Reduce - Giovanni Lindo Ferretti
Lug 28th, 2008 by arca

Reduce è la singolare autobiografia di Giovanni Lindo Ferretti, autore il cui pensiero e la cui opera sono in continuo movimento.
“Ex” di quasi tutto. Ex leader dei CCCP, ex ateo, ex leader dei CSI, ex punk. Falliti fino ad ora i tentativi di classificarlo, non appena veniva inquadrato in una definizione ci si poteva accorgere che gli argomenti portati erano già obsoleti. Ferretti ha lavorato sulla sua persona vivendo intensamente le proprie esperienze e lasciandosi permeare dagli infiniti viaggi, fuori e dentro di sé, dagli incontri, tutti importanti e fondanti di un modo di concepire l’esistenza in costante mutamento.
Dolce come gli accompagnamenti di Peter Erskine e allo stesso tempo ruvido e dissonante, semplice ma articolato, proprio come i dischi dei Per Grazia Ricevuta, depositari della genealogia nata con i CCCP. Fedeli alla linea.
Perché Reduce?
Perché Ferretti sta solamente tornando a casa, il suo approdo è un dolce ritorno alla tradizione.
E’ un cosciente ritorno alla casa sull’appennino reggiano, con le giornate scandite dalla vita di montagna, la contemplazione del paesaggio, il ricordo dell’educazione ricevuta dai nonni.
Anche il racconto dei viaggi in Terra Santa, Jugoslavia, Algeria, Russia rappresentano un ritorno a casa, l’amore per il popolo di Israele è un ritorno a casa.
Il racconto è incalzante e grave allo stesso tempo, perchè la prosa di Ferretti è densa e ogni parola pesa minuti preziosi di meditazione e comprensione. Ogni tanto viene riportata la citazione delle sue canzoni, quasi a significare che la sua conversione è partita tanto tempo fa, quando ancora non se ne poteva nemmeno immaginare l’avvento.
Non manca un prezioso passaggio sulle malattie dell’uomo contemporaneo: la pretesa di immortalità, la selezione genetica, la maternità a tutti i costi, la lotta all’Indefinibile come lotta moderna all’uomo. La religione dell’Uomo Totale che non accetta il proprio limite.
La logicità è lucida e ferrea come ne abbiamo potuto godere leggendo Ferrara o la Fallaci. A un certo punto irrompe nella storia e nella Storia la chiave di volta: il partigiano dell’Infinito, l’Altro che abita l’esistenza, non può che opporsi all’uomo totale, negazione della realtà.
La presenza del Divino nelle vicende umane come salvezza dal clericalismo delle nuove umane religioni e dal clericalismo della Chiesa.
Ferretti ci esorta ad un lavoro per il nostro tempo:
Fatevi avanti, monache e monaci, famiglie in carne e sangue d’amore.
Santi, poeti, eroi, navigatori astrali. La nuova età di mezzo è già in atto.
Tocca a voi l’onere e l’onore di traghettarla al poi.
Ne sarete capaci, di buon grado, se l’amerete per quella che è. La vostra età.
Il tempo dell’amore a chi lo fa e della castità per chi in cuor suo d’altro interesse sa.
Un giorno dopo l’altro e le notti. Il tempo del lavoro e il tempo della preghiera. Sereni.Contenti. Ora et labora.Conservo ancora la t-shirt acquistata ad un concerto dei C.S.I. durante la turneè IN QUIETE (anni ’90). Sulla maglietta c’era la scritta INQUIETO.
Questa dicotomia è l’estrema sintesi del Ferretti/pensiero: dentro la robustezza quieta e rassicurante delle certezze trasmesse dalla tradizione, l’inquietudine della ricerca continua.
Come diceva un vecchio prete lombardo: “Vi auguro di non stare mai tranquilli”.

Ciao Arca,
non mi piaceva Ferretti quando era “fedele alla linea” e non mi piace adesso. Mi è sempre sembrato un tipo di certezze troppo “assolute”. Sperò per lui che stavolta non si sia sbagliato perchè non ci vedo tutta questa linearità nel suo percorso. Ma forse è un problema mio!
Yuri
A me invece è sempre piaciuto per la sua irrequietezza, anche in periodi in cui ero meno fedele alla sua linea. Di certezze non assolute di solito diffido, puzzano di Veltronismo.
Meglio essere certi e inquieti.
il roipnol fa un ca.sino se mescolato all’alcool
Grande libro, grandissimo artista.
L’ho appena finito di leggere, me lo sono fatto recapitare, tramite ebay, sino allo sperduto angolo di Finlandia settentrionale nel quale mi trovo.
GLF l’ho conosciuto e amato per i CCCP, apprezzato per i CSI, applaudito per i PGR e ancora non finisce di piacermi.
Penso che non ci sia niente di più lontano attualmente da me delle sue posizioni politiche.
Ma uno quando è un grande resta un grande.
Poeta grandioso, riesce a dire cazzate ma con uno stile inarrivabile che è impossibile non sedersi ed ascoltarlo. Musica anche le sue parole
Mi verrebbe voglia di strozzarlo quando descrive così soavemente l’esercito israeliano, però è un grande.
Sì, hai ragione, irrequieto.
Gran personaggio, mi piacerebbe conoscerlo di persona.
Real brain power on dislapy. Thanks for that answer!
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