..col culo degli altri.
Giu 7th, 2008 by arca
Caro Yuri,
10.000 partecipanti al RomaPride08 secondo la Questura.
500.000 secondo gli organizzatori/organizzatrici/organizzatori cui piacciono gli organizzatori/organizzatrici cui piacciono le organizzatrici, insomma un po’ tutti nell’ordine che ti pare.
No, dico 500.000! E tutti gli altri dove li hanno cavati? Ti ricordi il vostro vecchio slogan anti-Bush del 2003, NOT IN MY NAME? Ecco oggi ho pensato tanto NOT IN MY ASS.
Pensi che ci possano essere in futuro discussioni serie oppure andiamo avanti a girare per la strada attaccando il Vaticano? Non mi pare si stia costruendo molto in questa maniera. Nel tuo originalissimo paese libertino e libertario che aria tira?
Tutte le tue scommesse sull’Italia sono vinte in partenza, lo sai. Hai solo dimenticato il malore estivo di Berlusconi, è successo oggi.
Conosci John Mayer?

Tutto l’album Continuum è stupendo. E’ stato la colonna sonora delle mie corse per il parco. E visto il mio attuale sovrappeso significa che non è proprio recentissimo! Vi leggo sempre con piacere. O.
Chiarissimo Prof, da tempo attendevamo un tuo primo intervento come nostro ospite.
Come lo prendi il caffè?
Arca, quà nessuno si inc….si preoccupa degli omosessuali nel senso che la discriminazione è molto minore (quasi assente) e quindi non c’è nessuno scontro con chiesa ecc. Che sia forse che il Vaticano ha una poltica troppo anti-froci?
P.S benvenuto al Prof.
Intendevo chiederti a che punto siete con i cosiddetti “diritti civili” per gli omosessuali. Ci si può unire legalmente?
Si e vale anche per gli immigrati se vuoi chiedere il ricongiungimento, anche se poi di fatto le unioni civili sono riconosciute solo per il fatto che puoi dimostrare che vivi insieme (bollette, conti correnti congiunti ecc..) quindi non c’è neanche bisogno di fare la cerimonia. Anche per questo ce ne sono molti: molti inglesi preferiscono evitare il clima “smalltown boy” della Gran Bretagna per intenderci.
Il fatto che non serva nemmeno la cerimonia non depone molto a favore della serietà dell’iniziativa, significa che è un atto che non ha alcun tipo di valore e per il quale non viene richiesto alcun tipo di impegno.
Oppure che l’impegno è visto come una cosa privata!
Benissimo.
E allora perchè si chiede il riconoscimento pubblico?
Mi accorgo veramente che è una cosa solo italiana (gli accenti polemici forti). Quì se vivi insieme sei partner (punto) La cerimonia è solo vista come “festa”, tanto che non è sufficente l’essere sposato per ottenere lo status di partner per l’immigrazione. Io ho dovuto consegnare la residenza ed il conto corrente congiunto; oppure le bollette. In pratica è la continuità del vivere insieme che per loro fa il matrimonio.
La mia prof di inglese, sposata con un giapponese e con tre figli insieme, ha dovuto consegnare le stesse cose. Questo per l’immigrazione; per il resto diciamo che tutto è “sburocratizzato”: il fatto che tu decidi di vivere insieme e di fare una famiglia è di per se matrimonio senza firme o cerimonie. Il risultato? la media di figli per coppia è di 2,09 e la percentuale di “divorzi” è simile a quella italiana. Non mi sembra un gran colpo alla famiglia tradizionale!