L’Italia è il Paese dei furbi. Solito inutile luogo comune, ma è vero che piuttosto che l’intelligenza viene sempre valorizzata la furbizia. Il mito americano è il “self-made-man”, l’uomo che dal nulla con il suo coraggio e la sua volontà ha coronato il suo sogno. In Italia è il furbo, colui che ha trovato il sistema per aggirare un ostacolo, il cavillo per ottenere l’obiettivo senza fare fatica. “Fatta la legge, trovato l’inganno”: così si costruiscono imperi attraverso prestanomi, si diventa miliardari sconosciuti totalmente al fisco e si cavalcano condoni. Fino a cercare sempre la conoscenza per non fare la fila, avere i biglietti davanti o pagare di meno.
Sono così polemico perchè i clienti che entrano da noi e che ci provano con la furbata sono snervanti. Richieste di cambi ben oltre il termine garantito, cambi con ricevute di altri prodotti fino all’apoteosi: pagamento con la carta di credito del marito. E una volta ricevuto il rifiuto, inizia la solita discussione (”siete troppo fiscali”, “sono un ottimo cliente”,…) che finisce sempre con il “faccia un’eccezione”. Che stress…
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