Un ultimo inchino ad una notte danzante
Apr 10th, 2008 by Senziente
Ero uscito con mio cugino ed un suo amico che viveva con noi ai tempi dell'appartamento di viale Monza (e del mio vecchio blog). Eravamo in un locale in cui si ballava, se non ricordo male era il rolling stones... o forse da tutt'altra parte. In quei giorni di tre anni fa stavo firmando le ultime carte per lasciare l'università, avevo deciso di uscire con loro (noti bevitori festaioli) per divertirmi, bere, ballare e non pensare più a nulla.
Entrando nel locale la musica alta e l'oscurità mi inebriarono subito la mente ancora lucida, la risposta del mio corpo amante del ritmo fu immediata. Avevo già da tempo imparato che quando c'è una festa prima ti ci butti e prima ti diverti. Perciò senza esitazione mi gettai ballando nella folla confondendomi subito, rigirandomi, saltando e sentendomi parte di un grande movimento di luci fumi e musica. Non ero certo indifferente alle ragazze in abiti provocanti che scivolavano qua e là. Facevano parte della scenografia della bomba che si era innescata nei miei sensi drogati allucinati pronti sorridenti estremi ritmati sobbalzanti e lontani dal mondo e dalle preoccupazioni...
Nessun bisogno di droghe o alcool per godermi quella fuga a contatto con i polmoni che vibravano e le pupille abbagliate dai flash di luce, ma volevo comunque amplificare gli effetti e sentirmi più leggero, perciò seguii mio cugino al bancone e gli chiesi qualcosa di forte e veloce. Lui mi consigliò un drink di cui non ricordo il nome, ma per berlo dovevo prepararmi a mangiare uno spicchio di arancia zuccherata subito dopo, probabilmente per annullare l'effetto dell'alcool in gola. Mi sentii un pò emozionato prima di berlo, come fosse una specie di prova di coraggio, e quella sottile emozione si aggiunse alla sensazione di estraniazione che cercavo quella sera. Bevvi il bicchiere d'un fiato e mangiai l'arancia senza difficoltà, ringraziai mio cugino e mi rigettai nella bolgia con lui, aspettando l'effetto dell'alcool che se preso in dosi adeguate ti fa superare l'ultimo limite dell'imbarazzo restando all'interno dei sensi ancora coscienti. Sapevo che un bicchiere di troppo o il drink sbagliato poteva darmi il mal di testa, e a quel punto la serata si sarebbe trasformata in un incubo senza fine. Ma ciò non accadde, e cominciai a seguire mio cugino su per le scale, senza smettere di saltare, perchè in quel locale c'erano diversi piani da dove potevi guardare la gente ballare di sotto. D'un tratto la mia voglia di sentirmi fuori dagli schemi mi prese all'improvviso, e dato che a quei tempi portavo ancora un cappello con una visiera, senza sapere perchè regalai un elegante inchino con tanto di cappello alla prima fanciulla sconosciuta che mi capitò a tiro, continuando a ballare. Mentre mi abbassavo sapevo che la sua reazione non mi avrebbe interessato, me ne sarei andato contento del gesto in qualunque caso. E così feci.
Ma mentre mi allontanavo la vidi chiaramente con la coda dell'occhio: aveva risposto all'inchino come avrebbe fatto una vera dama, abbassandosi reggendosi la gonna. Oramai mi ero già troppo allontanato e lei aveva probabilmente capito che in realtà il mio non voleva essere un eccentrico approccio, ma solo un guizzo di follia solitaria, perciò non tornai sui miei passi, lasciando che quella fosse l'unica spiegazione possibile. Anche perchè non me l'aspettavo, e mi sono allontanato subito perchè l'eventuale scena imbarazzante di lei davanti a questo pazzo fermo ad aspettare una inverosimile reazione la volevo risparmiare ad entrambi.
La gradevole sorpresa ricevuta andò ad aggiungersi alle emozioni luminose e ritmate di quella notte surreale, che si concluse con una dolorosa distorsione alla caviglia ed un costoso ritorno a casa in taxi...
Ma a distanza di tre anni mi chiedo se anche a quella ragazza è capitato di ripensare a quella notte, resa unica da quei dodici secondi di sottile ed esuberante complicità, come sto facendo io ora.
Scusatemi, ma a qualcuno dovevo dirlo.
(Questo articolo è stato scritto ascoltando "Around the world" di Atc)
io continuo a chiedermi perché queste cose si possano fare solo da ubriachi.. come andare in giro vestiti da cavalieri medievali
Sei ancora andato in quel locale?
Sono tornata..scusa l’assenza. Il post è Magnifico come sempre. Ricordare in modo perfetto secondi della nostra vita passata, è una delle cose più straordinaria che la nostra mente sa fare!
Into the wild nel titolo del tuo blog si riferisce al film?
davide d >>>> l’alcool limita l’azione del super-io, direbbe freud (si legge freud ma si pronuncia fruà)
irlanda>>>> no, tra l’altro non è di sicuro il rolling stones quindi non so nemmeno dove sia…
francesca>>>> come è andato il viaggio? si riferisce al film esatto.