Caro Yuri,
How wish, how wish you were here! Qua ci spanciamo dalle risate. Io devo tributare il mio plauso definitivo a Vittorio Sgarbi. Nell’ultima puntata di Anno Zero ci ha regalato un meraviglioso momento di grande televisione. Ha dato del pezzo di merda a Travaglio, sbottando per il profluvio di nullità ciniche e appiattenti accumulante da Grillo, Santoro e Travaglio.
Sgarbi è riuscito a farmi sussultare nuovamente, dopo Cecchi Paone pensavo non si potessero più toccare momenti così gustosi.
Venendo a te, penso che il tuo voto sarà più utile a una qualsiasi formazione di sinistra in Italia, piuttosto che al Labour Party, ma vivendo io in Italia, non ti costringerò di certo a votare da noi. Mi ero entusiasmato al secondo punto del programma, quando parla di Free Education, immaginando che intendesse la libertà di educazione di cui si parla da noi da qualche decennio, ma probabilmente significherà scuola gratuita per tutti, o no?
Ti dirò la verità, di sano ci vedo poche cose. C’è un’aspetto dei programmi di sinistra in genere che affossa ogni remoto entusiasmo che potrebbe nascere: è la sensazione che a tutto debba comunque pensare lo Stato, come a dire “tu lavora e dacci i soldi, noi pensiamo a tutto”. A me questa cosa mette una tristezza che non immagini. In quattro e quattr’otto si fa fuori tutta l’energia, la creatività e la responsabilità che può avere la società civile.
Ti sia sufficiente pensare al ruolo delle cooperative (bianche e rosse) in Italia, al volontariato, ai servizi gestiti dai cittadini, insomma, al principio di sussidiarietà. Certo è che a questi livell, le proposte di Alemanno potranno assomigliare molto a quelle della sinistra radicale, il concetto non cambia di molto.
Preghiera di Camillo Langone del 2 maggio
“Diventerete tutti notai” disse Ionesco ai manifestanti del Maggio. “Finirete tutti in mano alle badanti” dico io ai convenuti in piazza San Giovanni. In quarant’anni il futuro di chi si agita è peggiorato alquanto. La prospettiva non è più la presa del potere ma la gestione dell’impotere esito di un edonismo sterile e sordastro. Sempre meraviglioso, invece, l’eterno presente di chi a maggio ammira le rose.
di Camillo Langone
Andrea’s Version del 3 maggio
Essendo diventati, finalmente, un paese europeo con tre partiti, o al massimo quattro o cinque. Essendo non più nemici, ma tutt’al più avversari. Essendo che avendo preso, voi, una culata che levati, comunque la si vive tutti, in qualche modo, come una culata bipartisan. Essendo che Schifani ha aperto al Senato, che Fini ha elogiato il 25 aprile e il 1° maggio alla Camera, e che, come spiega il sempre acuto Ilvo Diamanti, Roma resta la capitale d’Italia, mentre Vicenza no, per cui la questione settentrionale, che settentrionale era fino a ieri, adesso è di nuovo meridionale poiché, in quanto settentrionale, la questione suddetta si è bruciata nel giro di due settimane. Visto, cioè, che le teste di cazzo tengono comunque duro, che gli stipendi comunque corrono, che la pacificazione nazionale rimane comunque una necessità, e che a Roma ha prevalso comunque Alemanno. Vista, quindi, la compartecipazione, il comune sentire, un Veltroni a mezzadria, e che indossiamo le stesse mutande, vorremmo sapere questo: proposto Squitieri al Cinema, e Barbareschi alla Cultura, dispiacerebbe se, a dirigere l’Accademia di Santa Cecilia, mettessimo uno skinhead?
di Andrea Marcenaro