificed most of our lives)Home (We gave her everything money could buy)She’s leaving home after living alone (Bye bye)For so many years 

STROFA 3 – VERSE 3 Father snores as his wife gets into her dressing gown - Picks up the letter that’s lying there - Standing alone at the top of the stairs 

STROFA 4 – VERSE 4 She breaks down and cries to her husband: Daddy our baby’s gone - Why would she treat us so thoughtlessly? - How could she do this to me? 

RITORNELLO 2 – CHORUS 2 She (We never though of ourselves) Is leaving (Never a thought for ourselves) Home (We struggled hard all our lives to get by) She’s leaving home after living alone (Bye bye) For so many years 

STROFA 5 – VERSE 5 Friday morning at nine o’clock she is far away - Waiting to keep the appointment she made - Meeting a man from the motor trade 

RITORNELLO 3 – CHORUS 3 She (What did we do that was wrong) Is having (We didn’t know it was wrong) Fun (Fun is the one thing that money can’t buy) Something inside that was always denied (Bye bye) For so many years 

CODA She’s leaving home (Bye bye)

Oltre a questa sommaria analisi delle parti della canzone dobbiamo osservare quanto segue, nell’ordine:

- il ritmo della canzone è ¾ - per semplicità si può seguire il successivo conteggio delle battute scandendo per ogni misura 1-2-3;

- c’è una breve INTRODUZIONE (INTRO) di 4 battute

- la STROFA (o VERSE) è SEMPRE molto regolare, di 8 battute (forma classica di suddivisione per multipli di 4)

- naturalmente anche la STROFA 2

- il RITORNELLO è interessante: fino alla parola home abbiamo 8 battute; sulla parola home un periodo di 4 battute (sul controcanto di Lennon); quando Mc Cartney riprende un incedere più deciso, abbiamo un ulteriore periodo di 6 misure più una senza cantato e con i tre quarti accentuati omoritmicamente da tutti gli archi; decisamente una brusca fermata

- identica struttura per STROFA 3 + STROFA 4 + RITORNELLO 2

- la STROFA 5 è dimezzata, e poi si getta subito su un RITORNELLO 3, che però non presenta più la brusca fermata degli archi, ma ‘regolarizza’ il precedente periodo di 6 misure + 1 portandolo ad un più canonico ‘8 misure’

- la CODA FINALE è di 6 misure

Riassumendo con uno schema

INTRO 4 BATTUTE

STROFA 1 8 BATTUTE

STROFA 2 8 BATTUTE

RITORNELLO 1 She 4 battute

Is leaving 4 battute

Home 4 battute

CODA DEL RITORNELLO 7 BATTUTE (6 + 1)

STROFA 3 8 BATTUTE

STROFA 4 8 BATTUTE

RITORNELLO 2 She 4 battute

Is leaving 4 battute

Home 4 battute

CODA DEL RITORNELLO 7 BATTUTE (6 + 1)

STROFA 5 8 BATTUTE

RITORNELLO 3 She 4 battute

Is leaving 4 battute

Home 4 battute

CODA DEL RITORNELLO 8 BATTUTE (regolare)

CODA DEL PEZZO 6 BATTUTE

Ed ora la musica. Innanzitutto la scelta dell’arrangiamento per questa canzone dimostra grande sapienza da parte di Mc Cartney: un doppio quartetto d’archi e l’arpa, che sottolineano incredibilmente l’atmosfera malinconica del pezzo. La melodia, per nulla banale, svolazza in alto e in basso attraverso passaggi per grado congiunto, arpeggi e salti improvvisi. L’arrangiamento degli archi, pur non essendo scritto da John Martyn (contattato in grande fretta da Paul, ma impegnato quel giorno in altre registrazioni – d’altronde star dietro al ritmo di lavoro discontinuo dei Beatles non era cosa facile) l’arrangiamento quindi illustra bene il sentimentalismo a tratti patetico del testo. Per la cronaca , l’autore dell’arrangiamento e della scrittura delle parti fu Mike Leander.

Ad un certo punto, nel ritornello, come già accennato, la melodia si sdoppia: Mc Cartney (la cronaca) recita il testo snocciolando il titolo (she is leaving home) su note lunghe, prima di riprendere l’incedere di valzer già presente nelle strofe. Lennon invece (i pensieri, le domande, i rimpianti degli adulti) espone su una melodia cantilenante una serie di frasi fatte tipiche dei genitori che si chiedono il perché di una scelta dei figli (abbiamo sacrificato per lei la maggior parte della nostra vita – non le abbiamo fatto mancare niente di quello che potevamo comprarle – cosa abbiamo fatto di sbagliato). Chissà che Lucio Battisti, profondo conoscitore e appassionato dei Beatles, non avesse in mente proprio questa canzone nel comporre la sua ‘Pensieri e Parole’, che sfrutta in maniera anche più complessa ed articolata, lo stesso artificio.

La coda finale con un’inaspettata apertura, lascia uno spiraglio alla speranza che nel futuro le cose possano sistemarsi (dopo tutto si tratta di un Bye bye…).

Ancora una volta un brano pregiato, scritto in perfetta simbiosi fra melodia, testo e arrangiamento, a rendere perfettamente quello che Mc Cartney aveva in mente.

Walter Muto

2 gennaio 2008

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Mar 13 2008

Rieccomi

Published by walterino under Pensieri

Allora, i blog di Crossing hanno subito un attacco e non ci sono più. Bisogna rimetterli su. Nel frattempo io, che quanto a conoscenza informatica mi sto lentamente evolvendo da Neanderthal a CroMagnon, ho anche vagamente capito che cos’è un Blog, visitandone un po’. Quindi farò come segue:  sicuramente, come già fatto in precedenza, posterò articoli, analisi e materiali di studio, ma mi piacerebbe anche cominciare effettivamente ad usare questo strumento per lo scopo principale che in genere ha, e cioè quello di Diario di Bordo.

Per questo la scelta del mare come sfondo e la scelta del titolo, che include anche i pensieri e le parole, oltre alla musica. Accorate scuse a Lucio Battisti per aver ‘rubacchiato’ il titolo di una delle sue canzoni più geniali in assoluto.

 Allora incomincio questa nuova avventura ri-postando un po’ di materiale che già c’era sul Blog distrutto, e poi si vedrà… Ciao a tutti

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