01/09/08 19:03
-Quando cominci a scrivere hai già in mente il luogo dove ambientare la scena?
-Mi vengono in mente molte scene, molte immagini, forse qualcuna l’ho vissuta davvero, ma la maggior parte scaturiscono dalla musica che sto ascoltando...Way i are...
-Cosa ti fa scegliere una musica piuttosto che un altra?
Le immagini che mi fanno venire in mente. Soprattutto le emozioni.
Perchè non provi a descriverne una?
Non so bene da dove cominciare. Per scrivere bisogna avere qualcosa da raccontare, credo...
Eppure ascoltando una canzone già immagini qualcosa?
Già..
Cosa stai immaginando adesso?
Un locale notturno. Non nel senso di night club, un luogo in cui sia la musica che ascolto. Un pub credo che possa andare bene. Un uomo che entra nel locale, che gira nel locale, che non sa dove andare perchè vuole solo ascoltare la musica. Poi devo chiedermi se voglio raccontare la scena in prima persona o in terza persona.... più che una scena vorrei raccontare una vita, uno stile di vita, o un senso della vita. il senso che ha la tua vita in quel momento.
------- cambio musica, prova ora. Cosa ti viene in mente adesso?
è una donna a cantare. Losing my religion, Tori amos.
Dove vuoi andare?
Voglio nascondermi, dove nessuno mi possa trovare. Ma non voglio rinunciare al vento che mi sussurra qualcosa. la solitudine è necessaria. aspetta che chiudo gli occhi...
No, qualunque descrizione mi sembra riduttiva.
Parti da un punto, so che stai pensando a certe cose, parti da una di queste, e poi vai. segui la scia.
Ma quale di questi punti?
Dove sei?
Non lo so, in tanti posti...
C’è qualcosa che non cambia?
Desidero che i miei amici siano felici. Ovunque. Vorrei portare con me le mie amicizie più care, e mostrargli il colore del cielo quando il sole è sceso sotto alla linea dell’orizzonte sulla spiaggia. Stare seduto sullla sabbia e spostarla con le mani, ripensando a tutti gli addii che non ho mai pronunciato.
Che non hai mai pronunciato?
Sì, gli addii mai detti. Sai a volte ci si dice che si resta amici, che ci si sente ancora, che ci si chiama. Ma è solo un illusione. Poi va finire che ci si sente sempre meno, e poi si sparisce. Nella vita.
Nella vita..
A quel punto l’unica differenza è l’immagine che hai della vita. il senso della vita.
Cioè?
Potrebbe essere il nulla, potrebbe essere tutto...
spiegati.
i tuoi amici, quelli che non senti più, quelli che spariscono... Ci sono due alternative: o spariscono nel nulla... o rimangono sulla linea dell’eterno, scolpiti nella memoria che Dio ha della tua vita. Quella linea che ci sarà restituita l’ultimo giorno. Completa.
Altrimenti non avrebbe senso l’amicizia.
Altrimenti non avrebbe senso l’amicizia.
Vado a cena da mio fratello adesso. Sono in ritardo.
Sbrigati, e torna presto.
23:07
-Sei già tornato.
-Non voglio più far passare molto tempo.
-E’ come un muscolo. Più tempo passa e meno lo sai usare.
-Quale muscolo?
-La possibilità di scrivere. E la capacità di farlo.
-Quanto tempo è passato?
-Da quando non ho più scritto per me stesso... forse tre anni. Ho scritto per altri, cose comprensibili, sensate, perlopiù. Quando scrivi per altri devi scrivere in un certo modo.
-Dai racconta..
-Tori Amos? beh la canzone è Wild Horses, accompagnata con un piano: lo stile è il suo. Un live.
Ho appena letto “Non è un paese per vecchi”. Vedi come uno scrittore abile scrive per un pò, ma non deve far passare troppo tempo prima di scrivere qualcosa di interessante. Qualcosa che sviluppi il romanzo, se si tratta di un romanzo. Qualcosa che possibilmente non sia prevedibile dal lettore, ma che sia allo stesso tempo comprensibile.
-Dopo averlo letto..
-sì, il lettore legge le azioni del protagonista, e pensa che avrebbe fatto anche lui qualcosa del genere, ma solo dopo averlo letto. Non deve essere prevedibile, ma comprensibile, è diverso.
-Poi?
-Lo scrittore se è bravo ha fatto nascere al lettore una domanda: “come andrà a finire?” “che cosa farà adesso, che cosa succederà?” Questo avviene all’inizio, di solito introducendo il lettore in una situazione nuova, partendo da una situazione normale. Il lettore comincia il libro dando un pò di fiducia allo scrittore, legge la descrizione della situazione normale per un pò ma aspetta l’imprevisto.
-Come nella vita?
-Esattamente come nella vita. Se stai leggendo un romanzo parti da una situazione normale e aspetti l’imprevisto da lì, se leggi un altro tipo di scritto allora la situazione normale sei tu, è la tua vita, e dallo scritto ti aspetti l’imprevisto della vita, qualcosa di nuovo. Questo è il comportamento più naturale dell’uomo. Anche quando guardi un film o guardi un documentario sugli animali c’è questa differenza. Qualcuno trasforma il documentario in film, o il film in documentario, ma la prima combinazione di solito è ridicola, la seconda potrebbe annoiare. Se un film è tutto una descrizione è una noia mortale. Come quei film che descrivono la quotidianità mediocre di alcuni italiani: niente di più inutile da fare che guardare film come quelli.
-Ti sei annoiato?
-Vorrei che accadesse l’imprevisto.
-Davanti a un portatile è un pò difficile...
-Un tempo accadeva. Un tempo la musica era il mio imprevisto. Essa mi dava un emozione, io entravo in questa emozione partendo da una situazione normale e alla fine avevo qualcosa tra le mani.
-Qualcuno dice che non c’è nessuna risposta a chi non fa domande.
-La musica era la mia domanda, l’emozione era l’imprevisto e ciò che scrivevo era la risposta. Dopo averlo scritto valeva anche senza musica.
-vogliamo provare a fare un giro?
-ok, ma andrà a finire come altre volte: domande confuse, emozioni mediocri e risposte insoddisfacenti...
-Dai facciamo un giro!
-Mercado nuevo... Gli scrittori sembrano saperne sempre un sacco su una marea di cose... Come diavolo faranno a sapere come vive un trafficante d’armi del messico, se vivono in europa?
-Di solito ambientano i loro romanzi in posti vicini. Se il racconto non è realistico si capisce subito.
-Ok, va bene, ma uno scrittore per scrivere un poliziesco deve passare giorni a fare il poliziotto? e il ladro allo stesso tempo?
-Qualcosa sì, qualcosa no. Gli scrittori hanno il dono di stupirsi di molte cose, anche di ciò che non li riguarda, e questo stupore gli permette di apprendere, di ricordare...
-Di capire... Deve essere per forza così. Uno scrittore ha il dono di stupirsi del mondo...
-Forse rimane un pò bambino.
-Infatti un bravo scrittore sa farsi capire da tutti. E’ in grado di stupire gli altri come se stesso. Più uno scrittore è bravo, più sa parlare al cuore di molti.
-Lo stesso cuore, in tutto il mondo...
-lo stesso stupore, in tutti i paesi del mondo...
-Non hai detto chi siamo.
-Non lo so nemmeno io chi siamo.
-Devi farti capire se vuoi farti leggere, non è di questo che stiamo parlando?
-Tu sei la mia domanda. La parte di me che è domanda...
-Faccio del mio meglio, ma dormivo da molto tempo. Ero intrappolato dentro di te. Mi svegliavo di rado, quando ti capitava qualcosa, ma le risposte che hai trovato lungo il tuo cammino ti bastavano per vivere dignitosamente.
-Per vivere egoisticamente..
-Difficile dire qual’è il limite, sai bene che molti non sono arrivati dove sei tu.
-Per questo mi sono fermato, ma chi continua a domandarsi è sempre migliore nonostante le mie risposte... e poi tutto dipende dalle circostanze.
-Troppa libertà, troppa fortuna...
-Libertà devastante, e misera fortuna rispetto a ciò che puoi darmi tu...
-Non puoi chiamarmi per la gloria, la tua domanda deve essere sincera, pura, e deve chiedere l’inifinito. La domanda è proporzionata alla tua sofferenza. Sono tre anni che non soffri davvero.
-Sono tre anni che nessuno mi costringe a nulla. E io non sono mai stato bravo a costringermi. Non sono mai stato in grado di costringermi.
Coma white... Dici che potrebbe servire?
-Lui ha una domanda fortissima. Indipendentemente dalla sua risposta, che è mortale. Una risposta disperata e autodistruttiva ad una domanda vera.
-La sento ancora familiare...
-La disperazione ha dalla sua parte la menzogna, ed essa è sempre più affascinante nell’immediato, perchè falsa per natura. Ti sembra più vicina al tuo cuore, mentre invece è da tutt’altra parte, e potresti passare la vita ad inseguirla, causando una scia di sangue e sofferenza nel tuo cammino verso il buio.
-Dio me ne scampi.
-La verità è tanto semplice quanto potente, la Sua misericordia raccoglierà pezzo per pezzo ciò che del tuo cuore hai sperperato e perduto, aspettando che tu muova un dito per potertelo restituire.
-Davvero lo vorrei..
-Sei ancora confuso, evanescenti sono i tuoi desideri... sbiaditi, opachi come uno specchio impolverato e macchiato...
-Davvero lo vorrei..
-Qualcosa comincia a cambiare... ma una lotta quotidiana ti attende, farai presto a perderti di nuovo.
-Tornerò e ti chiederò scusa. Non mi posso permettere di dubitare che Egli non mi perdonerà.
-Nemmeno per scherzo. Fu già scritto infatti. I tuoi sono miseri peccatucci, come tutti quelli degli uomini. La maggior parte.
-Grazie...
-Martina, Makenda... Antonella.. Ida... perchè pensi a loro?
-Non lo so. So che ti hanno aiutato. So che c’è qualcosa nella loro natura che ti ha aiutato. Ma adesso non è più così...
-cos’era prima?
-L’amore forse, la mia anima era tormentata, non avevo né padre né madre.
-e la tua domanda in quei momenti era grande.
Ora ho padre e madre, e mi basto.
Ne riparleremo.
è tardi, sicuramente.
Desideri il convitto, la prigionia...
desidero la domanda che avevo lì.
Prega per questo.
Ci devo provare.
Non riempirti il cuore di stronzate. Solo l’essenziale conta. Solo l’essenziale ti è di qualche aiuto. A presto.
A Presto.
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