Una volta un mio amico definì il football americano come “è come giocare a scacchi, ma con le persone”. Infatti, a parte una carrellata di botte, è un gioco fortemente strategico, dove ogni pedina fa un movimento che di per sè può sembrare inutile, ma che permette un impatto sul risultato d’insieme. Negli scacchi, però, a volte bisogna sacrificare delle pedine senza avere un beneficio immediato, ma che permette un controllo maggiore di un’area.
Il football americano questo non lo fa, la consulenza purtroppo sì, e la pedina oggi sono io. Per questioni tra i livelli alti tra il mio ufficio e quello di Londra, mi è stata revocata la settimana di training di Miami per cui sarei dovuto partire venerdì. Troppo difficile da spiegare perchè, appunto, è una mossa che porterà probabilmente profitto ai miei capi, a scapito delle mie aspettative. Per capirci, erano settimane che mi preparavo per questo evento, soprattutto perchè ho “il grande sogno americano” che mi sfugge sempre. Ebbene, è sfuggito un’altra volta.
La diversità tra la consulenza e gli scacchi è però questa: se sacrifichi la torre, sia che vinci o che perdi, alla partita seguente la torre ce l’hai ancora. Nella consulenza, non è scontato che tra 3-4 mesi io ci sia ancora. Purtroppo il poco lavoro che c’è in giro non mi dà enormi possibilità, ma vediamo.
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